Le pagelle di Juventus-Atalanta

ALL.: GASPERINI 8: la sua Atalanta va; senza paura e alcun timore con tre punte al cospetto della Juve e ne esce a testa altissima e con un punto pesante ed anche qualche rammarico. La macchina del gol bergamasca ha ripreso a macinare: sedici marcature nelle ultime tre partita. Niente male davvero.

MUSSO 6.5: poche colpe sui tre gol subiti, ma appare sempre sicuro di se anche nelle uscite da ordinaria amministrazione.

TOLOI 6: si fa mangiare da Milik in occasione del momentaneo 2-1 bianconero. Poi la sua gara complessivamente è sufficiente.

PALOMINO s.v.: inizia con un intervento rischiosissimo in area su Milik, poi si fa male e deve subito arrendersi dopo un quarto d’ora. (DEMIRAL 6: mezzo punto in

SCALVINI 6.5: parte un po’ in difficoltà poi tiene bene il campo contro un avversario tosto.

HATEBOER 6.5: oggi molto bene anche lui. Gestisce bene i palloni giocati e spesso si propone con spinta in avanti ricordando i bei tempi.

DE ROON 7: determinante il suo intervento ad evitare che Miretti nel finale girasse in rete il pallone della beffa.

EDERSON 6: condizionato dall’ammonizione subita in avvio, causa con il suo intervento il rigore del momentaneo 1-1. (DJIMSITI s.v.: entra nel finale).

MAEHLE 7: finalmente decisivo! Segna subito il gol del pari in avvio di ripresa oltre che disputare una prova decisamente di spessore. Era ora! (RUGGERI s.v.: pochi minuti per lui).

LOOKMAN 8.5: semplicemente devastante. Mezzo punto in meno per quel pallone perso che innesca l’azione che porta la Juve sul 2-1. Ma dopo una doppietta glielo si può anche perdonare…

BOGA 7: quando sgasa mette in seria difficoltà la difesa bianconera. Molto bene! (PASALIC 6: svolge con ordine il compitino assegnato).

HOJLUND 6.5: Bremer è un brutto cliente e gli si francobolla addosso impedendogli di poter fare a modo suo come ultimamente gli era capitato. Però ne esce bene anche se oggi non timbra con il gol. (MURIEL s.v.: gioca gli ultimi minuti del match).




Si Atalanta, l’esame è superato: la Dea tiene testa anche alla Juve con uno spettacolare 3-3!

SERIE A, DICIANNOVESIMA GIORNATA

JUVENTUS-ATALANTA 3-3: QUANTE EMOZIONI, LOOKMAN NE FA DUE

Torino: la Dea supera l’esame bianconero. Bella partita e 3-3 spettacolare allo Stadium contro la Signora bianconera con i nerazzurri che partono subito forte con Lookman che fa 1-0 dopo quattro minuti, poi il pareggio Juve su rigore con Di Maria seguito dal grande gol di Milik su azione avviata da Di Maria e rifinita da Fagioli con un bel cross. Pare una montagna da scalare, ma non per questa Dea che a inizio ripresa pareggia con Lookman che serve a Maehle la palla del 2-2, poi ancora e l’inglese che fa doppietta personale ridicolizza Alex Sandro sullo stacco di testa e segna il 2-3. Il pari della Juve arriva su punizione di Danilo che fissa il punteggio sul defintivo 3-3: la squadra del Gasp sale a quota trentacinque in classifica e resta quinta da sola in attesa di vedere cosa farà la Lazio contro il Milan.

GASP COL TRIDENTE: poche novità per la formazione nerazzurra con la squadra del Gasp che si presenta a Torino con il tridente composto da Boga, Lookman e Hojlund mentre le novità sono in difesa con il recupero lampo di Scalvini e in mezzo dove Ederson gioca per lo squalificato Koopmeiners e Maehle vince il ballottaggio con Ruggeri sulla corsia esterna dove dall’altra parte c’è Hateboer. Nella Juve, pare più prudente Allegri in avvio di gara con Milik unica punta con alle sue spalle Di Maria e in mezzo Fagioli e non Chiesa con Rabiot invece che è recuperato e gioca dall’inizio.

LOOKMAN LA SBLOCCA SUBITO: non c’è il pienone allo Juventus Stadium per questo match ma la cornice di pubblico è comunque discreta con circa duecento atalantini arrivati a Torino a sostenere la Dea in questo match che inizia con i nerazzurri subito pimpanti, tant’è che al quinto sbloccano la sfida con una autentica fucilata di Lookman, servito da Boga sulla sinistra. Il portiere bianconero cerca la respinta, ma non riesce a deviare e la palla va in rete.

DI MARIA TROVA IL PARI DAL DISCHETTO: la Juve però non ci sta, e prova a reagire subito e al settimo protesta dopo contatto tra Palomino e Milik nell’area dell’Atalanta ma per l’arbitro si gioca; lo stesso Palomino pochi minuti dopo deve uscire per un problema muscolare con Demiral che entra al suo posto. Al ventiquattresimo tocco di Ederson su Fagioli in area con il Var che richiama l’arbitro che aveva inizialmente lasciato correre ma poi assegna calcio di rigore per la Juve che Di Maria dagli undici metri non sbaglia: 1-1.

MILIK FIRMA IL SORPASSO: momento complicato per la Dea che ora deve subire il ritorno dei bianconeri che spingono con forza per ribaltare il match: cosa che agli uomini di Allegri riesce a dieci dall’intervallo quando Lookman perde un pallone insanguinato in mezzo al campo, Di Maria sulla destra apre per Fagioli che crossa verso l’area dove si fa trovare Milik che in girata batte Musso e firma il 2-1. A quel punto l’Atalanta deve rincorrere e, nel finale di primo tempo, torna a spingere per cercare il pari con un paio di discrete iniziative di Boga e Lookman ma dopo quattro di recupero si va al riposo con i bianconeri avanti di un gol.

RIPRESA, RIBALTONE DEA IN SETTE MINUTI!: si riparte senza cambi ma con un’Atalanta che combina qualcosa di straordinario nel giro di sette minuti: al primo minuto Lookman in posizione centrale, smarca sulla sinistra Maehle dell’area e il diagonale del danese batte il portiere bianconero rimettendo subito in equilibrio il match. Tempo altri cinque minuti e la Dea mette addirittura la freccia con ancora una bella combinazione delle sue due frecce in attacco: Boga sul fondo, dalla sinistra mette al centro per Lookman che stacca di testa e mette in rete il 3-2 atalantino.

DANILO SU PUNIZIONE FA 3-3: uno-due micidiale della squadra del Gasp che ammutolisce lo Stadium bianconero e si ritrova così in vantaggio nuovamente e con una Juve che schiuma rabbia e va di nuovo a testa bassa a caccia del pari che la squadra di Allegri riesce a trovare al ventunesimo sugli sviluppi di un calcio di punizione (fallo molto dubbio) da ottima posizione con il rasoterra di Danilo che oltrepassa la barriera atalantina e finisce in rete: emozioni infinite, è 3-3.

ESAME SUPERATO PER LA DEA: subito dopo il gol del pari bianconero, il Gasp corre ai ripari inserendo Pasalic per Boga, poi qualche minuto dopo una botta da fuori di Toloi, impegna Szczesny che vola e para in corner. Poi la Juve va ad un passo dal nuovo sorpasso dopo un clamoroso liscio di Demiral che perde palla e poi Miretti grazia la Dea con un anticipo fondamentale di De Roon. Nel finale entrano anche Muriel, Djimsiti e Ruggeri per Højlund, Ederson e Maehle. L’ultima fiammata è di marca bianconera con una conclusione dal limite di Cuadrado, ma il tiro potente va alto sopra la porta. Poi altri quattro minuti di recupero in cui però succede davvero ben poco e l’Atalanta arriva al traguardo con una partita di grande spessore contro un avversario importante che la mantiene imbattuta in questo 2023 e conferma come questa nuova Dea, sbocciata un po’ all’improvviso, possa starci benissimo la nelle zone alte della classifica.




La Dea va caccia dell’impresa, ma occhio alla Juve penalizzata e ferita che fa sempre paura

Esame di maturità: e che esame vien da dire. L’Atalanta questa sera scende in campo nel posticipo a Torino contro la Juventus in una gara dai mille significati alla luce di quanto accaduto negli ultimi giorni. Quella che, sino a venerdì sera, pareva una sfida di alta quota con i nerazzurri distanti tre punti dai bianconeri, è diventata sempre più una sfida che si annuncia caldissima: dopo la sentenza che ha rifilato quindici punti di penalità ai bianconeri (scivolati a quota ventidue in classifica), la squadra del Gasp se la dovrà vedere anche con la reazione d’orgoglio di una squadra ferita che, nonostante tutto, fa sempre paura. Anche perchè, prima dello stop contro il Napoli la scorsa settimana, la squadra di Allegri arrivava da una lunga serie di vittorie consecutive senza subire gol. Ma questa Atalanta che ha ripreso a segnare gol a raffica non deve aver paura di nessuno, specialmente in una gara come questa dove chi non ha nulla da perdere è proprio la banda del Gasp.

STATISTICHE E CURIOSITA’:

Sette delle ultime 11 gare tra Juventus e Atalanta in Serie A sono terminate in parità (completano il parziale due successi per parte), dopo che i precedenti 13 confronti avevano tutti visto una vittoria bianconera. Dall’inizio del 2017, nessuna sfida nel massimo campionato è terminata in pareggio più volte (7 anche per Fiorentina v Genoa e Cagliari v Sassuolo).

a Juventus ha perso solo una delle ultime 25 gare casalinghe in campionato contro l’Atalanta (18V, 6N), tuttavia proprio la più recente, 0-1 il 27 novembre 2021 (gol di Duvan Zapata); inoltre, l’ultimo successo bianconero allo Stadium contro questa avversaria in Serie A risale al 14 marzo 2018, 2-0, sempre con Massimiliano Allegri in panchina.

L’Atalanta è imbattuta da cinque confronti contro la Juventus in Serie A (2V, 3N), in tutta la sua storia solo una volta è riuscita a giocare sei incontri di fila contro questa avversaria senza perdere: tra il 1963 e il 1966.

La Juventus ha vinto senza subire gol tutte le ultime cinque partite casalinghe in campionato: in tutta la sua storia in Serie A ha fatto meglio solo in cinque occasioni, la più recente delle quali tra gennaio e maggio 2016 (11).

L’Atalanta è una delle tre squadra che hanno ottenuto più punti nell’anno solare 2023 (sette, come Inter e Roma) e nel periodo ha segnato almeno cinque reti in più di ogni altra formazione (12).

Federico Chiesa, tornato titolare in Serie A nell’ultima giornata 369 giorni dopo la precedente, è andato a segno in due delle sue ultime tre gare interne contro l’Atalanta in campionato (l’8 febbraio 2020 con la Fiorentina e il 16 dicembre 2020 con la Juventus). Nel complesso, quella bergamasca è una delle quattro avversarie attualmente Serie A contro cui l’esterno della Juventus ha segnato almeno tre gol, insieme a Milan (3), Sampdoria (4) e Bologna (6).

I tre giocatori più giovani con più di 10 presenze in questa Serie A sono Giorgio Scalvini, Fabio Miretti e Rasmus Højlund; in generale sono 12 le gare da titolare per il centrocampista della Juventus nel massimo campionato, nell’era dei tre punti a vittoria solo Paul Pogba (13) e Alessio Tacchinardi (14) ne hanno collezionate di più in bianconero prima di compiere 20 anni.

Ademola Lookman, a quota nove gol in questo campionato, può diventare il quarto giocatore alla sua stagione d’esordio in Serie A ad andare in doppia cifra di reti nelle prime 19 giornate di campionato con l’Atalanta, dopo Jørgen Leschly Sørensen (nel 1949/50), Karl Aage Hansen (nel 1949/50) e Poul Rasmussen (nel 1952/53).

LE PROBABILI FORMAZIONI:

JUVENTUS (3-4-2-1): Szczesny; Danilo, Bremer, Alex Sandro; McKennie, Fagioli, Locatelli, Rabiot, Kostic; Di Maria; Milik – All.: Allegri

Squalificati: nessuno

Indisponibili: Bonucci, Kaio Jorge

ATALANTA (3-4-3): Musso; Toloi, Palomino, Scalvini; Hateboer, De Roon, Ederson, Ruggeri; Lookman, Højlund, Boga – All.: Gasperini

Squalificati: Koopmeiners

Indisponibili: Zappacosta




Le pagelle di Juventus-Atalanta

ALL.: GASPERINI 10: il capolavoro. Atteso da ormai una vita, sfiorato nelle ultime stagioni e compiuto questa sera. Vincere in casa della Juve non è una cosa da tutti i giorni per l’Atalanta, lui toglie l’ennesima bandierina e i suoi regalano ai tifosi un sogno dopo 32 anni. Giù il cappello di fronte a quest’uomo.

MUSSO 8: non molto lavoro per lui stasera, ma nella ripresa allunga la manona in modo decisivo sulla conclusione di Rabiot da fuori che mette i brividi. Poi ringrazia la traversa in pieno recupero colpita da Dybala.

TOLOI 8: l’intervento su Chiesa lanciato a rete nel primo tempo con il match ancora in parità è il primo segnale che poteva davvero essere la serata giusta: e lo è stato.

DEMIRAL 8: che rivincita di fronte alla squadra che lo ha prima voluto e poi lasciato andare a cuor leggero questa estate. Questa sera anche lui insuperabile!

DJIMSITI 7.5: un gran partitone anche per lui, qualche piccola sbavatura nella ripresa.

ZAPPACOSTA 7.5: recuperato in extremis, sfodera un’ottima prestazione per poi arrivare col fiato corto nel finale (PALOMINO 6.5: dentro nel finale quando c’era da stringere i denti. Si fa trovare pronto).

FREULER 8: importantissima la sua presenza li in mezzo; lotta e corre come un dannato e ringhia sempre addosso agli avversari annebbiando la manovra bianconera.

DE ROON 7.5: partitone anche per lui questa sera con una prova di grinta e carattere.

MAEHLE 7.5: spinge a tratti ma in fase di copertura da una grandissima mano e perde pochissimi duelli.

MALINOVSKYI 7: qualche pallone di troppo perso che grida vendetta, ma anche qualche ottima iniziativa e palloni a supporto dei compagni. (KOOPMEINERS s.v.: dentro nel finale).

PESSINA 7: rientro da titolare più che positivo. Esce, stremato dopo un’ottima prova (PASALIC 6.5: entra e deve spesso sacrificarsi a supporto dei compagni. Bene).

ZAPATA 9: un gol che vale una pagina di storia. Una grande impresa in cui ci mette lui la firma decisiva con quel tiro che va a schiantarsi sulla traversa e poi dentro in fondo al sacco. Partita mostruosa. Panterone!




Guarda Atalanta, è tutto vero: Zapata-gol, per la Dea a Torino una gioia attesa 32 anni!

SERIE A, QUATTORDICESIMA GIORNATA

JUVENTUS-ATALANTA 0-1: DUVAN FIRMA L’IMPRESA

Torino: ottobre 1989- novembre 2021. Un’infinità di tempo, anni ed anni passati a cercare una impresa che pareva non voler arrivare più: almeno sino a poco meno le ore 20 di questa sera quando il fischio finale del direttore di gara regala all’Atalanta una vittoria che, in casa della Juve mancava da oltre trent’anni: la firma sulla grande impresa è quella di Duvan Zapata (e chi sennò?). Il gol del colombiano alla mezz’ora del primo tempo regala all’Atalanta tre punti storici che, oltre che per la gloria, valgono anche per la classifica perchè la Dea consolida il suo quarto posto e spinge i bianconeri addirittura a -7: aggiungere alto sarebbe davvero superfluo. Questa è una grandissima impresa.

GASP RECUPERA ZAPPACOSTA: qualche cambio a sorpresa nell’undici iniziale di mister Gasperini che concede fiato a Palomino dietro confermando Demiral al centro della difesa con Toloi e Djimsiti mentre recupera in fascia Zappacosta in extremis mentre davanti c’è Malinovskyi e Pessina a supporto di bomber Zapata. Nella Juve Max Allegri recupera Dybala e lo propone subito insieme a Morata in avanti mentre c’è Alex Sandro e non Pellegrini dietro con a Chiesa e Locatelli titolari in mezzo.

AVVIO DI GARA SENZA SUSSULTI: in campo con la terza maglia di un colore che è una via di mezzo tra il rosso ed il rosa la squadra del Gasp è buono il colpo d’occhio allo Stadium di Torino con circa ottocento tifosi della Dea giunti da Bergamo a sostenere i nerazzurri in questo match che prende il via con molto equilibrio in campo tra le due squadre che si affrontano con grande rispetto ed il risultato è che pericoli seri nei primi venti minuti non se ne vedono.

ZAPATA LA SBLOCCA ALLA MEZZ’ORA: al ventuno pericolo per la Dea quando Chiesa lanciato in profondità da Mc Kennie arriva quasi davanti a Musso ma Toloi lo rimonta alle spalle e gli impedisce di tirare in modo pulito. Alla mezz’ora però è l’Atalanta a rompere gli indugi e sbloccare il match: contropiede dei nerazzurri, tocco in avanti di Djmsiti che trova Zapata sul filo del fuorigioco, il colombiano entra in area bianconera e colpisce con la palla che tocca la traversa interna e piomba in rete per l’1-0 ospite. Fa molta fatica la Juve a reagire, i nerazzurri tengono bene il campo e la squadra del Gasp arriva senza troppi problemi alla fine di un primo tempo che si chiude senza recupero e con la Dea avanti allo Juventus Stadium.

RIPRESA, MUSSO SUPER SU RABIOT: si riparte dopo il riposo con nessun cambio da parte del Gasp con l’Atalanta che continua a gestir bene la partita senza concedere molto nelle fasi iniziali alla squadra bianconera. Poco dopo il quarto d’ora entra Pasalic al posto di Pessina che non ha ancora i novanta minuti nelle gambe e Musso ha il suo da fare su una staffilata di Rabiot da fuori pochi minuti dopo che viene deviata in corner dal portiere atalantino.

DYBALA SULLA TRAVERSA, APOTEOSI DEA: prova a correre i ripari il Gasp che vede soffrire la sua Dea, spazio al ventiseiesimo per Palomino che entra in campo al posto di Zappacosta. La Juve prova a stringere i tempi, l’Atalanta deve invece tener la concentrazione altissima con l’avvicinarsi del traguardo e tentare di spezzar il più possibile l’assedio bianconero. Nel finale sale la tensione con il passare dei minuti, che diventa adrenalina pura quando l’arbitro indica in sei i minuti di extra time: un solo brivido per i tifosi nerazzurri al novantacinquesimo quando Dybala manda a sbattere sulla parte alta della traversa una punizione dal limite conquistata da Bernardeschi. E’ l’ultimo brivido, la storia a quel punto si scrive nel triplice fischio del direttore di gara. Vinciamo a Torino dopo trentadue anni, e mandiamo la Juve a -7 in classifica. Non svegliateci davvero da questa splendida giornata!

IL TABELLINO:

RETI: al 28′ pt Zapata (A)

JUVENTUS (4-4-2): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Chiesa (1′ st Bernardeschi), McKennie (19′ st Kean), Locatelli, Rabiot; Dybala, Morata (40′ st Kaio Jorge) – A disp. Pinsoglio, Perin, Chiellini, Arthur, Pellegrini, Rugani, Bentancur, Kulusevski, De Winter – All.: Allegri.

ATALANTA (3-4-1-2): Musso; Toloi, Demiral, Djmsiti; Maehle, De Roon, Freuler, Zappacosta (26′ st Palomino); Pessina (14′ st Pasalic); Zapata, Malinovskyi (42′ st Koopmeiners) – A disp. Rossi, Sportiello, Muriel, Pezzella, Hateboer, Scalvini, Miranchuk, Ilicic – All.: Gasperini

ARBITRO: Ayroldi di Molfetta.

NOTE: Ammoniti: Cuadrado, Rabiot, Bernardeschi, Locatelli (J), Freuler, Malinovskyi, Zappacosta, Demiral, Djimsiti (A). Recupero: 0′ pt, 6′ st




Aperitivo… con la Signora: Atalanta a Torino sfida con vista Europa alla Juventus

TORINO, ORE 18

DEA, CACCIA A UN SUCCESSO CHE MANCA A TORINO DA OLTRE TRENT’ANNI

Dopo un martedì di coppa certamente non per deboli di cuore, l’Atalanta si prepara ad una nuova sfida che si annuncia ricca di emozioni a Torino nella tana della Juventus questa sera alle 18. Gara con vista Europea per le due contendenti, con i bianconeri che sono dietro quattro lunghezze in classifica dai ragazzi del Gasp e che vorranno sicuramente provare ad accorciare contro una Dea che, al contrario, vuol provare a piazzare un allungo importante e centrare una vittoria che, in casa dei bianconeri, manca ai nerazzurri da oltre trent’anni. Motivazioni altissime da ambo le parti insomma per i ragazzi del Gasp che vogliono cercare l’ennesima impresa!

GLI ULTIMI DUBBI DEL GASP: dopo il pari-spettacolo di Berna, il Gasp punta a qualche cambiamento nella sua formazione anti-bianconeri. Potrebbe infatti toccare a Pessina tornare titolare nel ruolo di rifinitore per le due punte che sono Zapata e Muriel (altra novità) mentre dietro torna Palomino in mezzo alla difesa e Djimsiti. Dovrebbe recuperare in extremis anche Zappacosta dopo il brutto pestone subito nel match di champions di martedì sera.

LE PROBABILI FORMAZIONI:

JUVENTUS (4-4-2): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, Lu. Pellegrini; McKennie, Locatelli, Rabiot, Chiesa; Dybala, Morata – All.: Allegri

ATALANTA (3-4-1-2): Musso, Toloi, Palomino, Djmsiti; Zappacosta, De Roon, Freuler, Maehle; Pessina; Zapata, Muriel – All.: Gasperini

ARBITRO: Ayroldi di Molfetta




Gli eredi del Papu

Il pareggio spettacolare ottenuto contro la Juventus lascia tanto amaro in bocca per le occasioni non capitalizzate (in questo caso però un applauso a Sczesny è doveroso farlo), ma sul piano tecnico-tattico sembra darci indicazioni importanti sul futuro dell’Atalanta, e forse del Papu Gomez.

L’inno della Juventus canticchiato nel pre-gara e quella mancata esultanza al gol del compagno Freuler, sono segni inequivocabili di una frattura che lo stesso Papu non sembra intenzionato a risanare. Per una volta mi piacerebbe parlare dell’aspetto prettamente più pratico.

Malinovskyi e Pessina stanno crescendo e convincendo sempre più in quella zona di campo,  offrendo maggiore intensità e aggressività, come poi dichiarato da Gasperini nel post-partita.

Certo, senza Ilicic e Gomez si perde una bella fetta di creatività e intuizione, ma in un campionato molto tattico e con squadre che hanno come virtù la corsa e la pressione, sicuramente l’equilibrio rimane la prima prerogativa a cui non rinunciare.

Juventus-Atalanta: passaggio di consegne del Papu Gomez?

Contro i bianconeri questa mentalità ha fruttato solo il pareggio, ma sicuramente in altre circostanze darà maggiori garanzie e soddisfazioni. Gasperini quindi ha trovato nuove chiavi per aprire le porte delle difese avversarie, non facendo rimpiangere l’estro e l’imprevedibilità di Ilicic e Gomez.

Qui sorge spontanea (al sottoscritto, magari a voi no) una domanda provocatoria. La Dea potrà fare a meno del suo capitano? Abbiamo già trovato gli eredi del Papu?

Al momento i numeri sono incontrovertibili. Con Pessina e Malinovskyi in campo, non solo la Dea non ha mai perso, ma ha trovato pure una solidità difensiva esemplare.

I numeri non mentono, così come l’ atteggiamento dell’argentino, che in campo mostra ancora di valere un tesoro, ma che in fin dei conti contro la Juventus non ha sublimato il gioco dei nerazzurri e dimostrato di essere l’unico insostituibile.

Come dice il detto, sono tutti utili, ma nessuno è indispensabile, e nel caso della Dea la duttilità e l’utilità di Malina e Pessina stanno decisamente dando più soddisfazioni al Gasp di quanto potesse immaginare.

A livello creativo, è impensabile che Pessina e Malinosvkiy possano ereditare il genio del Papu, ma sul piano tattico questo passaggio di consegne è già in atto da tempo.

Giustamente la società e Gasperini hanno dovuto lavorare d’anticipo per agevolare questo passaggio pesante di eredità, con gli acquisti di Miranchuk e Malina.

Inizialmente si trattava solo di una questione anagrafica (a febbraio il Papu fa 33 anni), ma alla luce delle tensioni interne, Gasperini non può far altro che accelerare i tempi, per chissà, rendere meno amaro un addio che sul piano umano non potrà essere colmato, ma che la società spera che tatticamente l’eredità venga distribuita equamente.