1

Le pagelle di Atalanta-Juventus

BRAVO GOLLINI, MALINOVSKYI SEGNA UN GOL BELLO MA INUTILE

Alla fine qualcosa è mancato: probabilmente in ogni reparto per portare all’esito finale. E neppure il Gasp è riuscito a metterci una toppa stavolta con i cambi: un plauso a Gollini per la paratissima su Chiesa nella ripresa ed a Mali per il bel gol del pari momentaneo, ma per il resto il calo visto nella ripresa da parte di un po’ tutti quanti rimane davvero misterioso ed a tratti inspiegabile.

LE PAGELLE:

ALL.: GASPERINI 5.5: primo tempo come vuole lui, squadra aggressiva che va sotto ma reagisce e trova un pari meritatissimo ma nella ripresa pare l’ombra di se stessa; e stavolta non è decisivo con i cambi, apparsi tardivi e poco influenti su un match che la Juve conquista passo dopo passo sul campo fino a segnar il gol decisivo.

GOLLINI 6.5: nella ripresa è decisivo su Chiesa, poi salvato dal palo poco dopo. Non potrà tuttavia nulla poco più tardi ancora sull’ex giocatore viola.

TOLOI 5.5: un ottimo primo tempo ma una ripresa piuttosto opaca e con il ritmo decisamente più basso. (DJIMSITI s.v.: gioca l’ultimo quarto d’ora, non riesce a mettersi in evidenza).

ROMERO 6: ultimo ad arrendersi, nella ripresa concede qualcosina ma senza però farsi sorprendere.

PALOMINO 5.5: si fa un po’ trascinare anche lui nel secondo tempo quando tutta la squadra cala fisicamente.

HATEBOER 5: forse il più in difficoltà, nella ripresa si fa sorprendere anche lui nell’azione del raddoppio bianconero (ILICIC 5.5: pochi lampi, qualche discreto pallone giocato e poco più).

FREULER 6: forse più nervoso del solito, cosa che comunque ci può stare. Partita sufficiente, anche lui un po’ al di sotto delle attese. Ha il merito di avviare l’azione del momentaneo pareggio di Malinovskyi.

DE ROON 6: vedi sopra. Non riesce ad incidere con le grandi capacità e qualità viste in altre circostanze.

GOSENS 6: molto bene anche lui per tutto il primo tempo, perde inspiegabilmente colpi nella seconda frazione (MIRANCHUK s.v.: poco tempo per incidere. Ingiudicabile).

MALINOVSKYI 6.5: suo il gol che aveva illuso un po’ tutti quanti. Al netto della rete segnata comunque anche lui è sembrato meno in palla del solito già dal primo tempo. Comunque bravo, ancora a segno. (MURIEL 5.5: venti minuti in cui non riesce ad incidere).

PESSINA 6: manca in fase di finalizzazione finale ma tutto sommato non sfigura (PASALIC 5.5: anche lui non riesce a cambiar l’andazzo di un match ormai segnato).

ZAPATA 6.5: finisce stremato, è senza dubbio il più pericoloso dei nostri in avvio ed in grado da solo di mettere in difficoltà tutta la difesa bianconera. Peccato che non abbia trovato subito il gol in quelle due occasioni capitate ad inizio partita.




Atalanta, la maledizione prosegue: la Coppa va alla Juve, ai nerazzurri resta solo tanta amarezza

COPPA ITALIA, LA FINALE

ATALANTA-JUVENTUS 1-2: LA DECIDE CHIESA NELLA RIPRESA

Non sa da fare; nemmeno stavolta. La Coppa Italia va alla Juve, l’Atalanta invece ancora una volta piange e vede sfumare il sogno di un trofeo che a Bergamo manca ormai da tantissimi anni. Una gara in cui i nerazzurri hanno illuso con un grandissimo primo tempo in cui, all’improvviso vantaggio dell’ex Kulusevski ha risposto Malinovskyi nel finale e che faceva pensare ad una ripresa all’assalto. Cosa che invece ha fatto la Juve, con un secondo tempo ordinato e ragionato con Gollini che prima salva su Chiesa, poi il palo colpito proprio dallo stesso attaccante ex viola che, pochi secondi prima di uscire, decide il match con un gol che sorprende tutta la difesa atalantina. La Dea a quel punto non avrà più la forza di reagire ed il risultato non cambierà più. Occasione persa, anche stavolta. Un vero peccato.

Reggio Emilia: l’illusione, e la dura realtà. Un primo tempo che fa sognare, una ripresa improvvisamente e incredibilmente mancata. L’Atalanta a due facce lascia la coppa Italia ancora una volta al suo avversario in finale: come due anni fa la Lazio, stavolta la Juve porta via il trofeo ai nerazzurri che continuano la loro tradizione negativa nelle partite decisive per alzare un trofeo. Peccato, anche se a questi ragazzi va comunque sempre il nostro infinito grazie, ma quella di oggi pare l’ennesima grande occasione buttata da questi ragazzi per poter mettere una ciliegina sulla torta di quelle importanti ad un ciclo sin qui storico, ma senza trofei. Ci riproveremo, sicuramente l’Atalanta non finisce questa sera anzi, c’è ancora un secondo posto in campionato da conquistare.

PALOMINO DIETRO, DUVAN UNICA PUNTA: confermate tutte o quasi le indiscrezioni della vigilia in casa nerazzurra con mister Gasperini che davanti punta su Zapata unica punta supportato dietro da Pessina e Malinovskyi mentre dietro c’è Palomino preferito a Djimsiti insieme a Romero e Toloi con Hateboer e Gosens sulle fasce. Nella Juve, Pirlo propone davanti Ronaldo e, a sorpresa, l’ex Kulusevski con Chiesa e Mckennie in mezzo e Buffon tra i pali in quella che sarà probabilmente la sua ultima partita in bianconero.

RIECCO ANCHE IL TIFO SUGLI SPALTI: oltre quattromila tifosi a Reggio Emilia con il calcio che fa prove generali di normalità dopo oltre un anno di pandemia e già questo è uno splendido messaggio per tutti. Inno nazionale cantato da Annalisa e poi l’arbitro Massa può fischiare l’inizio del match dai ritmi subito altissimi e con la Dea subito pericolosa al secondo con una conclusione di Zapata in area che sibila a fil di palo e finisce sul fondo. La risposta dei bianconeri è affidata ad una punizione di Ronaldo che si stampa però sulla barriera.

L’EX KULUSEVSKI PORTA LA JUVE AVANTI: l’Atalanta insiste e ci prova appena ne ha la possibilità come al ventiquattresimo quando Freuler dalla fascia, incrocia un diagonale che finisce largo di poco; poi Malinovskyi ci prova su punizione mancando però di precisione. Alla mezz’ora però il break della Juve fa molto male ai nerazzurri: Kulusevski rifinisce una continuata azione bianconera calciando a giro e segnando così il temuto gol dell’ex: i nerazzurri protestano per un fallo dall’altra parte del campo su Gosens, l’anticipo di Cuadrado sembrava falloso ma non per il direttore di gara che dopo il check al Var conferma la rete.

MALINOVSKYI RISPONDE SUBITO, 1-1!: ma la Dea non si da per vinta dopo lo svantaggio e con Hateboer impegna Buffon a una decina di minuti dalla fine su assist di Zapata e poi, al quarantesimo eccolo il pareggio meritatissimo della squadra del Gasp: azione veloce di ripartenza avviato da Freuler, palla a Malinovskyi che si accentra e mette in rete dopo una bella azione corale e fa esplodere lo spicchio di tifosi nerazzurri presenti a Reggio Emilia. E sul risultato di parità si va così a chiudere pochi minuti dopo (senza recupero) un bel primo che i ragazzi del Gasp stavano vedendo sfuggir via immeritatamente e che invece sono riusciti a riprendere con un cuore grande così!

RIPRESA, IL GOLLO E IL PALO SALVANO I NOSTRI: nessun cambio durante l’intervallo e il match riprende così dopo il riposo con la prima offensiva che è bianconera con Cuadrado che crossa per la testa di Mckennie in area che manda fuori di poco. I bianconeri provano a sterzare nel loro match sin li un po’ timido e si rendono molto pericolosi in due occasioni a ridosso del quarto d’ora, entrambe con Chiesa: prima stoppato da una gran parata di Gollini, poi il palo salva i nerazzurri sulla conclusione sull’ex giocatore della Fiorentina.

CHIESA RIPORTA AVANTI LA JUVE: scampato il pericolo il Gasp prova a cambiare qualcosa andando a richiamare a metà del secondo tempo sia Malinovskyi che Pessina ed inserendo al loro posto Muriel e SuperMario Pasalic. Il tema però non cambia ed i bianconeri paiono averne di più dei nostri che non riescono più a farsi vedere mentre la squadra di Pirlo insiste e a due dalla mezz’ora passa con Chiesa, che stavolta non sbaglia dopo la bella combinazione ancora con Kulusevski e supera Gollini portando i bianconeri sul 2-1.

COPPA, LA MALEDIZIONE CONTINUA: la Dea deve ancora rimontare ma pare a corto di energie, escono Hateboer, per Ilicic e Toloi per Djimsiti con il Gasp che cambia il modulo per cercare di recuperare il risultato ma non riesce più a pungere con i suoi che restano nervosi e bloccati senza riuscire a rendersi incisivi nemmeno con l’ultimo tentativo di ingresso di Miranchuk nel finale per Gosens. La Dea prova più con la forza della disperazione che con la lucidità e con anche eccessivo nervosismo: ne fa le spese Toloi a due dal novantesimo che viene allontanato dalla panchina dal direttore di gara. Altri quattro di recupero rimangono in cui però succede poco o nulla e il triplice fischio finale condanna ancora una volta la Dea. La Coppa resta un tabù, la favola di questa Atalanta non riesce a trovare un acuto decisivo per portare a Bergamo un trofeo che tutti avrebbero meritato. Restano gli applausi e la solita, grande, amarezza.

IL TABELLINO:

ATALANTA-JUVENTUS 1-2 (primo tempo 1-1)

RETI: 31′ Kulusevski (J), 41′ Malinovskyi (A), 28′ st Chiesa (J)

ATALANTA (3-4-2-1): Gollini; Toloi (31′ st Djimsiti), Romero, Palomino; Hateboer (31′ st Ilicic), De Roon, Freluer, Gosens (38′ st Miranchuk); Malinovskyi (23′ st Muriel), Pessina (23′ st Pasalic); Zapata – Allenatore: Gasperini

JUVENTUS (4-4-2): Buffon; Cuadrado, De Ligt, Chiellini, Danilo; McKennie, Rabiot, Bentancur, Chiesa (29′ st Dybala); Kulusevski (37′ st Bonucci), Ronaldo – Allenatore: Pirlo

ARBITRO: Massa di Imperia

NOTE: spettatori: 4mila circa – ammoniti: Chiellini, De Ligt (J), Romero, Freuler, De Roon, Ilicic, Malinvoskyi (A) – espulsi: Toloi (A) – recuperi: 0′ p.t. e 4′ s.t.




Per la storia, i tifosi e per una città intera: dai Atalanta, riporta a casa la Coppa Italia!

REGGIO EMILA, ORE 21: DEA FACCI SOGNARE!!

BERGAMO E LA DEA PER CORONARE UN SOGNO, LA JUVE PER SALVARE UNA STAGIONE

L’Atalanta ci riprova: a poco più di due anni di distanza dalla beffarda finale di Roma persa con la Lazio, la squadra del Gasp torna a giocarsi la conquista di un trofeo, la Coppa Italia, che a Bergamo manca ormai dal 1963 e che la Dea farà di tutto per cercare di riportare a casa, a coronamento di una stagione che, al di la del risultato di questa sera, è già di suo eccezionale dopo aver staccato il pass lo scorso sabato a Genova per la terza partecipazione alla Champions League. Manca però la ciliegina sulla torta che Zapata e compagni proveranno a mettere questa sera gettando il cuore oltre l’ostacolo contro un avversario che, pur in una stagione certamente non delle più esaltanti, è sempre una squadra tosta e con campioni in grado di far la differenza in qualsiasi momento, ma che la Dea qualche settimana fa è stata capace di superare e che proverà sicuramente a bissare questa sera sapendo di aver la possibilità di regalare una gioia grandissima alla sua gente. CREDIAMOCI, TUTTI INSIEME!!!

VIVI IN DIRETTA CON NOI LA FINALISSIMA DI COPPA ITALIA TRA LA DEA E LA JUVENTUS A PARTIRE DALLE 21 SEGUENDO IL MATCH IN DIRETTA SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK

GLI ULTIMI DUBBI DEL GASP: tranne Kovalenko (stagione finita per lui), mister Gasperini può contare sulla completa rosa a disposizione con pochi dubbi da sciogliere, principalmente in avanti. Se dietro e in mezzo infatti pare esser certa la formazione titolare classica con la difesa a tre e Gosens con Hateboer a spingere sulle fasce, in avanti con Zapata di punta e Malinovskyi a supporto resta da capire se giocherà Pessina (favorito) oppure se il tecnico della Dea azzerderà subito Muriel insieme al connazionale colombiano.

LE PROBABILI FORMAZIONI:

ATALANTA (3-4-2-1): Gollini, Djimsiti, Romero, Toloi; Hateboer, De Roon, Freuler, Gosens; Malinovskyi, Pessina; Zapata – All.: Gasperini

JUVENTUS (4-4-2): Szczesny; Cuadrado, De Ligt, Chiellini, Danilo; McKennie, Bentancur, Rabiot, Chiesa; Morata, Cristiano Ronaldo – All.: Pirlo

ARBITRO: Massa di Imperia




Corsa Champions: se la Juve può perdere, l’Atalanta deve correre per altre 7 giornate

L’Atalanta spezza l’incantesimo e dopo 20 anni torna a vincere in casa contro la Juventus, per una vittoria storica e dalla doppia valenza, dato che in palio c’era (e c’è tuttora) la prossima qualificazione in Champions.

Un successo importante ma che ancora non esclude nessuna delle competitor dalla corsa, che si prospetta molto agguerrita fino alla fine.

Da anni la Dea è artefice del proprio destino. Data la forza e la qualità di questo gruppo abbiamo provato a vaticinare il possibile cammino da qui all’ultima giornata della Dea, tra incontri difficili e alcuni apparentemente facili.

Atalanta quota 80?

Dopo la Juve, giovedì prossimo toccherà alla Roma, già travolta a Bergamo all’andata, ma lo spirito europeo dei giallorossi grazie alal semifinale ottenuta in EL potrebbe complicare le cose a Roma. Per questo motivo nelle peggiori delle ipotesi, optiamo per un pareggio.

Dalla Roma al Bologna al Gewiss Stadium, contro una squadra che all’andata aveva pareggiato per demeriti nostri, ma che in campionato sta rispecchianod l’anima guerrure del suo allenatore Mihajlovic. Tuttavia, i felsinei non hanno nulla per cui lottare, quind ci aspettiamo bottino pieno contro i rossoblu.

Domenica 2 maggio il Mapei potrebbe rivelarsi un fattore casalingo, dato il nostro recente passato in EL. Il Sassuolo gioca comunque un bel calcio, e rimane aggrappato al treno dell’Europa League, quindi le motivazioni potrebbero contare più del gioco. La qualità dei nerazzurri e i precedenti sono a favore dell’Stalanta, quindi anche con un po’ di fatica, la vittoria potrebbe arrivare.

Da un’emiliana all’altra: il 9 maggio la Dea sarà ospite al tardini contro un Parma che probabilmente già saprà il proprio destino in chiave retrocessione. Se inoltre aggiungiamo una disparità tecnica e mentale tra le due squadre, il risultato è pressoché scontato, ma ricordiamo: nel calcio alla fine il pallone è rotondo.

Si torna al Gewiss il 12 maggio contro il Benevento dell’ex Pippo Inzaghi. Anche in questo caso i campani potrebbero aver già raggiunto parzialmente la salvezza, e quindi giocare liberamente. Giocare senza pensieri potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio per entrambe, ma l’Atalanta non può permettersi di fermarsi contro le streghe, quindi la vittoria dovrà essere un must.

Il 16 maggio Gasperini torna a Genova contro il suo passato. Il Genoa nondovrebbe avere particolari motivi per rendere difficile il cammino alla Dea, e visto che i risultati precedenti ci sorridono, anche in questo caso la Dea è favorita per la vittoria.

Ultima ma non per importanza, la sfida contro il Milan il 23 maggio, e qui i fattori saranno molteplici. Dall’effettivo distacco in classifica, alla partita di per sè di rango, passando per il morale tutto d ascoprire dopo la finale contro la Juventus, sicuramente quella contro i rossoneri rappresenta il match più tosto, Noi però dato il precedente e per l’importanza del match, propendiamo per un pareggio.

In pratica, ai 63 punti attuali virtualmente possiamo aggiungere 17 punti, per un totale finale di 80 punti. Firmerereste per queste premesse?




Le pagelle di Atalanta-Juventus

PALOMINO SONTUOSO, ANCHE ILICIC DA LA SVOLTA

Partita davvero da incorniciare per i ragazzi del Gasp, non solo per il valore simbolico in se del prestigioso successo sulla Juve ma per come la ottiene: con una gara dove la Dea non incanta come in altre occasioni, ma vince con la pazienza e l’attenzione della grande squadra. Guidata dietro da un Palomino che non fa rimpiangere Romero squalificato e poi ben pilotata in mezzo da De Roon e Freuler con Ilicic che, entrato in campo, gioca con il giusto spirito per la squadra.

LE PAGELLE:

ALL.: GASPERINI 10: più che meritato. E’ l’ennesimo tassello che mancava alla sua macchina delle meraviglie nerazzurra. Troppi vent’anni senza un successo in campionato sui bianconeri… eccolo qua, con annesso sorpasso alla Signora. Incredibile solo pensarlo qualche annetto fa, oggi è tutto vero. La mossa di preservare Malinovskyi per il finale di partita è la chiave vincente di un match in cui la sua squadra ha retto l’urto, giocato e anche sofferto contro comunque una delle squadre più forti del campionato. E l’ha battuta. Applausi.

GOLLINI 6.5: un’uscita un po’ cosi nel primo tempo, ma nella ripresa si riscatta su Morata. Bene.

TOLOI 7: concede davvero le briciole all’attacco bianconero.

DJIMSITI 7.5: un salvataggio fondamentale sulla linea nel primo tempo che da solo vale come un gol.

PALOMINO 8: un’altra partita CLAMOROSA per questo ragazzo che rende nullo Dybala e disputa una gara davvero di altissimo livello. Sontuoso!

GOSENS 6.5: bel duello con Cuadrado, che lo limita un po’ ma che a sua volta tiene a bada il pericoloso giocatore bianconero.

DE ROON 7: la in mezzo ringhia come suo solito lasciando davvero le briciole agli avversari.

FREULER 7: come da tradizione, si esalta nelle partite contro i bianconeri. Ottima prova anche per lui.

MAEHLE 6.5: un errore che poteva costar caro su Chiesa, ma un pronto riscatto pochi minuti dopo quando, respinge una conclusione pericolosissima proprio dello stesso Chiesa. (MALINOVSKYI 9: entra, fa le prove generali con una bella punizione, e poi trova il gol che lo proietta di diritto nella storia. Grazie alla sua rete l’ultima vittoria atalantina sulla Juventus in campionato non è più da oggi quella del 3/2/2001! Grandissimo).

PESSINA 6.5: un discreto primo tempo dopo la disavventura legata alla positività al Covid. Nella ripresa il Gasp non rischia e lo sostituisce (PASALIC 6.5: un buon secondo tempo disputato anche da lui con buoni palloni giocati. Bene).

MURIEL 6.5: oggi un po’ meno visibile del solito, ma quella giocata nella ripresa che lo manda vicinissimo al gol è il primo segnale che qualcosa stava cambiando… (ILICIC 7: entra anche stavolta con la giusta grinta e qualità e mette subito un cioccolatino per la testa di Zapata che manda fuori di un niente).

ZAPATA 6.5: occasione sul cross di Ilicic a parte non ha clamorose palle-gol, ma fa sempre il solito lavoro al servizio della squadra che è davvero tanta tanta roba.




Malinovskyi entra e pesca il jolly che spezza l’incantesimo: l’Atalanta stende la Juve dopo vent’anni (e la sorpassa in classifica)

SERIE A, TRENTUNESIMA GIORNATA

ATALANTA-JUVENTUS 1-0: LA BOMBA DELL’UCRAINO VALE IL TERZO POSTO ALLA DEA

Il vento dell’est spezza l’incantesimo a quattro minuti dalla fine: grazie ad un gol di Malinovskyi (con decisiva deviazione di un giocatore bianconero) l’Atalanta torna a battere la Juve in campionato dopo più di vent’anni, sorpassa proprio i bianconeri al terzo posto in classifica e fa un altro grande balzo verso la terza qualificazione consecutiva in Champions League al termine di una gara equilibratissima, con poche emozioni e decisa nel finale dall’ucraino da poco entrato in campo. Un successo cercato e voluto da una Dea che vince, pur senza incantare come suo solito e relega la Signora bianconera alla sconfitta.

Bergamo: l’Atalanta dopo 20 anni batte la Juve e la supera pure in classifica, prendendosi il terzo posto in classifica e piazzando un deciso scatto-Champions a sette giornate dalla fine con una partita da grande squadra, giocando magari meno bene del solito ma trovando il colpo da tre punti a quattro dalla fine con Malinovskyi, che il Gasp aveva tenuto inizialmente fuori per inserirlo nel corso della ripresa. Mossa rivelatasi vincente.

SI TORNA ALLA DIFESA A TRE: un po’ a sorpresa, il Gasp rispolvera la difesa a tre dopo alcune giornate dando spazio dietro a Djimsiti al posto dello squalificato Romero ma avanzando Gosens e reinserendo Maehle con il tedesco in fascia rinunciando a Malinovkyi davanti per il rientrante Pessina a supporto dei due colombiani di punta. Nella Juve manca invece Cristiano Ronaldo ma non mancano le alternative a Pirlo che inserisce Dybala al suo posto con Morata in attacco supportati da Chiesa dietro e Cuadrado schierato in difesa.

LA PRIMA CHANCE E’ DI PESSINA: cielo grigio e pioggia un po’ inattesa a Bergamo all’ingresso delle squadre in campo con il match che inizia subito su ritmi molto alti con le due squadre decise a darsi battaglia sin dalle prime battute di gioco ma con i portieri che restano comunque inoperosi anche se la prima, grande chance è per la Dea al ventitre con Pessina che conclude in area, palla deviata da un difensore e fuori di un soffio.

SI VEDE LA JUVE PRIMA DELL’INTERVALLO: una decina di minuti dopo e la chance è della Juve, con Chiesa che recupera palla sfruttando una indecisione di Maehle, palla a Morata che conclude ma Djimsiti è fondamentale a salvare sulla linea di porta e sventare la minaccia. Al trentottesimo Mckennie fa impazzire la difesa nerazzurra salva Gollini in scivolata; lo stesso portiere nerazzurro al minuto quarantadue rischia deviando di mano al limite dell’area una conclusione di Rabiot, poi tocca a Maehle riscattare l’errore precedente salvando sulla conclusione di Chiesa. Un minuto di recupero e si va al riposto con le due squadre ferme sullo 0-0 dopo un bel primo tempo.

RIPRESA, CHANCE PER MURIEL E DYBALA: ad inizio ripresa c’è subito spazio per Pasalic, in campo per Pessina che probabilmente non ha ancora il ritmo dei novanta minuti dopo lo stop per il Covid con la partita che riparte così sulla falsa riga di quanto visto nel primo tempo e con un sostanziale equilibrio a regnare in campo: al tredicesimo Muriel prova la fiammata con una bella conclusione a giro che si spegne sul fondo sorvolando di poco l’incrocio dei pali. Cinque minuti dopo e Dybala risponde per i bianconeri con una punizione che anch’essa esce di pochissimo.

ZAPATA A UN PASSO DAL GOL: al ventiduesimo tocca ad Ilicic, che entra in campo al posto di Muriel e subito è protagonista mettendo in area un cross al bacio per la testa di Zapata che però non riesce di testa a deviar in rete il pallone offerto dallo sloveno. E’ poi il turno anche di Malinovskyi che entra in campo al posto di Maehle negli ultimi venti minuti di match; alla mezz’ora è bravo Gollini quando l’ex Kulusevski offre palla a Morata che conclude ma il portiere nerazzurro manda in corner.

MALI-BOOOM PORTA AVANTI LA DEA: l’ucraino entra bene nel match e a quattro dalla fine prova la soluzione su calcio di punizione con Szczesny che si supera e manda in corner sui cui sviluppi però la Dea da scacco matto alla Signora: proprio Malinovskyi conclude da fuori, deviazione di un difensore che spiazza Szczesny e va in fondo al sacco. Esplode la panchina nerazzurra, l’Atalanta è avanti!

VITTORIA E SORPASSO, SIAMO TERZI!: rotto l’equilibrio nel momento in cui il pari pareva ormai scritto, la Juve prova un’ultima reazione andando alla ricerca disperata del pari ma la storia è ormai scritta e dopo tre di recupero arriva il triplice fischio del direttore di gara che spezza un incantesimo lungo vent’anni: l’Atalanta torna a vincere contro i bianconeri in campionato e lo fa in un match importantissimo che le consente di salire al terzo posto solitario e scavalcare proprio i bianconeri che la Dea ritroverà tra un mesetto circa a Reggio Emilia per giocarsi la coppa Italia e tentare un clamoroso bis che porterebbe a Bergamo un trofeo che questa squadra e la sua gente, per quanto sta facendo in questi ultimi anni, meriterebbe davvero.

IL TABELLINO

ATALANTA-JUVENTUS 1-0 (primo tempo 0-0)

RETI: 87′ Malinovskyi

ATALANTA (3-4-1-2): Gollini; Toloi, Palomino, Djimsiti; Maehle (72′ Malinovskyi), De Roon, Freuler, Gosens; Pessina (46′ Pasalic); Muriel (68′ Ilicic), Zapata. A disp. Rossi, Sportiello, Sutalo, Caldara, Ruggeri, Kovalenko, Miranchuk, Lammers – All.: Gasperini

JUVENTUS (4-4-2): Szczesny; Cuadrado, De Ligt, Chiellini, Alex Sandro; McKennie (78′ Arthur), Rabiot, Bentancur, Chiesa (58′ Danilo); Dybala (68′ Kulusevski), Morata. A disp.Buffon, Pinsoglio, Bonucci, Demiral, Frabotta, Ramsey, Felix Correia – All.: Pirlo

ARBITRO: Orsato di Schio

NOTE: gara di andata: Juventus-Atalanta 1-1 – match disputato a porte chiuse – ammoniti: Gosens, Djimsiti (A), Cuadrado (J) – recuperi: 1′ p.t., 3 s.t.




Atalanta, sfida alla Juve con vista Champions (in attesa della finale di Coppa).

BERGAMO, ORE 15

SFATARE IL TABU’-SIGNORA PER BLINDARE UN POSTO IN EUROPA

Per la Champions prima, per la coppa Italia poi: primo round tra Atalanta e Juventus che oggi pomeriggio si ritrovano di fronte al Gewiss Stadium in un match che si annuncia emozionantissimo tra la quarta e la terza in classifica, separate da un solo punto in classifica e pronte a darsi battaglia in campo pre provare l’allungo decisivo in zona Champions League per poi ridarsi appuntamento a metà maggio quando si giocheranno la coppa Italia. Una partita importantissima per i ragazzi del Gasp per confermar nuovamente a tutti le loro ambizioni d’Europa contro una Juve che, pur non essendo lo schiacciasassi delle ultime stagioni resta sempre un avversario con giocatori di grande valore ed in grado di decidere da soli la partita. Ma la Dea vuol provare a togliere un altro tabù in campionato, un successo sui bianconeri che manca ormai da circa vent’anni. Proviamoci!

VIVI IN DIRETTA CON NOI LA PARTITISSIMA DI BERGAMO TRA LA DEA E LA JUVE A PARTIRE DALLE 15 SEGUENDO IL MATCH IN DIRETTA SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK

GLI ULTIMI DUBBI DEL GASP: recuperato anche Pessina dopo lo stop per la positività al Covid, il Gasp deve rinunciare solamente allo squalificato Romero con Djimsiti che andrà così a sostituirlo nella difesa a quattro nerazzurra con in avanti conferma per la coppia Muriel-Zapata con Malinovskyi ad ispirare i due colombiani.

LE PROBABILI FORMAZIONI:

ATALANTA (4-2-3-1): Gollini; Toloi, Palomino, Djimsiti, Gosens; De Roon, Freuler; Malinovski, Pessina, Muriel; Zapata – All.: Gasperini

JUVENTUS (4-4-2): Szczesny; Danilo S., De Ligt, Chiellini, Alex Sandro; Cuadrado, Bentancur, Rabiot, Chiesa; Dybala, Morata – All.: Pirlo

ARBITRO: Orsato di Schio