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Un’Atalanta opaca saluta la Coppa Italia: l’Inter va in semifinale col minimo sforzo

COPPA ITALIA, QUARTI DI FINALE:

INTER-ATALANTA 1-0: LA DECIDE DARMIAN NELLA RIPRESA

Milano: l’Inter passa in semifinale di Coppa Italia dove sfiderà la vincente di Juventus-Lazio. A decidere è una rete di Matteo Darmian nella ripresa contro un’Atalanta più appannata del solito che gioca una gara prudente e accorta nel primo tempo, sfiorando il gol anche in un paio di occasioni, quella più clamorosa con Zapata; poi gli ingressi di Lookman e Hojulund nel secondo tempo sono seguiti dal gol interista che spariglia i piani al Gasp ed i suoi che non riescono più a raddrizzare il match. L’avventura di Coppa Italia della Dea finisce qui.

ZAPATA TORNA TITOLARE: pochi cambi, ma decisamente importanti da parte del Gasp per questo quarto di coppa con il tecnico atalantino che conferma difesa e centrocampo visto sabato con la Samp mentre davanti tocca a Zapata e Pasalic insieme a Boga con Hojlund e Lookman inizialmente in panchina. Nell’Inter gioca l’ex Gosens sulla fascia al posto di Di Marco mentre davanti a fianco dell’inamovibile Lautaro c’è Lukaku in una sorta di sfida tra bomber delusi con Zapata.

ANDAMENTO LENTO: quasi cinquantamila a San Siro per questa sfida dei quarti di Coppa Italia con circa millesettecento tifosi atalantini giunti da Bergamo a sostenere la Dea in questo match che inizia su ritmi piuttosto bassi e con le due squadre che sembrano studiarsi e non voler affondare. La gara fatica a decollare e le due squadre da una parte si temono, dall’altra non riescono però a superarsi.

PALO-INTER, POI CHANCE PER DUVAN: alla mezz’ora si vede qualcosa, con l’Inter che manovra da Lukaku per Lautaro che conclude: tiro deviato da Toloi in area, prima con il piede e poi con la mano: proteste interiste ma per Chiffi non è rigore, decisivi l’involontarietà e il tocco con il piede prima del rimbalzo sulla mano. Sempre l’Inter nel finale di primo recupera un pallone con Calhanoglu che poi fa tutto da solo, calcia dai venti metri e colpisce il palo. La Dea risponde allo spavento due minuti dopo con Maehle che pennella un cross perfetto in area per Zapata che colpisce di testa in tuffo da ottima posizione e manda clamorosamente la palla sopra la traversa. Ultimo sussulto di un primo tempo decisamente avaro di emozioni e con le due squadre ancora inchiodate sullo 0-0.

RIPRESA, LA SBLOCCA DARMIAN: si ricomincia senza cambi dopo il riposo con la partita che non pare cambiare copione, e allora prova mischiar le carte dalla panchina il Gasp che getta due big nella mischia: dentro Hojulund e Lookman al posto di Zapata e Pasalic. A trovare il gol però è l’Inter, un paio di minuti dopo con Darmian, abile a ricevere il pallone appena dentro l’area e concludere con un diagonale imprendibile per Musso che vale l’1-0 per la squadra di Inzaghi.

BOGA SFIORA IL PARI: l’Atalanta prova a scuotersi subito e sfiora il pareggio al minuto diciannove con una bella conclusione di Boga che manda la sfera fuori di pochissimo. Poi altri cambi per il Gasp con Hateboer e Boga che lasciano il posto a ad Ederson e Muriel; qualche minuto dopo spazio anche a Soppy per dar fiato a Scalvini.

DEA AL CAPOLINEA DI COPPA: nel finale ci son davvero poche cose da raccontare se non una bella iniziativa di Lookman che calcia da posizione centrale senza sorprendere però il portiere dell’Inter. Poco dopo Højlund mette a segno un doppio dribbling ma non trova spazio per il tiro e viene murato dalla difesa di casa. Poco altro da dire anche nei cinque di recupero concessi dal direttore di gara; l’Inter accede alla semifinale di Coppa Italia, l’Atalanta purtroppo termina il suo cammino. Niente coppa in bacheca nemmeno quest’anno per i nerazzurri che ora dovranno puntare tutto sul campionato per cercare un piazzamento in Europa.




Dentro o fuori: l’Atalanta cerca il colpaccio a San Siro per volare in semifinale!

MILANO, ORE 21

CACCIA ALL’IMPRESA CON SUPER-LOOKMAN

Una serata per sognare: l’Atalanta si gioca l’accesso alla semifinale di Coppa Italia questa sera nella tana dell’Inter a San Siro in una partita che si annuncia ricca di gol ed emozioni. La squadra del Gasp arriva da un importante serie di partite utili tra campionato e coppa oltre a non aver mai perso in questo 2023; dall’altra parte la squadra di Simone Inzaghi ha vinto meno di una settimana fa la supercoppa Italiana ai danni del Milan e in campionato ha superato i rossoneri al secondo posto in classifica proprio lo scorso weekend. E’ anche la sfida molto interessante tra i due bomber del momento: Lookman sulla sponda atalantina e Lautaro su quella interista.

LE PROBABILI FORMAZIONI:

INTER (3-5-2): Onana; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Dumfries, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Gosens; Lukaku, Dzeko. All. – Inzaghi

ATALANTA (3-4-3): Musso; Toloi, Djimsiti, Scalvini; Hateboer, De Roon, Koopmeiners, Maehle; Lookman, Hojlund, Boga – All. Gasperini




Atalanta, un’altra goleada per volare ai quarti: cinque gol allo Spezia, ora c’è l’Inter

COPPA ITALIA, OTTAVI DI FINALE

ATALANTA-SPEZIA 5-2: LA DEA STACCA IL PASS PER SAN SIRO

Bergamo: dopo l’8-2 in campionato con la Salernitana, l’Atalanta si prende i quarti di Coppa Italia, dove affronterà l’Inter, con un’altra goleada. Cinque reti a un volenteroso Spezia che tiene vivo il match fino al capolavoro di Hojlund nella ripresa che chiude la gara. Il primo tempo però è mozzafiato: doppietta di Lookman nei primi dodici minuti, poi Ekdal accorcia; Hateboer allunga con un bel sinistro ma Verde rimette i liguri nel match a ridosso dell’intervallo prima della quale Zapata centra anche una traversa (dopo essersi visto annullar un gol). Nella ripresa lo Spezia ci prova anche se il ritmo cala vistosamente, ma il sinistro di Hojlund è un missile che abbatte traversa e Zovko e vale il poker. Poi l’autogol di Ampadu nel recupero chiude il match.

TURNOVER, MA NON TROPPO: qualche cambio rispetto alla squadra che ha travolto la Salernitana per il Gasp che punta su Zapata davanti con Lookman e Boga a supporto del colombiano mentre dietro c’è Djimsiti per Toloi mentre in mezzo Koopmeiners gioca con Ederson e, sulle fasce, Hateboer e Maehle. Nello Spezia, mister Gotti si affida a Nzola con Verde davanti mentre cambia in mezzo dove c’è l’ex Kovalenko con il giovane Moutinho; tra i pali il giovane Zovko.

LOOKMAN LA SBLOCCA SUBITO: la neve caduta su Bergamo nella mattinata non ha messo a rischio il match che, in un orario piuttosto inusuale, non ha ovviamente riempito lo Stadium nonostante sugli spalti vi siano diversi tifosi atalantini e almeno una cinquantina di tifosi ospiti in questo ottavo di Coppa Italia che inizia e, dopo un iniziale avvio di marca ospite, l’Atalanta passa subito al decimo sugli sviluppi di un calcio d’angolo, con Scalvini che stacca di testa e Lookman di coscia ribadisce in rete a distanza ravvicinata l’1-0.

LOOKMAN BIS, POI EKDAL ACCORCIA: nemmeno due minuti dal vantaggio e ancora l’inglese concede il bis: bel triangolo in area tra Zapata e ancora Lookman che insacca alle spalle di Zovko per la seconda volta. Sembra tutto facile per la Dea, ma lo Spezia non ci sta e al quarto d’ora accorcia subito con Ekdal che con una percussione centrale lo svedese resiste a Ederson e batte di destro Musso: 2-1 al quarto d’ora.

HATEBOER FA TRIS, MA VERDE FA 3-2: gli ospiti tornano così in partita e il match prosegue su ritmi gradevoli: al ventitre l’ex Kovalenko dialoga in area con Holm che conclude e Musso che blocca. Poi la Dea scappa ancora sul +2 con Hateboer che segna il 3-1 dopo una ripartenza Maehle-Zapata, inserimento dell’olandese che di sinistro batte Zovko da pochi passi. A dieci dalla fine Zapata trova il quarto gol ma il colombiano, servito da Boga, con un tocco morbido aveva battuto Zovko in leggero fuorigioco che non è sfuggito al Var. Quattro minuti dopo però lo Spezia accorcia di nuovo con Verde che segna dopo un cross basso di Moutinho, sponda di Kovalenko per lo stesso Verde che batte Musso. 3-2 e partita tutt’altro che chiusa a ridosso dell’intervallo dove nel primo dei due di recupero concessi Zapata colpisce anche la traversa prima che il direttore di gara mandi tutti a bersi qualcosa.

RIPRESA, L’ORA DEI CAMBI: si riparte subito con un cambio dopo l’intervallo, è De Roon a entrare in campo al posto dell’ammonito Ederson per una ripresa che inizia però con subito un’altra sostituzione in casa nerazzurra con Scalvini che esce per qualche problemino e Toloi che entra al suo posto per il Gasp che poi, al quarto d’ora, ne fa altri tre inserendo Muriel, Zortea e Hojulnd per Zapata, Hateboer e Boga. Come era facile attendersi, il ritmo nel secondo tempo è ben diverso da quello del primo dove le due squadre erano andate a mille all’ora: al venticinquesimo Maehle ci prova dal limite dell’area con una conclusione a giro fuori di poco.

HOJULUND + AUTOGOL, CINQUINA E QUARTI: per evitarsi un finale con il patema, la Dea si affida per l’ennesima volta al suo astro nascente in avanti, quel Rasmus Højlund che, servito da Muriel, scarica un gran sinistro che colpisce prima la traversa e poi il palo finendo alle spalle di Zovko per il gol del 4-2. Lo Spezia a quel punto da sempre più segni resa e l’Atalanta prima sfiora da calcio d’angolo con Muriel (gran parata di Zovko) e poi trova anche il quinto gol, sull’ennesima gran giocata del danese nerazzurro, palla sul palo e Ampadu che, nel tentativo di rinviare la manda nella propria porta nel primo dei quattro di recupero. Finisce 5-2 per un’Atalanta che mette la definitiva ipoteca sulla qualificazione ai quarti contro l’Inter a San Siro: tredici gol in due partite per la squadra del Gasp che arriva con la carica giusta alla grande sfida di domenica sera in casa della Juventus. E se, dopo l’attacco, si sistema anche la difesa…




La mazzata perfetta: sconfitta, in dieci, all’ultimo secondo. L’Atalanta saluta la coppa Italia.

COPPA ITALIA, QUARTI DI FINALE

ATALANTA-FIORENTINA 2-3: LA DECIDE MILENKOVIC NEL RECUPERO

Bergamo: lo Stadium di Bergamo è terra di conquista viola. Con o senza Vlahovic. Mesi fa la Fiorentina aveva espugnato il campo dell’Atalanta in campionato grazie a una doppietta del serbo su rigore, stavolta la vittoria proietta i toscani in semifinale di Coppa Italia, dove potrebbero trovare proprio la Juventus del loro ex attaccante. Finisce 3-2 per gli ospiti il quarto di finale più combattuto, emozionante ed equilibrato visto sinora con la Dea che capitola a fil di fischio finale che avrebbe portato tutti ai supplementari grazie al gol di Milenkovic ed al brivido finale per un check al Var per un presunto fallo ad inizio azione che invece non c’è. Eppure la Dea era riuscita a rimontare dopo lo svantaggio iniziale di Piatek su rigore con un gran gol di Zappacosta e, nella ripresa la prima rete di Boga in nerazzurro. Invece un rigore ancora del polacco viola e il gol in pieno recupero mandano la Viola in semifinale e l’Atalanta mestamente a casa.

GASP LANCIA BOGA DAL 1′: con l’emergenza in attacco da gestire, il Gasp lascia inizialmente in panchina Muriel e propone Boga per la prima volta titolare dal suo arrivo in nerazzurro con Malinovkyi a fargli compagnia a supporto di un Pasalic in inedita versione da punta centrale mentre sulle fasce torna anche Hateboer; nella Viola, mister Italiano punta su Piatek e Saponara in avanti mentre in mezzo c’è Castrovilli e non l’ex Bonaventura che parte dalla panchina mentre tra i pali va Terraciano (Dragowski squalificato).

VAR E PIATEK, VIOLA AVANTI SU RIGORE: nonostante l’orario, i prezzi popolari favoriscono una buona cornice di pubblico allo Stadium con il match che inizia e al settimo si infiamma subito: l’arbitro interviene a interrompere il gioco, su segnalazione del Var, per un’azione che aveva lasciato proseguire al limite dell’area nerazzurra: un pestone di De Roon su Gonzalez pochi centimetri dentro l’area di rigore. Penalty per i viola che Piatek non fallisce e porta sull’1-0 gli ospiti.

ZAPPACOSTA, SUPERGOL PER L’1-1: subito sotto, la Dea cerca di uscire dal guscio ma è la Fiorentina a giocare meglio: all’undicesimo cross di Odriozola, tiro di Maleh che viene deviato in angolo da Hateboer. Al ventesimo si vedono i nerazzurri, con una bella cavalcata imprendibile di Boga, il cross al centro troppo profondo, è preda di Terraciano. A ridosso della mezz’ora Gonzalez dal limite ci prova con un tiro a giro pericoloso, ma Musso si distende con due mani all’incrocio e mette in angolo. Sull’azione successiva l’Atalanta pareggia: splendido tiro all’incrocio dei pali di Zappacosta da appena dentro il limite dell’area sinistro che vale l’1-1.

BOGA SI FERMA AL PALO: ritrovata la parità, ancora una volta gli infortuni si accaniscono sulla Dea con Palomino costretto ad uscire al trentaseiesimo per far posto a Koopmeiners. Nel primo dei tre minuti di recupero però la squadra del Gasp va a un passo dal sorpasso quando Zappacosta serve un pallone delizioso per Boga che spizzica sul palo e sulla respinta Pasalic non riesce a mettere in rete. Ultimo sussulto di un bel primo tempo che si chiude con le due squadre ferme sull’1-1.

JEREMIE LANCIA LA DEA SUL 2-1: la ripresa si apre con la Viola pericolosa sempre con Piatek di testa in avvio, poi la Dea piazza il break vincente per il sorpasso: invenzione di Boga, che scarta due difensori si incunea in area e batte Terraciano. Primo gol in nerazzurro per il giocatore arrivato con il mercato di gennaio in nerazzurro.

ALTRO RIGORE, PIAKET FA BIS: l’Atalanta ora sembra avere l’inerzia della partita dalla sua, eppure ancora una volta è l’errore individuale a complicare i piani della squadra del Gasp: al venticinquesimo intervento scomposto di Koopmeiners in area su Maleh, l’arbitro Fabbri non ha dubbi, è ancora rigore. Dal dischetto ancora Piatek a segno dopo l’iniziale respinta di Musso, troppo corta però ed il polacco rimette in rete il 2-2. Altri cambi per il Gasp che inserisce Pasalic e Malinovskyi al loro posto Muriel e Pessina.

DEA ABBONATA AI LEGNI: nerazzurri poco fortunati poco dopo la mezz’ora con Zappacosta che centra la traversa sfiorando la doppietta. Poi la Viola resta in dieci quando Martinez Quarta ferma Muriel e finisce anzitempo sotto la doccia per doppia ammonizione.

MILENKOVIC FIRMA LA BEFFA, ADDIO COPPA: si arriva nel recupero con i tre minuti concessi dal direttore di gara in cui succede l’incredibile: prima Djimsiti sfiora di testa il gol che vale la semifinale, poi, all’ultimo respiro, la Viola con Milenkovic pesca il jolly da fuori area che vale la clamorosa qualificazione e una beffa pazzesca per i nerazzurri, condita anche da un lungo check al Var per un possibile fallo a inizio azione (o fuorigioco di Piatek) non ravvisato dal direttore di gara. Finisce così, con le facce incredule dei giocatori nerazzurri, i giocatori Viola che fanno festa e staccano il pass per la semifinale di Coppa. Il momento buio dell’Atalanta continua.

IL TABELLINO:



Serie A, i risultati dopo la 24a giornata

I RISULTATI:

Sabato 5 febbraio

Roma-Genoa 0-0
Inter-Milan 1-2
: 38′ Perisic, 75′, 78 Giroud
Fiorentina-Lazio 0-3:
 52′ Milinkovic-Savic, 70′ Immobile, 81′ aut. Biraghi

Domenica 6 febbraio

Atalanta-Cagliari 1-2: 50′, 68′ Pereiro, 64′ Palomino
Bologna-Empoli 0-0
Sampdoria-Sassuolo 4-0
: 6′ Caputo, 7′ Sensi, 63′ Conti, 91′ rig. Candreva
Venezia-Napoli 0-2:
61′ Osimhen, 100′ Petagna
Udinese-Torino 2-0:
93′ Molina, 96′ rig. Pussetto
Juventus-Verona 2-0:
13′ Vlahovic, 61′ Zakaria

Lunedì 7 febbraio

Salernitana-Spezia 2-2: 4′, 16′ Verdi, 12′ rig. Manaj, 30′ rig. Verde

LA CLASSIFICA:
# Squadra PG V P S GF GC DG Pts.
1 Inter 23 16 5 2 54 19 +35 53
2 SSC Napoli 24 16 4 4 45 16 +29 52
3 AC Milan 24 16 4 4 49 26 +23 52
4 Juventus 24 13 6 5 36 21 +15 45
5 Atalanta 23 12 7 4 45 28 +17 43
6 Lazio 24 11 6 7 49 39 +10 39
7 Roma 24 12 3 9 40 30 +10 39
8 Fiorentina 23 11 3 9 41 33 +8 36
9 Verona 24 9 6 9 43 40 +3 33
10 Torino 23 9 5 9 30 23 +7 32
11 Empoli 24 8 6 10 37 47 -10 30
12 Sassuolo 24 7 8 9 39 42 -3 29
13 Bologna 23 8 4 11 29 37 -8 28
14 Udinese 23 6 9 8 33 36 -3 27
15 Spezia 24 7 5 12 26 44 -18 26
16 Sampdoria 24 6 5 13 33 41 -8 23
17 Cagliari 24 4 8 12 24 45 -21 20
18 Venezia 23 4 6 13 20 42 -22 18
19 Genoa 24 1 11 12 20 45 -25 14
20 Salernitana 23 3 3 17 16 55 -39 11



Avanti col minimo sforzo: l’Atalanta supera il Venezia e vola ai quarti di Coppa Italia

COPPA ITALIA, OTTAVI DI FINALE

ATALANTA-VENEZIA 2-0: MURIEL-MAEHLE, LA DEA VA AI QUARTI

Bergamo: bene così, nonostante qualche brivido. 2-0 per la Dea sul Venezia e nerazzurri che vanno ai quarti di coppa Italia confermando come società e squadra tengano parecchio a questa competizione dopo averne disputato due finali nelle ultime tre edizioni. Tra squalifiche e assenze per Covid formazione obbligata per il Gasp che però la sblocca subito con Muriel, contiene bene un Venezia che nella ripresa si fa più pericoloso ma senza però riuscir a segnare, cosa che invece riesce a Maehle in contropiede nel finale chiudendo i conti e mettendo in ghiaccio la qualificazione.

UOMINI CONTATI: tra positivi al Covid e squalificati, il Gasp ha davvero gli uomini contati. Spazio quindi in difesa al baby Scalvini mentre sulle fasce ci sono Hateboer e Pezzella mentre davanti con Muriel agiscono a supporto Pessina e Miranchuk. Nel Venezia mister Zanetti cambia tra i pali dove gioca Lezzerini, c’è l’ex Caldara dietro e davanti ci sono Crnigoi, Johnsen ed Okereke.

MURIEL MANDA SUBITO AVANTI LA DEA: non c’è il pienone allo Stadium complice anche l’orario non certo agevole per chi ha impegni di lavoro, ma i pochi presenti si fanno sentire a sostegno della Dea che inizia su ritmi blandi ma, al primo affondo passa all’undicesimo: Muriel servito da Freuler stoppa tra il petto e il braccio e poi mette in rete. Il Var ci impiega qualche minuto ad analizzare l’azione ma poi l’arbitro concede il gol che vale l’1-0 della Dea.

KOOP SFIORA IL BIS: TRAVERSA!: nerazzurri vicini al bis a ridosso del ventesimo quando Muriel di tacco serve Pezzella , il suo destro è deviato di pugno da Lezzerini. Non grandissime le emozioni in questo match, ma nel finale è ancora la squadra del Gasp a sfiorare il bis al quarantadue sul cross dalla fascia sinistra di Hateboer, salta Koopmeiners e il suo colpo di testa batte sulla parte alta della traversa e si spegne sul fondo. Ultima emozione di un primo tempo che si chiude con l’Atalanta in vantaggio dopo un minuto di recupero.

RIPRESA, OSPITI PERICOLOSI: nella ripresa, al secondo Hateboer si divora il raddoppio dopo esser fuggito via sulla fascia ma con conclusione da dimenticare. Al quinti invece il Venezia segna con un bel tiro da fuori di Crnigoj che supera, ma il gol viene annullato per posizione irregolare di Henry che era sulla traiettoria della palla: pericolo scampato per i nerazzurri. Al settimo ancora gli ospiti con un cross tagliato di Crnigoj, Henry la gira in porta salva Musso in calcio d’angolo.

MUSSO CHE BRIVIDO!: poi l’Atalanta risponde con Pezzella, che centra in pieno il palo concludendo in area lagunare e sfiorando il bis. Il Gasp cambia, prima entra Scalvini per De Roon, poi Pasalic e Maehle per Muriel e Pezzella. Musso rischia di combinarla davvero grossa al ventitre quando sbaglia il controllo con i piedi su un retropassaggio ne approfitta Henry che calcia a rete ma Musso stesso si riscatta dall’errore salvando con un colpo di reni.

MAEHLE LA CHIUDE NEL FINALE: il Venezia prova il tutto per tutto nel finale e l’Atalanta pare destinata ad un finale di sofferenza, invece ci pensa proprio il neo entrato Maehle a chiudere i conti quando gli ospiti sbagliano un disimpegno in maniera abbastanza clamorosa e parte il contropiede dei nerazzurri, Pasalic apre proprio per il danese che mette al sicuro il risultato e bissa il gol trovato domenica ad Udine. 2-0 per la Dea, risultato che non cambierà più nemmeno dopo i tre minuti di recupero concessi dal direttore di gara. L’Atalanta vola ai quarti dove se la vedrà contro la vincente di Napoli-Fiorentina che si disputerà domani. Buona la prima di questa nuova avventura di coppa per i nerazzurri!




Atalanta-Juventus 1-2: La Coppa Italia rimane una chimera

Per Gasperini la Dea o vince o impara, ma è dura recepire qualcosa pochi secondi dopo la fine di un’altra finale di Coppa Italia persa. La seconda in tre anni, vero, un obiettivo non prefissato e quindi non si può assolutamente parlare di fallimento (altrettanto vero e indiscutibile), ma penso che tifosi e lo stesso Gasp si siano un po’ rotti di non concretizzare proprio sul più bello.

La ciliegina sulla torta ancora una volta la dobbiamo lasciare in frigorifero, ma anche senza quel tocco in più di classe, la torta rimane dolce.

Alla fine Chiellini& company hanno fermato quella che ritengono una favola, ma che il resto d’Italia e d’Europa reputa una realtà consolidata.

Non siamo una favola, anche perché nelle favole il lieto fine deve esserci sempre, mentre noi siamo andati sempre incontro a finali horror.

L’abbiamo chiamata sfortuna e scippo dopo la finale dell’Olimpico del 2019, ma il computo più ampio di ben 4 finali perse su 5 disputate al sottoscritto richiama le sembianze di una chimera, di quel mostro mitologico quasi impossibile da battere, quasi irraggiungibile da comprendere e affrontare.

Ho appositamente scritto “quasi” perché nella mitologia il mostro alla fine è stato sconfitto, con il solito coraggio dell’eroe e quel pizzico di fortuna che a noi pare esserci avversa in queste notte maledette.

Atalanta-Juventus 1-2: chimera e colpe nerazzurre

Non solo questo, certo. Aldilà degli episodi netti del primo tempo che avrebbero potuto indirizzare il match su una strada diversa, perché se è vero che non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta, beh nel secondo tempo ci è venuto il braccino corto del tennista, con conseguente rassegnazione. E forse è quest’ultimo dettaglio che rimane inspiegabile.

Una rassegnazione frutto di chissà cosa, dato che c’erano tutte le premesse per giocare un secondo tempo sfavillante e storico. Il giorno dopo è più facile fare ipotesi: dal cambio sbagliato di Malinovskyi, alla confusione tattica del Gasp, passando per l’incapacità della Dea di non sapere reggere la pressione quando in palio c’è qualcosa di concreto. La Dea della corsa che per tutta la gara non sente la fatica, ma che all’ultimo metro non ha più benzina e vede il traguardo allontanarsi. Un paradosso che per l’appunto è per definizione irrazionale, inconcepibile, ma che purtroppo esiste ed è divenuto una certezza.

Forse un pur pur rid di coincidenze e maledizioni che l’Atalanta ha ereditato proprio dal suo condottiero, alla sua terza finale persa (Supercoppa con l’Inter nel 2011 e le 2 con l’Atalanta), e che per primo si è chiesto “Davvero più di questo non potrò mai fare?”.

Ci sarà tempo per le recriminazioni, pensieri, studio e analisi degli errori, ma l’incubo vissuto al Mapei non cancella il sogno un giorno di poter passare dalla teoria alla pratica.

Come Gianni Morandi nella sua canzone, anche noi speriamo in cuor nostro che non si tratti di una chimera, e ci tocca per il momento contare i giorni che ci separano dal coronamento di un sogno che Gasperini in primis, poi i giocatori e un’intera città meriterebbero di vederlo trasformato in realtà.