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Atalanta, ricomincio da tre: non brilla ma sbanca Marassi con un gol per tempo.

SERIE A, PRIMA GIORNATA

SAMP-ATALANTA 0-2: DI TOLOI E LOOKMAN LE RETI DECISIVE

Va bene così: il cantiere-Atalanta vince a Genova in casa della Samp e si porta via i primi tre pesantissimi punti stagionali di questa stagione con una gara attenta, con qualche brivido ma colpendo l’avversario nel momento giusto con un gol per tempo grazie a Toloi e il neo arrivato Lookman che si presenta ai tifosi nerazzurri come meglio non poteva fare.

La banda di Gasperini torna a Bergamo con tre punti pesantissimi per l’Atalanta: il gol di Toloi (26’ del primo tempo, a chiusura di una combinazione Zapata-Pasalic), preceduto da un palo clamoroso di Maehle, dà il via a una partita completamente diversa, soprattutto per la Samp, che poi crolla definitivamente solo alla fine di un recupero infinito di sei minuti. Ma sul verdetto finale ha giocato un ruolo determinante il gol annullato al quindicesimo a Caputo, dopoché il Check Var, con il direttore di gara Dionisi richiamato al monitor da Pairetto, ha segnalato un tocco di Leris, autore dell’assist, su Maehle. Il gol prima concesso e poi tolto ai blucerchiati ha dato nuovo vigore all’Atalanta, sin li davvero poca cosa. E a quel punto fatalmente la maggiore qualità e organizzazione degli ospiti è riuscita ad avere il sopravvento.

Certo, nel primo tempo prima del gol annullato a Caputo c’erano stati due lampi, uno per parte, ma senza esito. Prima Léris murato al momento del tiro e poi Zapata sprecone al quinto da buona posizione. Lookman ha dato il cambio a Muriel nell’Atalanta, ma ai blucerchiati è mancata la giocata in velocità per creare la superiorità in avanti. E la sfida è proseguita così sino al termine, con la Samp ancora una volta masticare amaro per il destro senza fortuna su punizione di Sabiri che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a Gasperini e alla sua Atalanta andando a sbattere sul palo. Giampaolo ha perso poi Léris per crampi e si è giocato la carta dell’esperienza con il capitano Quagliarella, il cui diagonale alla mezz’ora ha messo paura a Musso e che ha cercato il bis al trentottesimo con un tocco delizioso sopra la traversa dopo averla toccata.

C’è ancora strada da fare, però contro una Samp così in difficoltà i due hanno trovato una discreta intesa, con Zapata più utile quando partiva da dietro. Giampaolo ha dato fiducia a Djuricic, schierato largo a sinistra mentre Sabiri fa il suo (ma ha fatto vedere prestazioni migliori), Caputo punge, Leris e Augello spingono, ma non è abbastanza, anche perché dopo l’ora di gioco la spinta cala e una Samp su ritmi meno alti non aiuta certo a mettere pressione all’Atalanta. Che cambia strategia, contiene la Samp, evita i guai e cerca di limitare i guai dalle parti di Musso.

Il raddoppio della Dea arriva in pieno recupero così al 50’ ecco il due a zero definitivo di Lookman. Il campionato della Dea inizia così con un sorriso grande così dopo una partita tirata e sofferta con la consapevolezza che la strada da percorrere è ancora molto lunga con la speranza che dal mercato arrivino gli innesti giusti tanto tattesi da tecnico e tifosi.




Le pagelle di Samp-Atalanta

ALL.: GASPERINI 6.5: senza incantare, ma con la giusta cinicità. Soffre, poi passa e poi soffre ancora chiudendo i conti nel finale con il neo arrivato Lookman. Siamo lontani sicuramente dalla Dea che incantava l’Italia per ora, ma si prende tre punti e morale. Il resto (si spera) verrà da se.

MUSSO 6: poche parate degne di nota, una uscita da brividi nella ripresa, poi viene graziato sul palo in occasione della punizione di Sabiri.

TOLOI 7: non poteva che essere il capitano a tirar fuori la Dea dai guai nel momento in cui pareva la Samp a comandare il gioco. Il gol cambia tutto e costringe gli avversari a cambiar registro. Determinante. (SCALVINI 6: dentro al posto di Toloi nel finale, non commette gravi errori).

OKOLI 5.5: alla prima in serie A, un esordio tra luci per alcune belle giocate attente e tempestive in copertura, ma anche qualche ombra come quel fallo ingenuo che causa la punizione di Sabiri che sbatte sul palo. Avrà tempo e modo per crescere.

DJIMSITI 6.5: bene, copre con ordine e ogni tanto propone anche qualche iniziativa offensiva.

HATEBOER 6.5: qualche scatto importante e anche qualche ottimo passaggio una volta arrivato sul fondo. Nell’occasione del palo di Maehle offre un vero e proprio cioccolatino che il danese sciupa.

KOOPMEINERS 6.5: l’eredità di Freuler è pesantissima, però lui non demorde e si fa trovare pronto disputando una discreta partita.

DE ROON 6.5: torna nel suo ruolo naturale ed i risultati si vedono… bene.

MAEHLE 6: timido e impaurito per almeno un’oretta, nel finale mostra qualche cosa in più. Il sei è un voto di incoraggiamento (ZORTEA s.v.)

PASALIC 6: bene nel primo tempo, nella ripresa sparisce un po’ dai radar (MALINOVSKYI s.v.:)

MURIEL 5.5: fumoso e lento, tenta qualche tocco di tacco senza fortuna. Non ci siamo ancora. (LOOKMAN 7: però, che biglietto da visita! Segna due volte, una di queste in fuorigioco e l’altra decisiva per mettere il match definitivamente in ghiaccio. Se il buongiorno si vede dal mattino…)

ZAPATA 7: grinta, coraggio, potenza. Duvan è già in forma, i suoi compagni non ancora ma la dedizione alla causa è encomiabile. Bravo!




Lampi e amnesie: l’Atalanta riparte in Champions con un pari con il Villareal e scopre le paratissime di Musso

CHAMPIONS LEAGUE, PRIMA GIORNATA

VILLAREAL-ATALANTA 2-2: DI FREULER E GOSENS I PRIMI DUE GOL EUROPEI DELLA DEA

Gol, sprazzi di bel gioco, ma ancora tante (troppe probabilmente) amnesie che a certi livelli si pagano a caro prezzo: l’Atalanta si porta a casa un preziosissimo 2-2 dalla tana del Villareal ed inizia con un pari il suo cammino in Champions League. Subito avanti con Freuler, la squadra del Gasp gioca una grande prima parte di match ma nel finale del primo tempo cede il passo al Villareal che pareggia con Trigueros. Nella ripresa il ritmo è più basso ma la Dea non rinuncia a proporre gioco anche se a dieci dalla fine un clamoroso pasticcio difensivo regala a Danjiuma la palla del sorpasso; pare finita, invece Gosens dopo dieci minuti pesca il gol del definitivo pareggio e, in pieno recupero, Musso compie una parata sensazionale su Moreno evitando la grande beffa; il portiere argentino era stato protagonista anche nel primo tempo con due grandi parate, sempre su Moreno. Finisce 2-2, il cantiere nerazzurro sembra comunque trovare pian piano la strada voluta dal mister.

Villareal (Spagna): continuare a stupire l’Europa. L’obiettivo dell’Atalanta alla sua terza avventura consecutiva in Champions League è ancora una volta quello. Divertire i propri tifosi e spingere il sogno europeo di Bergamo e la sua gente il più in la possibile nella coppa dalle grandi orecchie. Si comincia stasera in Spagna contro il Villareal fresco di vittoria in Europa League contro il Manchester United, altro avversario del girone F in cui milita la Dea insieme agli svizzeri degli Young Boys

GASP PUNTA SU ZAPATA: per la prima partita di questa nuova campagna d’Europa, il Gasp punta davanti su Zapata con Pessina e Malinovskyi a suo supporto mentre sulle fasce c’è Gosens con Zappacosta (preferito a Mahele) con De Roon che può giocare così in mezzo insieme a Freuler. Dietro esordio europeo per Musso tra i pali. Nel Villareal, il tecnico Emery in difesa conta sull’ex Napoli Albiol con davanti il trio formato da Pino, Moreno e Dia.

GOSENS SEGNA SUBITO!: bella atmosfera all’ingresso delle squadre in campo, il pubblico torna sugli spalti ed è questa la notizia più bella dopo mesi di partite a porte chiuse con il match che inizia e l’Atalanta fa subito sul serio e al quinto minuto passa: pallone in area per Zapata che fa da sponda all’accorrente Freuler che conclude con la palla che sbatte sul palo e finisce dentro portando la Dea sull’1-0.

IL VILLAREAL CRESCE NEL FINALE, TRIGUEROS FA 1-1: i nerazzurri sull’onda del vantaggio insistono e al settimo il portiere di casa Rulli respinge a terra una conclusione potente da fuori di Gosens. Poi al quarto d’ora bella ripartenza di Pessina che salta il diretto marcatore e arriva in area avversaria sbagliando tuttavia il cross. Con il passare dei minuti però il Villareal cresce e l’Atalanta inizia ad aver qualche problemino: al trentatre Musso è strepitoso su Moreno, ma sei minuti dopo non può nulla quando Trigueros viene servito perfettamente in area e riesce a concludere eludendo la marcatura di Palomino e segnando il gol del pari.

MUSSO-SHOW SU MORENO: finale in difficoltà per i ragazzi del Gasp che ringraziano ancora una volta Musso a quattro dall’intervallo che compie un’altra grande parata, sempre su Moreno che aveva colpito a botta sicura per segnare il punto del sorpasso. Una chiusura di primo tempo in apnea con l’intervallo che consente ai nerazzurri di tirare il fiato e riorganizzarsi dopo un primo tempo a due facce che si chiude sul punteggio di 1-1 dopo un minuto di recupero.

RIPRESA, ZAPATA PRENDE LA TRAVERSA: si riparte con i medesimi ventidue in campo dopo l’intervallo e con Malinovskyi che da subito lavoro a Rulli con una conclusione da fuori che il portiere del Villareal manda in corner con una gran parata. Poi al quarto Gosens manda fuori col piattone un ottimo pallone offerto da Toloi. Poi all’ottavo Zapata centra la traversa di testa sugli sviluppi di un corner per quella che è l’ennesima ottima opportunità per i nerazzurri.

TANTI CAMBI, POCHE EMOZIONI: al quarto d’ora il Gasp cambia dietro inserendo Demiral al posto di Djimsiti con il ritmo che è decisamente più basso rispetto al primo tempo ma con le due squadre che non riunciano a cercar il guizzo giusto: ci prova Moreno al ventiduesimo a bruciare la difesa nerazzurra e concludere ma calciando fuori una occasione ghiotta per gli spagnoli. Al venticinque altri tre cambi in casa nerazzurra con Ilicic, Pasalic e Koopmeiners che entrano in campo al posto di Zapata, Malinovskyi e De Roon.

DANJIUMA SCAPPA, GOSENS LO RIPRENDE: al ventisettesimo la difesa nerazzurra combina l’ennesimo pasticcio in fase di disimpegno con Freuler che regala palla agli avversari, la sfera finisce a Danjiuma in area che deve solo superare Musso con il Villareal che ribalta così il match. Aggiunge subito peso offensivo il Gasp inserendo Miranchuk al posto di Pessina e la Dea ci impiega meno di dieci minuti a pareggiare, con Gosens che riceve bene in area e mette dentro alle spalle di Rulli il gol del 2-2 per la Dea.

MUSSO MOSTRUOSO SALVA TUTTO IN PIENO RECUPERO: finale che si accende dopo il pari della Dea, con il Villareal che resta in dieci dopo che il neo entrato Couquelin rimedia due gialli nel giro di pochissimi minuti e finisce sotto la doccia anticipatamente. La Dea così prova a fare il colpo grosso ma non riesce più a presentarsi in maniera seriamente pericolosa dalle parti di Rulli; nel recupero invece è clamorosa l’occasione su calcio d’angolo per il Villareal con Musso che si traveste ancora una volta da fenomeno, sempre su Moreno negando il gol al Villareal ed evitando una beffa che avrebbe avuto del clamoroso ai suoi. Finisce 2-2, inizia con un punto il cammino in Champions di una Atalanta che ha fatto vedere cose belle ma ha dimostrato tuttavia di aver ancora molte lacune da colmare in questo avvio di stagione che a certi livelli rischi di pagare in maniera salatissima.

IL TABELLINO:

VILLAREAL-ATALANTA 2-2 (primo tempo 1-1)

RETI: 5′ Freuler 39′ Trigueros 73′ Danjuma 82′ Gosens

VILLAREAL (4-3-3): Rulli; Foyth, Albiol, Pau Torres, Pedraza (87′ Mario Gaspar); Parejo, Capoue (61’Coquelin), Trigueros (61′ Gomez); Gerard Moreno, Dia (61′ Danjuma), Pino (73′ Albert Moreno) – All: Emery

ATALANTA (3-4-2-1): Musso; Toloi, Palomino, Djimsiti (61′ Demiral); Zappacosta, De Roon (69′ Koopmeiners), Freuler, Gosens; Malinovskyi (69′ Pasalic), Pessina; Zapata (69′ Ilicic) – All: Gasperini

ARBITRO: Turpin (Francia)

NOTE: spettatori: 15mila circa – ammoniti: 24′ De Roon 54′ Capoue 64′ Gerard Moreno 70’Pino 75′ Coquelin – espulsi: 84′ Coquelin (V) per somma di ammonizioni – recuperi: 1′ p.t. e 3′ s.t.




Le pagelle di Torino-Atalanta

Una prima partita non certo esaltante dei ragazzi del Gasp, che però la portano a casa nonostante le tante assenze che non sono una attenuante ma contano comunque. Buona la prova dietro di Musso e Palomino, così come Pasalic tra mille difficoltà in un ruolo non suo nel finale piazza l’assist al gol vittoria del baby Piccoli che con la rete di oggi si guadagna probabilmente la conferma.

ALL.: GASPERINI 6.5: pesca il jolly con l’innesto di Piccoli nel finale facendo di necessità-virtù. Chiude la gara con dieci titolari fuori, ma trova il gol-vittoria che vale tre punti per iniziare bene questa stagione.

MUSSO 6.5: bene come esordio, beffato sul tiro di Belotti che viene sporcato da Maehle ma si fa trovar pronto in altre circostanze. Nel finale una uscita un po’ azzardata che per fortuna gli costa solo il giallo.

DJIMSITI 6: partita tutto sommato senza sbavature ma con pochi acuti.

DEMIRAL 6: esordio non facile, rimedia un giallo che un po’ ne condiziona la prova. Non ha ancora i 90′ nelle gambe, viene sostituito nel finale. (LOVATO s.v.: dentro nel finale).

PALOMINO 6.5: sugli scudi nel primo tempo, ma anche nella ripresa con un gran intervento decisivo su Singo lanciato a rete. Bene.

MAHELE 5.5: soffre parecchio ed è anche sfortunato quando Belotti tira e lui finisce sulla traiettoria deviando la sfera in maniera decisiva.

PASALIC 6.5: una prova difficile per lui, in un ruolo non suo. Fatica, e tanto ma nel finale tira fuori quell’assist di tacco per Piccoli che vale da solo la sufficienza piena.

PESSINA 6: anche per lui una gara di grande sacrificio, salva anche sulla linea una conclusione di Bremer nel primo tempo che sembrava finire in porta.

GOSENS 5.5: grosse difficoltà anche per lui, appare spesso più lento dei giocatori granata. Condizione non ancora al meglio per lui. (PICCOLI 7: l’uomo della provvidenza. Entra e risolve una gara che pareva ormai pronta ad essere archiviata con un pari piuttosto sofferto per i suoi e che invece lui tramuta in un trionfo insperato. Bravo!)

ILICIC 6.5: pare molto bene con il lancio che da il via all’1-0 di Muriel e un paio di ottime giocate, poi più il Toro cresce e più si eclissa anche lui. (MIRANCHUK 6: sufficiente. Qualche pallone gestito bene.

MALINOVSKYI 5: spesso disorientato, è fuori condizione e lo si è visto abbastanza palesemente (PEZZELLA 5.5: entra e nel finale Singo lo doppia in velocità. Non bene…)

MURIEL 6.5: segna ancora una volta alla prima di campionato, poi sparisce un po’ dai radar, complice anche la prova non certo brillante dei suoi (LAMMERS 6: fa a sportellate e si prende anche un paio di falli importanti).




L’Atalanta non convince, ma vince all’ultimo respiro: la Dea sbanca Torino con Muriel e Piccoli

TORINO-ATALANTA 1-2: IL BABY PICCOLI LA DECIDE NEL FINALE

Due tiri… due gol e tre punti portati via da Torino in maniera sicuramente non meritatissima, ma nel calcio, si sa, conta il risultato: e la Dea vince la prima e sbanca l’Olimpico di Torino matando i granata con una prova non certo brillante ma in maniera cinica e spietata. Subito avanti con il soluto Muriel, la squadra del Gasp soffre per lunghi tratti e viene ripresa nel secondo tempo dal gol del Gallo Belotti a dieci dalla fine. Sembra un pari ormai scritto ma, nel terzo di recupero Pasalic offre un assist al bacio per il neo entrato Miccoli che batte Milinkovic e fa esplodere la festa dei quasi trecento giunti da Bergamo per sostenere i ragazzi in questo campionato che ha riaperto al pubblico negli stadi. Una vittoria pesante insomma per iniziar al meglio la stagione. Certo è che questa Atalanta è ancora un cantiera aperto che deve migliorare.

Torino: come un anno fa, il cammino di serie A dell’Atalanta ricomincia da Torino; la speranza quindi, è che i nerazzurri sappiano ripetere in questa stagione quanto di fantastico fatto in questi anni. Tre terzi posti di fila per la banda del Gasp che ha aggiunto sin qui al suo organico Musso in porta al posto di Gollini e Demiral al posto di Romero ceduto a suon di milioni dopo una sola stagione in Inghilterra al Totthenam. Ripartire è invece l’imperativo di un Toro che ha affidato la panchina all’allievo prediletto del Gasp, quel Juric che avrà il compito di riportare entusiasmo in casa granata dopo la difficile scorsa stagione.

GASP SUBITO IN EMERGENZA: con De Roon e Freuler out per squalifica (mica cotica) e Zapata infortunato, il Gasp è subito in emergenza all’esordio; spazio quindi in mezzo a Pessina e Pasalic mentre davanti ci sono Ilicic e Malinovskyi a supporto di Muriel mentre dietro ecco Demiral all’esordio insieme a Musso in maglia nerazzurra in gare ufficiali. Nel Toro, il nuovo portiere è Milinkovic Savic mentre davanti parte in panchina Belotti con Sanabria quindi titolare supportato da Lukic e Pjiaca.

E’ DI MURIEL IL PRIMO GOL DELLA DEA: si comincia con il pubblico che torna finalmente sugli spalti dopo oltre un anno e mezzo di partite a porte chiuse e con l’Atalanta che al quinto inizia come meglio non poteva sperare: bella imbucata di Ilicic per Muriel che riceve palla in posizione defilata, si accentra e conclude in maniera imparabile per il portiere granata e la Dea è subito avanti.

L’ATALANTA SOFFRE, MA TIENE: con il vantaggio già in tasca, la squadra del Gasp non insiste e lascia iniziativa ai granata che però non riescono fortunatamente a rendersi pericolosi in maniera incisiva: al trentuno Sanabria salta il difensore, entra in area e conclude con Musso che però blocca senza problemi. Nel finale però il forcing granata si fa insistente: al quaranta Pessina salva sulla linea su una conclusione a colpo sicuro di Bremer, poi tocca a Musso respingere una conclusione diagonale di Olaina con un ottima parata. Ultimi sussulti di un primo tempo che va in archivio dopo un minuto di recupero con la Dea avanti di un gol ma che soffre più del dovuto nel finale della prima frazione.

RIPRESA, DENTRO LAMMERS E MIRANCHUK: si riparte dopo l’intervallo con il Gasp che non cambia nulla del suo undici iniziale ed il Toro insiste: Sanabria ci prova prima su punizione (palla fuori), poi in area manca l’aggancio del pallone dopo essersi liberato della marcatura di due difensori nerazzurri. All’undicesimo ecco i primi cambi in casa nerazzurra con Lammers e Miranchuck che entrano in campo al posto di Muriel ed Ilicic per provare a cambiare un’Atalanta in vantaggio ma piuttosto spenta.

BELOTTI (CON DEVIAZIONE) PAREGGIA: l’Atalanta galleggia, il Toro spreca ancora occasioni ghiotte come al venticinquesimo quando Singo scappa via in velocità ma Palomino è bravissimo a chiudere in corner e salvare i suoi. Alla mezz’ora il Gasp getta nella mischia un altro nuovo acquisto estivo, dentro Pezzella al posto di un Malinovskyi oggi parecchio in difficoltà. Il pari granata arriva però un paio di minuti più tardi quando Belotti conclude dal limite dell’area, Maehle devia e beffa Musso che non può farci nulla stavolta con il match che torna così in equilibrio.

PICCOLI ENTRA E SEGNA!!!: nel finale il Gasp si gioca gli ultimi due cambi con Lovato (esordio in nerazzurro anche per lui) e Piccoli in campo al posto di Demiral e Gosens ma con il Toro ancora pericoloso con una conclusione dalla distanza di Verdi che sfila sul fondo di pochissimo. Ma proprio nel terzo dei quattro di recupero concessi dal direttore di gara, l’Atalanta piazza un sorpasso quasi inaspettato quando ormai il match sembrava destinato a chiudersi in pareggio. Riceve palla in area Pasalic che sfodera un gran colpo di tacco proprio per Piccoli che, tutto solo, la mette li dove Milinkovic non ci può arrivare. 2-1 per la Dea e incredibile festa per lo spicchio dei quasi trecento nerazzurri arrivati a Torino a sostenere i ragazzi del Gasp.

TRE PUNTI PER UNA DEA CINICA E SPIETATA: incredibile ma vero, l’Atalanta la porta a casa con due tiri in porta in tutta la partita e conquista una vittoria sporca, magari non proprio meritatissima ma di una importanza fondamentale per iniziare come meglio non poteva il suo campionato. E, viste le tante assenze di oggi, questi tre punti valgono davvero oro! Chi ben comincia insomma…

TORINO-ATALANTA 1-2 (primo tempo 0-1)

RETI: pt 6′ Muriel (A); st 33′ Belotti (T); st 45+3′ Piccoli (A)about:blank

TORINO (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Bremer (st 29′ Izzo), Djidj, Rodriguez; Singo, Mandragora, Lukic (st 1′ Rincon), Aina; Linetty, Pjaca (st 29′ Verdi); Sanabria (st 20′ Belotti). A disp. Berisha, Gemello, Segre, Baselli, Rauti, Vojvoda, Warming, Buongiorno – All.: Juric (in panchina Matteo Paro).

ATALANTA (3-4-2-1): Musso; Djimsiti, Demiral (st 39′ Lovato), Palomino; Mæhle, Pašalić, Pessina, Gosens (st 39′ Piccoli); Iličić (st 12′ Miranchuk), Malinovskyi (st 30′ Pezzella); Muriel (st’ 12 Lammers). A disp. Rossi, Sportiello, Šutalo, Scalvini, Da Riva – All.: Gasperini

ARBITRO: Chiffi di Padova (ass. Galetto, Vono; IV Minelli, VAR Abisso, AVAR Giallatini)

NOTE: spettatori: 6mila circa – ammoniti: pt 23′ Demiral (A), st 6′ Rincon (T); st 27′ Bremer (T); st 36′ Musso (A) – espulsi: nessuno – recuperi: 1′ p.t. e 4′ s.t.




Le pagelle di Midtjylland-Atalanta

PAPU GRANDE BELLEZZA, ROMERO PRESTAZIONE SUPER

Quando si vince 4-0 è difficile trovare difetti in quanto visto in campo: stasera la squadra domina in ogni reparto una squadra magari non irresistibile ma che per mezz’ora riesce a reggere l’urto e solo un grande Sportiello evita che trovi il pari dopo il vantaggio di Zapata. Ennesimo gol-capolavoro a parte, grande partita per il Papu così come per Romero che la dietro mette ordine e riparte con una facilità a tratti disarmante.

LE PAGELLE:

ALL.: GASPERINI 9: il riscatto. Non aveva digerito lo stop di Napoli così rumoroso, ma sapeva che i suoi avrebbero dato oggi una risposta sul campo: e così è stato. Partita perfetta di una Atalanta tornata la macchina da gol che ha conquistato l’Italia negli ultimi anni. Avanti così!

SPORTIELLO 7.5: decisivo con una grande parata sull’1-0 che tiene in piedi i suoi ed evita ai danesi il pareggio che avrebbe potuto sparigliare tutto quanto. Bravo!

TOLOI 7: poche sbavature, gara praticamente perfetta per lui stasera.

ROMERO 7.5: copre bene, ringhia sugli avversari e riparte anche. Che bello l’assist per Ilicic nella ripresa che manda lo sloveno ad un nulla dal gol. (PALOMINO s.v.: pochi minuti per lui, si gode la festa con i compagni).

DJIMSITI 7: bene, ottima copertura sugli avversari, una prova di carattere per dimostrare le proprie qualità.

HATEBOER 7: galoppa sulla fascia e, quando sterza, diventa praticamente imprendibile per gli avversari. Cavallo pazzo!

DE ROON 7: martello continuo in mezzo al campo. Tanto lavoro sporco e sacrificio per i compagni.

FREULER 7: manca di un niente il gol del 4-0 in chiusura di primo tempo, ma nel complesso la sua prova è più che positiva. (PESSINA s.v.: assaggio di Champions League anche per lui nei minuti finali).

GOSENS 7.5: sfiora il gol in avvio, poi è molto bravo sia in fase propositiva che quando è chiamato a coprire gli spazi.

GOMEZ 8: che bellezza! Un altro gol bellissimo che porta sul 2-0 i suoi nel momento in cui i danesi parevano voler rialzar la testa e provarci. Un gol bellissimo che taglia le gambe agli avversari. (PASALIC 6.5: sfiora il gol e si rende pericoloso in altre due occasioni).

MURIEL 7: un po’ timido in avvio, poi trova spazi e riesce a crearsi anche un paio di occasioni oltre che metter la firma sul terzo gol. (ILICIC 7: cresce sempre più, e sfiora anche un gol che avrebbe fatto felici tutti gli sportivi. Appuntamento rimandato: con questo spirito non tarderà!)

ZAPATA 7.5: un palo, un gol e una conclusione che porta al terzo gol di Muriel: difficile chiedere di più. Una prova maiuscola tra gol e dedizione per la squadra. (MIRANCHUCK 7: hai capito il ragazzo? Entra, il tempo di prendere le misure e… boom! Un gol bellissimo che vale il poker nerazzurro. Il mister dirà in conferenza stampa che non ha ancora avuto tempo di giocare le partitelle con i compagni: beh, se queste sono le premesse… teniamoci forte!)




Atalanta, ritorno in Champions da impazzire: poker al Midtjylland di una Dea straripante!

CHAMPIONS LEAGUE, GRUPPO D: PRIMA GIORNATA

MIDTJYLLAND-ATALANTA 0-4: PAPU E COMPAGNI TRAVOLGONO I DANESI

Il secondo esordio europeo in Champions League dell’Atalanta regala ancora una volta un poker, che stavolta però (a differenza di Zagabria un anno fa) i nerazzurri rifilano ai malcapitati danesi del Midtjylland che reggono mezz’ora e poi cadono sotto i colpi di una Dea che si scatena con Zapata (palo e gol), la magia del Papu Gomez per il raddoppio ed il tris in chiusura di primo tempo di Muriel; decisivo però Sportiello sull’1-0 con una grandissima parata ad evitare guai peggiori. Nella ripresa il ritmo cala, è il momento dei cambi con Ilicic che entra e sfiora il poker e Miranchuck che si regala un esordio da sogno con il bellissimo gol del 4-0 finale. Miglior secondo battesimo europeo per la Dea non poteva esserci nella coppa dalle grandi orecchie. Bravi tutti!

Herning (Danimarca): riecco la Champions, con la sua atmosfera magica e quella musichetta che la caratterizza pur in un contesto non certo dei migliori, con i match disputati a porte semichiuse e con il pubblico come vero grande assente complice un virus, il Covid, che per ora non vuole saperne di abbandonarci. Così la Dea inizia la sua seconda, storica avventura nella coppa dalle grandi orecchie in terra di Danimarca dove in quel di Herning i nerazzurri sono attesi da un’altra favola, quella del Midtjylland, alla sua prima volta in Champions League e quindi incongnita da prender con le dovute contromisure se la Dea vorrà iniziare col piede giusto il suo cammino europeo.

ROMERO E MURIEL TITOLARI: mister Gasperini sceglie alla fine Romero in difesa e non Palomino mentre in mezzo tornano De Roon e Freuler con il Papu che davanti è a supporto di Zapata e Muriel. Nei danesi, c’è Paulinho in difesa mentre gli uomini di maggior estro sono Onyeka in mezzo e Kaba in attacco per il tecnico Priske.

DUVAN, PRIMA IL PALO POI IL GOL: piove a dirotto ad Herning con il match che inizia sotto un autentico diluvio ma le due squadre non si risparmiano sin dalle prime battute: al sesto Gosens conclude in diagonale in area con la sfera che si spegne sul fondo, poi al quarto d’ora Zapata riceve un ottimo pallone e tenta la conclusione colpendo in pieno il palo. Ci sarà modo di riscattarsi però per Duvan al ventiseiesimo quando Toloi mette al centro per Romero che serve proprio Zapata e il colombiano batte Hansen stavolta senza problemi portando la Dea in vantaggio.

SPORTIELLO SALVA, IL PAPU SALE IN CATTEDRA: 2-0!: avanti di un gol, la Dea prova a spingere per cercare subito il bis ma i danesi voglio dire la loro: così, al trentaduesimo prova a reagire il Midtjylland e con un tiro in area di Dreyer sul primo palo, Sportiello deve superarsi e mandar in corner, sui cui sviluppi Onyeka manda clamorosamente fuori di testa la palla del pari. Si risveglia a quel punto la squadra del Gasp che trova il gol del raddoppio al trentaseiesimo ed è una autentica meraviglia di Gomez dal limite dell’area che si infila la dove il portiere di casa non può arrivare: 2-0 per i nerazzurri.

MURIEL FIRMA IL TRIS PRIMA DELL’INTERVALLO: l’Atalanta vola, e decide di non fermarsi contro i danesi che, a questo punto, appaiono in palese difficoltà: così, a quattro dall’intervallo ecco il terzo sigillo nerazzuro firmato da Luis Muriel che approfitta di una respinta di Hansen sulla conclusione di Zapata e firma il tris nerazzurro, che potrebbe anche diventare poker qualche minuto dopo se Freuler non si divorasse a tu per tu con il portiere di casa il quarto gol. Poco male però per una Dea che va così al riposo avanti di tre gol in un primo tempo che si chiude senza recupero.

RIPRESA, DENTRO PASALIC E ILICIC: piove meno ma soffia il vento quando il match riparte dopo il riposo con la Dea che presenta i medesimi undici della prima frazione di gara mentre i danesi ci provano al terzo con una buona ripartenza con Dreyer che va alla conclusione ma con palla sopra la traversa. Ritmo ovviamente più basso rispetto alla prima frazione con il Gasp che a metà ripresa cambia qualcosa nel suo scacchiere in campo inserendo Pasalic e Ilicic al posto di Gomez e Muriel. Proprio Pasalic viene ben servito in area da Romero e conclude a colpo quasi sicuro ma Hansen si supera e nega al croato la gioia del gol.

MIRANCHUCK CHE ESORDIO, FIRMA IL POKER!: a ridosso della mezz’ora tocca poi ad Ilicic aver la grande chance di tornare al gol, ma Hansen prima con una grande parata e l’incrocio poi negano allo sloveno la gioia di un gol che tutti avremmo voluto. A poco più di dieci dalla fine c’è spazio anche per l’esordio di Miranchuk con la maglia nerazzurra ed anche per la prima in champions per Pessina con Zapata e Freuler che lasciano il campo. E proprio il russo arrivato in estate dalla Lokomotiv Mosca segna il bellissimo gol a due dal novantesimo con uno splendido tiro dal limite che si infila sotto l’incrocio e firma così il poker della Dea.

BUONA LA PRIMA DI COPPA, AVANTI COSI’!: a quel punto solo una manciata di minuti separano i nerazzurri da un secondo esordio in Champions stavolta si indimenticabile (a differenza dello scorso anno); tre minuti di extra-time concessi e la Dea può così festeggiare i primi tre punti della sua nuova avventura europea ma, sopratutto, aver la consapevolezza che il passo falso di Napoli in campionato è ormai alle spalle. Serviva una risposta decisa ed importante e i ragazzi del Gasp lo hanno fatto con una grandissima prova in terra danese. La Champions della Dea inizia con quattro sorrisi grandi così! Applausi per tutti.

IL TABELLINO:

MIDTJYLLAND-ATALANTA 0-4 (primo tempo 0-3)

RETI: 26′ Zapata (A), 36′ Gomez (A), 42′ Muriel (A), 89′ Miranchuk (A).

MIDTJYLLAND (4-2-3-1): Hansen; Andersson, Sviatchenko, Scholz, Paulinho; Onyeka (87′ Kraev), Cajuste (76′ Madsen); Dreyer, Sisto (87′ Anderson), Mabil (75′ Vide); Kaba (60′ Evander) – A disposizione: Andersen, Cools, Dyhr, Isaksen, James, Ottesen, Sery Larsen – Allenatore: Priske.

ATALANTA (3-4-1-2): Sportiello; Toloi, Romero (86′ Palomino), Djimsiti; Hateboer, De Roon, Freuler (80′ Pessina), Gosens; Gomez (68′ Pasalic); Muriel (68′ Ilicic), Zapata (80′ Miranchuk) – A disposizione: Depaoli, Lammers, Mojica, Rossi, Ruggeri – Allenatore: Gasperini.

ARBITRO: Soares (Portogallo)

NOTE: partita disputata a porte chiuse – ammoniti Sisto (M); Romero (A) – espulsi: nessuno – recupero: 1′ p.t. e 3′ s.t.