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Pare davvero indigesto l’esame di inglese per l’Atalanta in stile studentessa universitaria. Dopo il City, non si è riusciti a prendere la sufficienza nemmeno contro il Liverpool, ma questa volta i dubbi e le incertezze vanno aldilà dello studio e dell’impegno profusi durante sul rettangolo di gioco.

Anche in quel caso incassammo 5 gol, frutto di una netta superiorità degli inglesi. Ma come ha detto Gasp, allora i dati hanno riscontrato una volontà e un indice di crescita che avrebbe fatto ben sperare per il proseguo della stagione.

Nonostante quest’anno la classifica ci veda al secondo posto a pari merito a 4 punti con l’Ajax, il pokerissimo subito a Bergamo contro i Reds ci lascia amarezza e tante preoccupazioni che lo stesso Gasperini non  nasconde nel postpartitaDobbiamo riflettere”.

Atalanta Liverpool, replay del City?

DENTRO AD UN REPLAY-  Sembra di stare dentro ad un replay, un po’ per citare Samuele Bersani, un po’ per tornare con la  mente a quella sfida tanto affascinante quanto indigesta dell’Etihad di appena un anno fa.

Partita a senso unico, qualche incertezza come sempre, ma il coraggio di proporre il nostro calcio almeno non è mancato. Non a caso arrivò il gol su rigore di Malinovskyi. Momentanea gioia, dato poi l’esito infausto, ma che paradossalmente alimentò ancor di più la fiamma della speranza per un passaggio del turno che appariva una chimera.

Contro il Liverpool anche con i titolari probabilmente sarebbe cambiato poco, perché la fame, l’esperienza e lo status degli inglesi avrebbero fatto la differenza in qualsiasi caso.

Fasce inesistenti, ma a nulla serve biasimare il povero Mojica buttato là senza vere indicazioni. O l’olandese Hateboer, in campo a mezzo servizio. Papu costretto a giocare in mediana per cercare di recuperare palloni che puntualmente la difesa reds cercava di scavalcare, mettendo in evidenza tutti i punti deboli della Dea. E come tutte le grandi squadre, a certi livelli la pietà è il segno di grande mancanza di rispetto.

L’Atalanta per 90’ si è guardata nello specchio tattico dei Reds, ma ciò che tutti abbiamo visto è stata solo la fragilità di una squadra impreparata di fronte ad un esame così imponente.

Esame da rifare

LEZIONE DA RIPREPARARE- Gasperini ha preparato il match alla sua maniera, ma forse questa volta lo studio meticoloso non è bastato a passare un esame che avrebbe davvero detto molto sul livello della Dea.

In certi esami, così come in certe partite, è richiesta una maggiore cura dei dettagli, perché spesso sono quelli che fanno la differenza, perché il confine tra passarlo e passare alla grande un esame è labile.

Una cosa è certa: il maestro Gasp ne ha imparate di lezioni prima di salire in cattedra. Il calcio dà meno chances rispetto all’università, ma fortuna vuole che il prossimo appello per l’esame di inglese sia  il 25 novembre. E a Gasp il tempo per riflettere, assorbire, studiare e ripassare la lezione di certo non mancherà.

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