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CONFERENCE LEAGUE: ANDATA PLAYOFF

ATALANTA-HAPOEL TEL AVIV 0-0: E CARNESECCHI EVITA GUAI PEGGIORI…

Bergamo: mezza delusione, o forse anche di più. L’Atalanta non va oltre lo 0-0 casalingo contro l’Hapoel Tel Aviv nella sua prima uscita europea in Conference League e ringrazia pure Carnesecchi, decisivo nel primo tempo; solo nel finale i ragazzi di Sarri sembrano più pimpanti con Krstovic che va vicino al gol. Troppo poco però, tra una settimana in Ungheria la gara di ritorno decisiva per conquistare il pass per la League Phase di Conference. I ritmi lenti del precampionato avevano illuso sullo stato dell’arte del percorso della nuova Atalanta, passata al 4-3-3 dopo dieci stagioni di difesa a 3 e aggressioni a uomo per tutto il campo: per Sarri sono chiaramente delle attenuanti, specie a fine agosto. Ma il lavoro da fare è ancora tanto… e in Europa, il tempo è poco: giovedì prossimo, nel ritorno sul neutro ungherese di Miskolc, ci si gioca già una fetta di stagione.

DAVANTI TOCCA A SCAMACCA: mister Sarri ha riproposto l’undici che ha sconfitto l’Athletic nell’ultima amichevole del precampionato: Kossounou e Scalvini al centro della difesa, con Bernasconi e il trasformato Bellanova larghi, la mediana che vedremo forse per tutta la stagione con Ederson e Samardzic ai lati di Gaetano, e davanti Zalewski a destra, Raspadori a sinistra e Scamacca al centro. Una sorpresa invece nell’Hapoel: il tecnico Barda ha schierato Owusu, e non l’israeliano Turiel, autore di due gol nel doppio confronto col Katowice in semifinale playoff.

CARNESECCHI CI METTE UNA PEZZA: il primo, leggibile possesso della partita dell’Atalanta è servito all’Hapoel per capire come impostare il primo tempo. Un’aggressione continua e ben organizzata, complice anche la differenza di passo delle due squadre ha messo in difficoltà la squadra di Sarri per gran parte della prima frazione di gioco. Troppo sterile il dogmatico 4-3-3 dell’ex tecnico della Lazio, pericoloso solo quando è riuscito a recuperare alto o quando si è appoggiato su Scamacca. La prima occasione della partita è infatti stata meritatamente dell’Hapoel, scappato al 24’ sulla fascia sinistra con Leidner: la palla in mezzo è stata letta malissimo sia da Scalvini che da Kossounou, con Carnesecchi che ha miracolosamente salvato su Boateng a botta sicura. L’unica, vera risposta della Dea è arrivata non tramite il possesso, ma con un recupero alto di Bernasconi, uno dei più positivi dei suoi, a fine primo tempo: Scamacca è entrato in area dopo un dribbling e ha appoggiato per Raspadori, che in scivolata ha passato la palla a Tzur. Uno di recupero e si va al riposo.

RIPRESA, KRSTOVIC PERICOLOSO NEL FINALE: nella ripresa il copione non cambia; la squadra nerazzurra resta ferma e i movimenti senza palla non pervenuti, così come l’attacco agli spazi. Fondamentali che all’Hapoel sono continuati a riuscire meglio, questa volta sulla destra: palla dentro di Alkukin con Boateng che non ci è arrivato per un soffio. Poi entra Scamacca per Krstovic e la musica non sembra cambiar di molto almeno fino a due dal novantesimo, quando il montenegrino è stato protagonista del rabbioso finale della Dea sfiorando il gol due volte: la prima con una girata di destro dentro l’area dopo aver coperto benissimo il pallone, finita di poco larga sul palo del portiere, la seconda con un colpo di testa dentro l’area che ha trovato Tzur attento. Una doppia occasione finale che non ha però potuto cambiare il giudizio su una prestazione non al livello delle potenzialità della squadra. Giovedì servirà molto, molto di più. Pena, una stagione senza Europa.

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