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Real-Atalanta: all’università del calcio o si vince o si impara

REAL-ATALANTA/ Come ha sempre detto Gasp, l’Atalanta o vince o impara, e purtroppo contro il Real Madrid ha dovuto prendere più appunti del previsto.

Anche un maestro come Gasp all’università della Champions non può che sedersi e assimilare ogni singola giocata, perché spesso la teoria applicata alla pratica non basta.

La Dea ha giocato sotto i suoi standard, e sicuramente i dettagli a questi livelli fanno la decisamente la differenza, e già il fatto di poter recriminare su qualche episodio evidenzia la caratura europea acquisita dai nerazzurri.

Real-Atalanta: il rettore e la studentessa

L’Atalanta in questi due anni universitari tra lezioni subite e quelle impartite ha mostrato una crescita esponenziale, un ruolino di marcia degno della studentessa più precoce e brillante, non solo del suo corso.

Se la sconfitta con il PSG poteva rappresentare una simulazione di laurea con controindicazioni, la doppia sfida con il Real ha rappresentato un colloquio diretto con il rettore dell’Ateneo Champions.

Anche per una squadra dalla forte mentalità europea come la Dea il confronto con chi da anni esercita il suo potere con esperienza e qualità illimitate (per fortuna quindi non solo un potere politico) pesava come un macigno a livello psico-fisico, e mi sarei stupito del contrario.

Il Real conosce come le sue tasche la competizione, e già la sicurezza surreale in entrambi  i match ha fatto la differenza. Se poi hai come alleati altri professori del calibro di Ramos, Kroos, Modric e Benzema a darti man forte, lo scontro si palesa impari in partenza.

Tuttavia, l’Atalanta ha sempre dimostrato di non guardare alla carta, ma di volersi affidare alle proprie capacità, e spesso Gasp ha avuto ragione, ma forse contro i galacticos qualcosa non è andato nel verso giusto.

Diario degli errori

Cercare possibili errori tattici/tecnici dopo un’eliminazione oggettivamente giusta potrebbe sembrare superficiale, ma qui non si tratta di critica, ma di imparare dai propri errori, e se la lezione te  la impartisce il rettore in persona, si prende nota con diligenza.

Tre gol frutto di errori individuali che non ridimensionano il lavoro di Gasperini. Tuttavia, l’assenza di Freuler ha spinto Gasperini a dare maggiore copertura a centrocampo. Scelta accorata e giustificata dalla presenza di un certo Kroos e Modric, ma  con un passivo di un gol da recuperare, forse l’azzardo di un Zapata subito poteva sovvertire l’ordine delle cose.

Insomma, coi “se” e coi “ma” la storia non si fa, e il day after siamo tutti buoni a vestire i panni dell’allenatore, ma poco a cogliere il bello nella “tragedia” sportiva. La Dea ha imparato a sognare in grande, e noi continueremo a sognare insieme a lei.




Le pagelle di Real Madrid-Atalanta

ZAPATA ENTRA TARDI, MURIEL SEGNA UN BEL GOL

Pagelle non certo delle migliori questa sera, ma va riconosciuto impegno e cuore dei nostri ragazzi contro un avversario nettamente più forte. Purtroppo l’errore di Sportiello pesa, ma probabilmente si sarebbe perso lo stesso; bene Zapata con il suo ingresso in campo, meno bene Ilicic che perde il pallone che avvia l’azione del raddoppio del Real.

LE PAGELLE:

ALL.: GASPERINI 6: se la gioca con le armi a disposizione, ma la sensazione comunque è che stasera ai suoi manchi quel qualcosa in più per provare almeno a dar maggior fastidio ad un Real che gioca “da Atalanta” aspettando e poi colpendo la Dea al primo errore. Peccato, ma ci sarà occasione per rifarsi tuffandosi ora nel finale di stagione tra campionato e finale di Coppa Italia.

SPORTIELLO 5: dispiace davvero, ma va anche detto che (probabilmente) senza il suo errore probabilmente la Dea avrebbe comunque perso questa partita alla distanza. Certo lui agevola il compito ai padroni di casa con quel rinvio sbilenco che finisce sui piedi sbagliati: e con il Real queste leggerezze non te le puoi permettere o sono dolori…

TOLOI 5.5: partita complicata anche per lui, è poi anche protagonista dell’episodio del calcio di rigore che spiana definitivamente la strada al Real (PALOMINO s.v.: entra negli ultimi momenti del match).

ROMERO 6: tiene bene botta per buona parte del primo tempo, nella ripresa un po’ in affanno anche lui ma prova tutto sommato sufficiente la sua.

DJIMSITI 6: gara non facile, ma anche lui riesce comunque a strappare la sufficienza.

MAEHLE 5.5: va spesso in difficoltà quando deve coprire, per il resto è meno preciso rispetto ad altre occasioni.

DE ROON 6: dura anche per lui oggi, ma nonostante tutto non sfigura di fronte ad avversari decisamente superiori.

PESSINA 6: in un ruolo non certo più consono a lui, fa più fatica del solito ma ha anche una discreta opportunità nella ripresa. (CALDARA s.v.: dentro negli ultimi istanti di gara).

GOSENS 5.5: più occupato a contenere che proporre oggi, si vede pochino e nella ripresa è costretto ad uscire per un guaio muscolare. Speriamo non sia nulla di grave (ILICIC 5: ahimè si presenta con un errato passaggio dopo pochi minuti dal suo ingresso che spiana la strada al raddoppio Blancos. Non bene).

PASALIC 5: più palloni persi che giocate interessanti. Non bene. (ZAPATA 6.5: ottimo impatto sul match, ha due ottime occasioni che però il portiere di casa salva con altrettante ottime parate. Peccato).

MALINOVSKYI 6: a ritmo un po’ alternato ma comunque merita la sufficienza. Qualche pallone perso di troppo ma anche qualche buona iniziativa che non lo fanno sfigurare.

MURIEL 6.5: il gol che vale un pezzetto di storia almeno lui lo segna. Bellissima la punizione che firma il momentaneo 2-1; peccato venga fermato lanciato a rete al fischio finale del primo tempo (MIRANCHUK s.v.: vale quanto detto per Caldara. Ingiudicabile).




ATALANTA A RISPARMIO ENERGETICO, MA CINICA: A MADRID NESSUNA PASSEGGIATA

All’Atalanta bastano le poche occasioni giuste per vincere contro uno Spezia mai domo, ma alla lunga inferiore ai nerazzurri.  La Dea soprattutto nel primo tempo corricchia, si innervosisce e crea il nulla in attacco, salvo poi cambiare rotta nel secondo tempo.

Basta alzare leggermente il ritmo contro uno Spezia senza benzina al 50’ per portare a casa 3 punti importantissimi (come tutti del resto), ma che con la spada di Damocle del Real Madrid sicuramente pesavano più del dovuto.

Una gara tutto sommato controllata e vinta senza troppi affanni, diversa dalle prestazioni ad alta intensità e aggressività a cui siamo soliti assistere, ma se una squadra si definisce matura quando sa vincere in tutti i modi, anche soffrendo  on non esprimendo il suo miglior calcio, allora la dea contro gli aquilotti ha decisamente passato l’esame .

Una partita a due facce che a qualcuno avrà fatto storcere il naso in ottica Real Madrid, e che ora si chiede “Quale Atalanta aspettarsi in Champions?”. Gasperini nel postpartita ha risposto che la Dea come sempre ci proverà, non si snaturerà e soprattutto non ha intenzione di fare una passeggiata.

E guardando alle ultime trasferte in Champions, i numeri sono da squadra che corre, più che da turista per caso.

TOURNEÈ DA TOP CLUB

La Dea è solo al suo secondo anno in Champions, ma quest’anno il trend fuori da Bergamo è decisamente da veterana della competizione.

Le tre vittorie nel girone sono arrivate  a Liverpool(0-2), ad Amsterdam (0-1) e sul campo del Midtjylland (0-4) chiaro segno di come i nerazzurri reggano benissimo psicologicamente lo status e le tradizioni calcistiche dei club avversari.

7 gol all’attivo e soprattutto 0 subiti,  tra assenze e situazioni che hanno in parte “aiutato” la Dea nel loro cammino, ma che non minimizzano assolutamente la voglia di stupire e regalare emozioni al pubblico atalantino.

Un ruolino di marcia da “invicible”, ma prima che qualche superstizioso mi attacchi di superbia,  voglio subito dire che con il Real sarà tutto diverso e la sola corsa non basterà, ma di questo ne riparleremo.

Una cosa è certa, la banda Gasperini vuole suonare la propria musica anche a Valdebebas, e continuare a non porre limiti alla sua antonomasica corsa.




Le pagelle di Atalanta-Real Madrid

Romero insuperabile, Ilicic ma cosa combini?

Una partita che lascia da una parte amarezza, ma dall’altra la consapevolezza di potercela giocare a Madrid, specie se la difesa si dimostrerà attenta ed ordinata come questa sera, guidata da un Romero superlativo e se davanti si riesce ad essere più concreti. Date tutte le attenuanti del caso a Zapata (uscito infortunato) e Muriel, l’ingresso di Ilicic non è piaciuto al mister al punto tale di doverlo cambiare a cinque dalla fine: molto molto male.

LE PAGELLE:

ALL.: GASPERINI 7: alla fine se la gioca nel migliore dei modi, e per poco riesce quasi nell’impresa di strappare uno 0-0 in inferiorità numerica che sarebbe stato oro colato. L’1-0 è comunque un risultato che tiene vivo il discorso qualificazione. Certo, fa un po’ ridere pensare di dover vincere a Madrid, ma perchè non provarci?

GOLLINI 6.5: attento su una conclusione a fine primo tempo respinta da due passi, poi quasi inoperoso fino al gol di Mendy.

TOLOI 7: partita praticamente perfetta. Spesso lanciato anche in avanti ma con poche armi a disposizione della Dea per colpire stasera.

ROMERO 8: altra partita MOSTRUOSA per lui. Mette il bavaglio un po’ a tutti, non concede praticamente nulla alle bocche da fuoco del Madrid. Bravissimo!

DJIMISITI 7: anche per lui solo applausi. Una partita di grande sacrificio per la squadra. Bravo.

MAEHLE 7: li in fascia ormai prendendo sempre più confidenza nel ruolo e lo dimostra anche al cospetto di un avversario di assoluto valore. Molto bene!

DE ROON 6.5: una prova di quantità e sacrificio in mezzo specie dopo l’espulsione del suo alter-ego Freuler.

FREULER s.v.: come poter valutare la sua prova? Espulso dopo un quarto d’ora per un fallo che, visto e rivisto, ancora ora non ci spieghiamo come possa esser stato valutato da cartellino rosso. Fallo si, ammonizione anche, ma punire un fallo del genere con una esplulsione significa solo una cosa: rovinare una partita che si annunciava bellissima.

GOSENS 7: che bravo anche lui, lotta su ogni pallone e non si tira mai indietro. Un vero peccato si sia dovuto poi limitare a compiti più difensivi che offensivi.

PESSINA 6.5: buona anche la sua gara, perde un po’ di giri nel secondo tempo ma complessivamente resta sempre sul pezzo.

MURIEL 5.5: generoso come sempre, ma quando i piani tattici cambiano e Zapata è costretto ad uscire non trova modo di potersi rendere pericoloso. (ILICIC 4.5: entra e riesce nella grande impresa di far arrabbiare il Gasp a tal punto che lo sostituirà a cinque dalla fine; MALINOVSKYI s.v.: sfortunato, entra e poco dopo il Real trova il gol).

ZAPATA 5.5: sfortunato, resta subito isolato e poi si fa anche male. Che sfortuna, speriamo non sia nulla di male. (PASALIC 6: messo in mezzo al campo svolge il suo compitino e poco altro).




Con l’uomo in meno per oltre un’ora, cede solo nel finale: eroica Atalanta, battuta 1-0 ma non ancora sconfitta!

CHAMPIONS LEAGUE ANDATA OTTAVI DI FINALE

ATALANTA-REAL MADRID 0-1: MENDY NEL FINALE STENDE UNA DEA IN DIECI DAL QUARTO D’ORA

Che rabbia! Quasi una partita intera disputata in inferiorità numerica per una (a dir poco ingiusta) espulsione al quarto d’ora di gioco, una eroica resistenza contro una delle squadre più forti al mondo e poi, ecco la beffa a quattro dalla fine. Il primo round degli ottavi di Champions va al Real, che vince a Bergamo grazie alla rete di Mendy nel finale e così parte decisamente avvantaggiato in vista del ritorno di Madrid a metà marzo: favorito si, ma contro questa Atalanta mai dire mai. I ragazzi del Gasp non hanno, di fatto, avuto modo di poter dire la loro per via di quell’espulsione di Freuler a dir poco severa che ha costretto a cambiare completamente i piani di gioco al tecnico nerazzurro ed ai suoi in campo. Ne è comunque uscita una gara ordinata e difensiva di una Atalanta che ha purtroppo dovuto arrendersi solo alla prodezza del singolo ma che al ritorno sarà sicuramente pronta a dare battaglia.

Bergamo: una serata meravigliosa per Bergamo, l’Atalanta e la sua gente: la sfida della Dea al Real Madrid in questo incredibile ottavo di finale di Champions League è una festa per tutta la città ed i suoi tifosi che, costretti a casa, cercheranno lo stesso di far sentire la propria vicinanza ai propri beniamini. Atalanta-Real è anche la sintesi esatta di come, talvolta, i sogni possono diventare realtà per una squadra che, fino qualche annetto fa, poteva solamente immaginare questa sfida alla Playstation nei videogame; invece, questa sera, è tutto vero.

FORMAZIONE CONFERMATA: mister Gasperini conferma in toto la squadra che ha battuto domenica il Napoli con Zapata e Muriel davanti assistiti da Pessina e con Maehle sulla fascia con Gosens dalla parte opposta e Romero a guidare la difesa. Nel Real, Zidane davanti propone Isco insieme ad Asensio ed il giovane Vinicius mentre in mezzo ci sono nomi da paura come Modrid e Kroos con tra i pali Courtois.

FREULER ESPULSO, DECISIONE INSPIEGABILE: viene osservato un minuto di silenzio prima dell’inizio del match per ricordare la tragica scomparsa dell’ex primavera nerazzurro Willy Ta Bi che un brutto male si è portato via a soli ventun anni poi il match può iniziare con l’equilibrio a regnare sovrano e le due squadre che si studiano reciprocamente. Al quindicesimo però c’è subito un episodio abbastanza incredibile nel match: Freuler mette giù Mendy al limite dell’area, l’arbitro estrae il cartellino rosso diretto tra la sorpresa generale: il fallo pare essrci, ma l’espulsione sembra proprio esagerata.

PARTITA COMUNQUE EQUILIBRATA: nonostante l’uomo in meno, i ragazzi del Gasp non si scompongono e provano a ribattere colpo su colpo agli spagnoli:  al ventunesimo Maehle spreca bella azione corale. Alla mezz’ora c’è un’altra tegola per il tecnico nerazzurro quando Zapata zoppica, e quindi la Dea è costretta al cambio che vede Pasalic entrare in campo al suo posto. Nel finale ecco il Real farsi vedere al trentanove con Isco che si libera in area il suo tiro è deviato in angolo, poi un minuto dopo Vinicius conclude alto dalla distanza. L’Atalanta risponde con Muriel dal limite ma il suo tiro rasoterra finisce fuori di poco; ultimo acuto però è di marca ospite con Gollini che salva su colpo di testa ravvicinato in occasione di un corner per un primo tempo che va così in archivio dopo tre di recupero e col risultato fermo sullo 0-0.

RIPRESA, BRIVIDO-MODRIC: si riparte dopo l’intervallo ed al terzo minuto il Real è pericolosissimo con una conclusione di Modric, deviata da Maehle che sfila sul fondo di un niente con Gollini immobile. Al decimo ecco Ilicic pronto ad entrare con un sin qui generosissimo ma poco servito Muriel che gli lascia il posto in campo.

MENDY LA SBLOCCA A QUATTRO DALLA FINE: gli ospiti mantengono costantemente l’iniziativa ma l’Atalanta è brava a contenere le offensive dei Blancos e tentar anche qualche timida iniziativa in ripartenza affidandosi a qualche lampo di Ilicic. La squadra del Gasp resiste quasi clamorosamente senza troppi affanni sino a cinque dalla fine: il tempo di inserire Malinovskyi per un Ilicic che non è per niente piaciuto al mister e Palomino per Maehle che, ecco, il Real pescare il jolly all’improvviso con Mendy, che da fuori con una conclusione precisa punisce i nerazzurri che sin li avevano eroicamente resistito.  

PRIMO ROUND A LORO, MA TUTTO E’ ANCORA POSSIBILE: dal gol ospite al fischio finale manca davvero poco e l’Atalanta non ha più le energie necessarie per provare almeno il guizzo per tentare di creare qualche situazione pericolosa in area spagnola. Così i tre minuti di recupero non regaleranno altre emozioni di un match che vede imporsi gli ospiti nel primo round di una partita in cui il vero protagonista probabilmente non giocava in nessuna delle due squadre in campo stasera. L’Atalanta cede il passo ad un Real che ha dovuto davvero sudarsi una vittoria ottenuta sui titoli di coda e con un avversario in dieci dopo un quarto d’ora di gara. La Dea esce sconfitta dal campo, ma con la consapevolezza di poter ancora dire la sua nella gara di ritorno prevista a Madrid a metà marzo. Chi crede che sia già finita non conosce bene i nostri ragazzi, che stasera meritano solo applausi.

IL TABELLINO:

ATALANTA-REAL MADRID 0-1 (primo tempo 0-0)

RETE: 43′ s.t. Mendy

ATALANTA (3-4-1-2): Gollini; Toloi, Romero, Djimsiti; Maehle (41′ st Palomino), De Roon, Freuler, Gosens; Pessina; Muriel (11′ st Ilicic, 42′ st Malinovskyi), Zapata (31′ st Pasalic) – A disposizione: Rossi, Sportiello, Palomino, Sutalo, Lammers, Caldara, Ruggeri, Miranchuk. Allenatore: Gasperini

REAL MADRID (4-3-3): Courtois; Vazquez, Varane, Nacho, Mendy; Casemiro, Kroos, Modric; Vinicius (14′ st Mariano Diaz), Isco (32′ st Hugo Duro), Asensio (31′ st Arribas) – A disposizione: Lunin, Altube, Blanco, Chust, Gutierrez – Allenatore: Zidane

ARBITRO: Stieler (Ger)

NOTE: match disputato a porte chiuse – espulso Freuler (A) al 17′ pt. – ammoniti: Gosens (A); Casemiro, Mendy (R) – recuperi: 3′ p.t. e 3′ s.t.




Atalanta non è uno scherzo, c’è il Real Madrid stasera a Bergamo: scriviamo insieme una nuova pagina di storia!

BERGAMO, ORE 21: UNA SFIDA GALATTICA!

LA FAVOLA DELLA DEA SFIDA I GIGANTI SPAGNOLI

Che emozione! Il gran giorno è finalmente arrivato e l’Atalanta è pronta a vivere insieme ai suoi tifosi un’altra serata di quelle che, comunque vada, sarà sicuramente indimenticabile: si alza il sipario sugli ottavi di Champions League e per i nerazzurri ecco arrivare a Bergamo il Real Madrid di Zidane. La squadra spagnola, tra le più titolate al mondo è questa sera ospite del Gewiss Stadium dove Zapata e compagni cercheranno l’impresa storica nel primo del doppio incontro con gli spagnoli che mette in palio il pass per i quarti di Champions. Una partita che certamente si annuncia molto complicata per i nerazzurri nonostante le tante assenze tra i Blancos ma che mister Gasperini proverà a preparar al meglio per cercare di tendere una trappola giusta agli spagnoli e provar a tener aperto il discorso-qualificazione in vista del ritorno a Madrid di metà marzo.

VIVI IN DIRETTA CON NOI LA FANTASTICA SFIDA DI QUESTA SERA TRA LA DEA E IL REAL A PARTIRE DALLE 21 SEGUENDO IL MATCH IN DIRETTA SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK

GLI ULTIMI DUBBI DEL GASP: il tecnico nerazzurro Gasperini va verso la conferma dell’undici che ha vinto domenica con il Napoli. Davanti quindi ci sono Muriel e Zapata con Pessina a loro supporto mentre sulle fasce spazio a Gosens e Maehle (vista l’indisponibilità di Hateboer). Dietro c’è Romero al centro della difesa.

LE PROBABILI FORMAZIONI:

ATALANTA (3-4-1-2): Gollini; Toloi, Romero, Djimsiti; Maehle, De Roon, Freuler, Gosens; Pessina; Muriel, D. Zapata – All.: Gasperini

REAL MADRID (4-3-3): Courtois; Vazquez, Varane, Nacho, Mendy; Modric, Casemiro, Kroos; Asensio, Mariano, Vinicius Junior – All.: Zidane




Atalanta-Real Madrid: meno galacticos e più umani: ecco perché crederci

Come fatto capire dallo stesso allenatore dell’Atalanta Gasperini, il Napoli servirà a scacciare il pensiero fisso della Champions che a questo giro di posta assume le sembianze del Real Madrid.

Sarà pure demagogico e poco originale, ma è proprio vero che dagli ottavi il gap si incomincia ad assottigliare, perché rientrare tra le 16 squadre più forti d’Europa non è questione di fortuna, ma di bravura e talento.

Ciononostante, ci si affida sempre al sorteggio random della Dea bendata, che in rare occasione a questi livelli offre avversarie abbordabili, e quindi vale sempre l’adagio “tanto prima o poi bisogna affrontarle tutte se si vuole arrivare in fondo”.

Il Real Madrid era tra le avversarie più temibili che l’Atalanta potesse incontrare, ma se fino a gennaio bastava citare la storia e il blasone dei blancos per far assumere contorni apocalittici alla doppia sfida di Champions, ora la situazione è decisamente più ottimistica. L’ottimista vede sempre un’opportunità nel pericoloso, il pessimista invece un pericolo in ogni opportunità. Per fortuna Gasperini ha sempre voluto cogliere la prima parte di questa celebre frase di Churchill, senza mai fare voli pindarici. Ecco perché la Dea deve crederci ora più che mai all’impresa, ma stare sempre attenta alle insidie.

Real: punti deboli e di forza dei blancos

INFORTUNI E RIVOLUZIONE- Sicuramente il fattore “infortuni” contribuisce ad alimentare il 90% dell’ottimismo. Senza capitan Ramos, Benzema, Marcelo e Carvajal (giusto per citarne 4 out) il gap tra i nerazzurri e la squadra spagnola si assottiglia di molto. Da tempo la panchina di Zidane scricchiola, dati gli alti e bassi visti in stagione e l’allontanarsi di obiettivi ritenute delle formalità gli anni passati, quando però c’era un certo CR7 a risolvere la situazione.

Già, da quando il fenomeno portoghese ha lasciato Madrid, i galacticos hanno perso quell’aura di invincibilità e invulnerabilità di cui godevano , lasciando spazio al nuovo che avanza per una rivoluzione che però al momento mostra più ombre che luci. I giovani Vinicius, Mariano Diaz, Valverde e Lucas Vasquez sono in rampa di lancio, ma ancora sembra pesare la pesante eredità dei campioni del passato.

ESPERIENZA Nonostante le ombre sul futuro e la spada di Damocle degli infortuni, il Real in Liga tiene comunque botta al secondo posto ed è ancora in Champions, la vera seconda casa delle merengues. La storia parla da sola: 13 Champions League che le conferiscono lo status di squadra più blasonata del mondo.

Un’esperienza centenaria ad alti livelli che sicuramente possono avvantaggiare sulla carta la squadra di Zidane. Dall’università del calcio, come definita da Percassi, si passa direttamente al rettore maximo della competizione, vicino forse al pensionamento ma che sicuramente per status e storia venderà cara la pelle all’orso nerazzurro.

Real in piena emergenza, ma i numeri sembrano non confermare questo momento di flessione dei blancos: quattro vittorie consecutive in campionato, a meno 3 dalla capolista Atletico Madrid e solo un gol incassato nel mese di febbraio, al netto delle 7 reti rifilate rispettivamente a Huesca, Valencia, Getafe e Valladolid. In Liga sono 42 le reti siglate, contro le 19 incassate in 22 giornate.

Atalanta-Real: centrocampo al top

Traduzione, il Real segna poco, ma anche in emergenza incassa poco. I blancos stanno mostrando una compattezza e un cinismo degne della grande squadra. I numeri spesso lasciano il tempo che trovano, ma è sempre meglio darci un’occhiata piuttosto che ignorarli bellamente.

Merito di questa solidità e continuità di risultati ritrovata a ridosso della Champions sicuramente è da attribuire al centro nevralgico delle merengues composto dal trio delle meraviglie Modric-Kroos-Casemiro, al momento  i soli 3 big sfuggiti alla maledizione degli infortuni.

Il croato Pallone d’oro nel 2019, il tedesco stabilmente nella top 5 dei centrocampisti più forti d’Europa da anni e il brasiliano jolly inamovibile anche della nazionale carioca.

Come in ogni grande sfida di cartello, i punti di forza e di debolezza del nemico servono a dare un’idea di ciò che si dovrà affrontare poi sul campo. L’Atalanta da due anni in questa speciale università sta dimostrando di essere tra le studentesse più brillante, e chissà che possa continuare a bruciare le tappe per una laurea da record.