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Dove c’è molta luce, l’ombra è più nera, ma nel caso di Luis Muriel i fari del successo e del talento rimangono sempre accesi h24.

Grazie al gol di Lucho l’Atalanta trova in extremis la vittoria contro il Cagliari, e come al solito si rinnova la stessa domanda “La prossima Gasp lo metterà titolare o rimarrà ancora in panca?”.

Una domanda più che legittima, ma che trova risposta come al solito nei freddi ma incontrovertibili numeri: al momento il colombiano è il panchinaro più forte d’Europa (forse del mondo), e per una grande squadra (perché la Dea di fatto lo è) avere assi nella manica come l’ex Fiorentina è una manna dal cielo che pochi possono godere. 16 gol stagionali, di cui 13 in campionato, e nonostante abbia giocato 1161’ (l’equivalente di quasi 13 partite intere), il suo nome compare nella classifica dei marcatori, dopo Cr7 e Lukaku, fari di Juve e Inter.

Muriel non ha mai criticato le scelte del Gasp, e visti i numeri da fenomeno ne avrebbe avuto ben donde. La forza di questo ragazzo è la consapevolezza di poter dare il massimo a partita in corso, utilizzato forse troppo spesso come risolutore, ma un’arma letale e garanzia che tutte le squadre vorrebbero avere in panchina.

C’è chi gioca titolare e rappresenta un faro, una guida per i compagni, e chi entra, risolve e torna al suo ruolo di falso comprimario, ma consapevole che la sua luce intrisa di talento non potrà indebolirsi neanche nell’angolo più buio della panchina.

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