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La Juve scappa ma soffre il ritorno di un’Atalanta che sfiora l’impresa: fuori a testa altissima!

TIM CUP, OTTAVI DI FINALE

JUVENTUS-ATALANTA 3-2: KONKO E LATTE SPAVENTANO LA JUVE

Pronostico rispettato nel match degli ottavi di coppa Italia con la Juventus che supera l’Atalanta del Gasp che, dopo un primo tempo un po’ troppo timido, nella ripresa rende la vita complicata ai bianconeri che nel primo tempo erano avanti di due gol grazie Dybala e Mandzukic; poi la rete di Konko accende una prima volta le speranze atalantine che impattano però sul rigore di Pjanic che riporta la squadra di Allegri avanti di due reti ma, a dieci dalla fine, la rete del giovanissimo Latte Lath regala ai nerazzurri un finale di rincorsa dove i bianconeri riescono tuttavia a difendersi con ordine e non rischiare più. La Juventus va così agli ottavi, ai ragazzi del Gasp gli applausi e la consapevolezza di essere usciti dalla competizione a testa altissima!

Torino: nel gelo dello Stadium l’Atalanta ci riprova: ad un mesetto e qualcosina in più dal match contro la Juve in campionato, riecco i ragazzi del Gasp sul luogo dove la corsa si fermò, pur temporaneamente, contro la corazzata bianconera e che oggi si ripropone come sfida valida per gli ottavi di finale di coppa Italia: sfida secca con la meglio piazzata che ha il vantaggio di giocare in casa per via di un regolamento di Coppa Italia piuttosto curioso e tendente a favorire ovviamente i club più forti e blasonati. Toccherà a Petagna e compagni cercar di invertir un pronostico a dir poco proibitivo.

ALTRO CHE TURN-OVER: alla lettura delle formazioni iniziali, in barba alle indiscrezioni della vigilia, stupisce mister Gasperini con le sue scelte in un undici atalantino che è pressochè simile alla formazione titolare con la sola eccezione di Gomez non ancora del tutto recuperato da qualche colpo proibito durante il vittorioso match col Chievo; niente turnover quindi ma spazio a Caldara in difesa al rientro dopo l’influenza, con D’Alessandro e Kurtic nel tridente con Petagna. Nella Juve, detentrice del trofeo, Allegri davanti sceglie Dybala e Mandzukic mentre in mezzo Hernanes e il neoacquisto Rincon partono dal primo minuto con Asamaoh e Lichtsteiner sugli esterni.

AVVIO EQUILIBRATO: buon avvio di gara di un’Atalanta che appare determinata e che dopo un minuto va subito alla conclusione con una bella azione di Grassi, che entra in area e conclude però tra le braccia di Neto. Poi al decimo Petagna ci prova di testa in occasione di un corner ma con mira ampiamente alta. Alla prima offensiva, i padroni di casa sono subito pericolosissimi, complice anche un liscio incredibile di Caldara su un pallone vagante in area che finisce così sulla pancia di Mandzukic che colpisce il palo di pancia e la difesa poi devia in corner; due minuti dopo protesta Dybala per un contrasto in area con Toloi ma il direttore di gara lascia correre.

MISSILE-DYBALA, JUVE AVANTI: pur con diverse seconde linee in campo, lo spessore tecnico dei bianconeri si fa sentire col passare dei minuti sino al bel gol che sblocca il match di Dybala a metà primo tempo, che trova il jolly da fuori area con una gran conclusione che batter Berisha e porta avanti i bianconeri.

Andrea Conti in azioneMANDZUKIC, ANCORA LUI: con o senza titolari, la forza dei bianconeri a quel punto emerge, soprattutto nelle giocate del singolo che rovinano così i piani di un’Atalanta sin qui ordinata e ben messa in campo: e così Petagna ci prova da fuori area con un tiro però comodo tra le braccia di Neto ma i bianconeri al minuto trentaquattro piazzano ancora l’accelerazione vincente, ancora con Dybala, che stavolta apre per Mandzukic (che pare aver un conto in sospeso con noi) che si presenta davanti a Berisha e lo batte per la seconda volta: 2-0 e per i nerazzurri la scalata è sempre più ardua. Minuti finali in decisa difficoltà per i ragazzi del Gasp che paiono demotivati di fronte ai bianconeri che paiono davvero un avversario insormontabile in un match che fortunatamente arriva velocemente all’intervallo per aver modo di riordinare le idee su come provare nella ripresa a recuperare due gol ad una squadra che in casa le vince tutte da oltre un anno.

KONKO, CHE GOL!: via alla ripresa con Gasperini che cambia subito inserendo Konko per Kurtic e, pochi minuti dopo dando spazio anche al giovane Latte Lath al posto dell’ammonito Grassi con i nerazzurri che continuano a far girar il pallone e proporsi dalle parti di Neto senza esser però particolarmente pericolosa sin quando al ventiseiesimo è il neo entrato Konko ad inventar un gran bel gol dal limite dell’area che sorprende Neto e dimezza lo svantaggio.

PJANIC DAL DISCHETTO, 3-1: tempo nemmeno di godersi il meritato gol e l’Atalanta deve far i conti con l’immediata riscossa bianconera, complice anche un fallo piuttosto sciocco in area di D’Alessandro su Lichtsteiner che l’arbitro punisce col tiro dal dischetto che Pjanic va a realizzare con freddezza riportando la squadra di Allegri sopra di due gol.

LATTE LATH, LA DEA CI CREDE!: ma questa Atalanta ha la particolarità di non arrendersi mai e così i nerazzurri tornano a caricare a testa bassa e sfiorano poco dopo il gol gol con Konko che, ben servito da Petagna, manda fuori da buonissima posizione ma a dieci dalla fine Conti mette in mezzo un pallone al bacio per Latte Lath che segna il suo primo gol con la maglia nerazzurra e fa tornare a sperare il popolo nerazzurro.

LORO AVANTI, NOI ORGOGLIOSI!: finale a questo punto da fiato sospeso, con i circa cento tifosi atalantini giunti allo stadium che ci credono e mister Gasperini che butta nella mischia anche Papu Gomez (esce D’Alessandro) per tentare l’incredibile impresa anche se, nella sostanza, i nerazzurri proveranno a rendersi pericolosi in due occasioni con Petagna prima (tiro a lato) e con Freuler poi (anche per lui poca precisione) al cospetto di una Juventus che riesce, pur con qualche affanno, a portar in porto il successo che la qualifica agli ottavi di finale di coppa Italia al triplice fischio del direttore di gara arrivato dopo tre minuti di recupero. Ai nerazzurri resta l’orgoglio di aver reso la vita davvero difficile ai bianconeri che non subivano due gol in casa dalla gara di Champions dello scorso anno contro il Bayern Monaco: mica male come paragone per un gruppo che anche questa sera è riuscito a stupirci nonostante l’eliminazione da una coppa dal formato assolutamente da rivedere. Come non essere dunque orgogliosi di questi ragazzi???

IL TABELLINO

JUVENTUS-ATALANTA 3-2 (primo tempo 2-0)

RETI: 22′ p.t. Dybala (J), 34′ p.t. Mandzukic (J), 27′ s.t. Konko (A), 30′ s.t. (rig.) Pjanic (J), 36′ s.t. Latte Lath (A)

JUVENTUS (4-3-1-2): Neto; Lichtsteiner, Barzagli, Rugani, Asamoah; Rincon, Hernanes, Marchisio (1′ st Sturaro); Pjanic (37′ st Bonucci); Dybala (17′ st Pjaca), Mandzukic – A disposizione: Del Favero, Audero, Semprini, Khedira, Cuadrado, Higuain – All.: Allegri

ATALANTA (3-4-1-2): Berisha; Toloi, Caldara, Masiello; Conti, Grassi (15′ st Latte Lath), Freuler, Spinazzola; Kurtic (1′ st Konko); Petagna, D’Alessandro (37′ st Gomez) – A disposizione: Sportiello, Bassi, Gatti, Raimondi, Melegoni, Migliaccio, Pesic, Capone – All. : Gasperini

ARBITRO: Giacomelli di Trieste.

NOTE: serata fredda, terreno in ottime condizioni – ammoniti Grassi, Toloi, Latte Lath – calci d’angolo: 4-3 per l’Atalanta – recuperi: 2′ p.t. e  3′ s.t.




L’Atalanta di scorta si diverte anche con il Pescara: 3-0, agli ottavi ecco la Juventus

TIM CUP, QUARTO TURNO ELIMINATORIO

ATALANTA-PESCARA 3-0: RAIMONDI, GRASSI E PESIC; TUTTO FACILE

Quasi una formalità: nonostante una formazione mix tra giovani e alcuni veterani sin qui poco impiegati in campionato, l’Atalanta supera senza problemi l’ostacolo-Pescara e accede agli ottavi di finale di coppa Italia dove a inizio gennaio incrocerà la Juventus. Pratica sbrigata già nel giro di mezz’ora dai ragazzi di Gasperini che segnano al sesto con Raimondi e trovano il raddoppio alla mezz’ora con Grassi dopo aver sciupato almeno altre due ghiotte occasioni. Ripresa che si apre con l’ingresso di un altro baby, Latte Lath e un match più lento ma con i nerazzurri sempre a far da padrone come testimoniano le due traverse colpite proprio da Latte e Raimondi. Nel finale il 3-0 in pieno recupero di Pesic coincide col triplice fischio finale. Juve, ci rivediamo (anche) a gennaio!

Bergamo: guadagnarsi la Juve aspettando… la Juve. Strano il gioco di parole ma il senso di questo match di coppa Italia per un’Atalanta che vuol continuare a volare è proprio questo: in attesa della partitissima di sabato contro i bianconeri campioni d’Italia, la sfida del quarto turno di Timcup contro il Pescara mette proprio in palio la sfida allo Stadium contro i bianconeri a metà gennaio negli ottavi di finale. Più di una motivazione dunque per un match di una competizione sempre più snobbata da tutti, che acquisisce valore solo con l’ingresso delle big del nostro campionato negli ultimi turni.

AMPIO TURNOVER: i due tecnici approfittano così per regalare ampio turnover in campo dando spazio a chi ha giocato meno sin qui in questa prima parte di stagione: nell’Atalanta spazio così a Pesic in attacco, Grassi in mezzo oltre ai giovanissimi Bastoni e Capone rispettivamente in difesa e attacco per scoprire un po’ questi nuovi piccoli gioielli del vivaio nerazzurro. Negli ospiti anche Oddo approfitta per dar spazio a chi a giocato meno, anche per via di una situazione di classifica molto deficitaria per gli abruzzesi che lascia i migliori fuori in vista del campionato.

IL RUGGITO DI CR77: i nerazzurri partono subito con la giusta determinazione mettendo gli avversari nella propria metà campo e sbloccando il match al sesto al termine di una bella azione che porta Grassi alla conclusione da fuori, la respinta del portiere Fiorillo e il tap-in vincente di Raimondi che porta in vantaggio i ragazzi del Gasp.

CAPONE SPRECA…: non smette di attaccare la squadra di Gasperini dopo esser andata in vantaggio ed al tredicesimo sfiora il raddoppio quando Freuler apre benissimo per Capone che conclude ma Fiorillo blocca la sfera salvando i suoi. Altra chance per i nerazzurri tre minuti dopo grazie a Pesic che smarca benissimo Freuler che, solo davanti a Fiorillo, calcia in bocca al portiere del Pescara.

Raimondi esulta dopo il golGRASSI RADDOPPIA: prove generali del roddoppio atalantino che arriva dopo mezz’ora di assoluto dominio nerazzurro grazie a Grassi che finalizza al meglio una bellissima azione sulla sinistra di Pesic che serve al centro un pallone d’oro al giovane nerazzurro che non sbaglia al minuto ventotto.

IL MATCH RALLENTA: gara che a quel punto rallenta di intensità, con gli ospiti che non riescono tuttavia a rendersi pericolosi negli ultimi frangenti di un primo tempo che va in archivio con la squadra di Gasperini avanti meritatamente di due gol all’intervallo.

LATTE LATH IN CAMPO: la ripresa porta subito la novità dell’ingresso del giovanissimo Latte al posto di Capone e il Pescara pericoloso in avvio con un velenoso diagonale in area che Sportiello controlla bene sul fondo. Poche le emozioni comunque in una ripresa decisamente più lenta rispetto alla prima frazione di gioco e i cambi a far da padrone con anche Masiello che trova spazio al quarto d’ora al posto di Freuler con Pesic che al diciottesimo riceve un bellissimo pallone in area da Gagliardini ma spreca tutto mandando il pallone alle stelle.

DOPPIA TRAVERSA: sono ancora quasi tutte a tinte nerazzurre le occasioni del secondo tempo, di queste anche due traverse clamorose colpite prima proprio dal baby Latte Lath in area al venticinquesimo e poi dal vero e proprio bolide di Raimondi da fuori che centra in pieno il montante e sulla respinta arriva ancora Latte Lath che di testa non riesce a segnare.

IL TRIS DI PESIC: ma l’Atalanta non è sazia e vuole chiudere al meglio il match e ci riesce grazie a Pesic, che corona al meglio la sua partita più che positiva fissando il risultato sul 3-0 al termine di una cavalcata solitaria e il diagonale vincente che batte Fiorillo per la terza volta in coincidenza proprio con il triplice fischio del direttore di gara che chiude il match e manda la baby-gang di mister Gasperini agli ottavi di finale di inizio gennaio da disputarsi in casa della Juventus campione e detentrice del trofeo. Un’altra occasione per affrontare la corazzata bianconera, ma prima pensiamo alla gara di sabato: c’è tanta curiosità per vedere all’opera questi ragazzi contro i campionissimi bianconeri. Comunque vada questi ragazzi meritano solo applausi!

IL TABELLINO

ATALANTA-PESCARA 3-0 (primo tempo 2-0)

RETI: 6′ p.t. Raimondi (A), 28′ p.t. Grassi (A), 48′ s.t. Pesic (A)

ATALANTA (4-3-1-2): Sportiello; Raimondi, Bastoni, Toloi, Dramè; D’Alessandro, Gagliardini, Freuler (dal 16’ Masiello); Grassi (dal 28’ s.t. Migliaccio); Capone (dal 1’ s.t. Latte), Pesic – A disposizione: Bassi, Mazzini, Caldara, Conti, Gomez, Spinazzola, Petagna, Melegoni – All.: Gasperini

PESCARA (4-3-2-1): Fiorillo; Vitturini, Gyomber, Zuparic, Biraghi; Cristante, Bruno, Verre (dal 1’ s.t. Zampano); Muric (dal 14’ s.t. Memushaj), Mitrita (dal 24’ p.t. Manaj); Pettinari – A disposizione: Bizzarri, Maloku, Delli Carri, Forte, Mele, Battista – All.: Oddo

ARBITRO: La Penna

NOTE: spettatori 6.344 – ammoniti Cristante, Bruno, Zuparic e Raimondi per gioco scorretto – calci d’angolo: 5-2 per l’Atalanta – recuperi: 1’ p.t.; 3’ s.t.

TOP…

RAIMONDI: mancava in campo da diverso tempo, ma è quasi sembrato che le ultime partite le avesse giocate tutte da titolare; gol, traversa e lo smalto di un ragazzino. Decisamente una gran prova del nostro vecchietto terribile.

LATTE LATH: entra nella ripresa e dimostra subito di che pasta è fatto con almeno tre giocate di pregio e con quella traversa colpita che ancora trema: avesse segnato sarebbe stata la ciliegina sulla torta di una gara davvero positiva.

PESIC: gli mancava solo il gol; assist a Grassi per il gol del raddoppio, belle giocate, e alla fine quasi tutto il campo fatto palla al piede e il diagonale vincente che firma il tris. Bene, avanti così!

…& FLOP

CAPONE: non parliamo di “bocciature”, per carità. Certo, fallisce subito una ghiotta occasione e poi si spegne lentamente col passare dei minuti, tant’è che il mister lo sostituisce subito a inizio ripresa. Da rivedere.

BASTONI: nel finale buca un pallone che poteva offrire al Pescara la palla del 2-1 che, fortunatamente, gli ospiti falliscono. Complessivamente una discreta prova, ma il ragazzo deve ancora crescere. C’è tempo.