Atalanta, una Pasqua da sogno: una super-Dea stravince 3-0 a Napoli

SERIE A, TRENTESIMA GIORNATA

NAPOLI-ATALANTA 0-3: MIRA APRE, KOOP CHIUDE IL TRIS

Napoli: l’Atalanta batte tre colpi importantissimi in chiave europea, espugna il Maradona 3-0 e mortifica un Napoli irriconoscibile ed in balia dei ragazzi del Gasp che, di fatto, disputano la partita perfetta. È mancato in tutto il Napoli, ma il merito è di un’ottima Atalanta, al quale è sembrato non servire neanche un supplemento di energie per passare sopra le macerie dei partenopei e si rilancia per la Champions con i gol Miranchuk, Scamacca nel primo tempo e il sigillo di Koopmeiners nel finale: Bologna e Roma sono chiamate a rispondere, ma la Dea sembra essere pronta per lo sprint di primavera.

GASP CON SCAMACCA-MIRANCHUK: il Gasp la mette sulla fisicità con Hateboer in campo per Holm e in difesa Hien appiccicato ad Oshimen con davanti Miranchuk e Scamacca supportati da Pasalic. Nel Napoli invece mister Calzona punta davanti su Oshimen, Raspadori e Traore mentre Zielinski parte dalla panchina.

MIRANCHUK PRIMA PALO POI IL GOL: pronti, via e l’Atalanta domina fisicamente e con qualità e dopo appena due minuti Miranchuk in ripartenza centra il palo e per gli azzurri scatta subito il campanello d’allarme. La Dea controlla bene il lungo possesso palla dei campioni d’Italia e passa al ventisei con Miranchuk, libero e solo a due passi dalla porta, lesto a girare in rete un tocco di tacco di Pasalic dopo una azione confusa e in mezzo alle proteste napoletane per una spinta di Scamacca su Rrahmani.

SCAMACCA RADDOPPIA: il Napoli si vede solo con un colpo di testa debole di Osimhen che non impensierisce Carnesecchi, il resto è monologo bergamasco nella prima frazione di gara: Meret salva due volte in uscita, prima su Pasalic e poi su Kolasinac, ma nulla può quando all’ultima azione del primo tempo Scamacca ruba palla a Juan Jesus in uscita, fa sponda con Miranchuk e poi da fuori lo fulmina in diagonale per il raddoppio Atalanta che mette la partita sempre più sui binari voluti da Gasp.

SARACINESCA-CARNESECCHI: in avvio di ripresa il Napoli prova a rientrare in partita: Zielinski appena entrato avrebbe subito l’occasione di riaprire il match ma tarda nella battuta a rete. Lo stesso Zielinski al nono coglie il palo al volo di sinistro e sul prosieguo dell’azione Osimhen devia tiro di Lobotka, con Carnesecchi bravo a ritrovare il tempo e a mandare sul palo prima che Scalvini in scivolata riesca a liberare l’area.

KOOP FIRMA IL TRIS NEL FINALE: il Napoli prova a riaprir la gara in ogni modo lasciando però all’Atalanta praterie per poter far male ancora. Alla mezz’ora, proprio da una ripartenza organizzata da Koopmeiners, Lookman ricama per Miranchuk che trova prontissimo Meret al tuffo provvidenziale. Dall’altra parte Simeone appena entrato imbuca bene per Osimhen, ma Carnesecchi salva di piede. E poco dopo è ancora il riflesso del portiere nerazzurro a fermare la volée potente di Osimhen. Ma l’Atalanta si evita un finale rischioso grazie a Koopmeiners che entra e segna a due dal novantesimo il gol del 3-0 atalantino con una bella giocata dopo l’assist di un altro neo entrato, Ruggeri. Per il Napoli è notte fonda, l’Atalanta invece si rilancia prepotentemente per un posto Champions in quella sorta di minitorneo con Roma e Bologna dal quale la Dea vuole uscire vincitrice. Da qui a maggio tra campionato e coppe ne vedremo delle belle.




Le pagelle di Atalanta-Sporting L.

ALL.: GASPERINI 8: una ripresa super per prendersi con merito una qualificazione ampiamente meritata nei due confronti con i portoghesi.

MUSSO 6.5: due parate importanti che valgono come due gol. Bene.

DJIMSITI 6.5: instancabile, viene sorpreso in occasione del gol ospite, ma poi ha modo di riscattarsi.

HIEN 7: si francobolla su Gyökeres e non gli fa quasi mai veder palla per tutto il match. Bravo!

KOLASINAC 7: la solita prestazione super che da decisamente una grande mano ai suoi la dietro.

HOLM 7: primo tempo timido, seconda parte di gara decisamente in crescendo.

DE ROON 7: moto perpetuo in mezzo al campo. Una garanzia.

EDERSON 7: partenza lenta, poi alla distanza fa la differenza (KOOPMEINERS 6: dentro nell’ultimo spezzone di gara, non lascia molte tracce di se).

BAKKER 5: nota negativa di serata. Fuori giri per un tempo, sostituito nell’intervallo (ZAPPACOSTA 6.5: si cambia passo da quelle parti dopo il suo ingresso).

MIRANCHUK 6: fa vedere qualcosa di meglio nella ripresa, ma per il resto prova sufficiente e poco più (PASALIC 6: ultimo spezzone di gara per lui; svolge il compitino senza acuti).

LOOKMAN 7: fa e disfa per buona parte della gara ma si fa trovare pronto alla ribattuta in rete per quel gol che, segnato subito in avvio di ripresa, da il via alla rimonta (TOURE s.v.: entra nel finale)

SCAMACCA 7: sfiora subito il gol in avvio, poi fa a sportellate con mezza difesa dello Sporting ma alla fine è suo il gol della vittoria che vale i quarti di finale. Decisivo! (DE KETELEARE 6: piccolo spezzone di gara anche per lui. Sufficiente)




Le pagelle di Juventus-Atalanta

ALL.: GASPERINI 7: non era facile, invece ancora una volta si porta via punti dalla tana della Signora Bianconera. Partita di spessore e carattere, peccato per quell’inizio di ripresa che è costato i due gol incassati a cui però ha seguito una grande reazione, trascinata da un Koop devastante.

CARNESECCHI 6.5: ne prende due, ma appare sempre sicuro di se e salva almeno in un paio di occasioni la porta dei suoi. Bene.

SCALVINI 6.5: un’ora di gioco di buon livello, poi la flessione nella ripresa che porta al cambio (TOLOI 6: primo spezzone di partita degno di nota dopo diverso tempo. Non sfigura).

DJIMSITI 6.5: bellissimo l’assist che inventa in occasione dell’azione che spiana la strada a Koop per definitivo 2-2.

HIEN 6.5: oggi decisamente meglio che a Lisbona, tiene botta e gioca con carattere in mezzo alla difesa.

RUGGERI 6: qualche pallone di troppo perso in maniera leggera. Sufficiente (BAKKER s.v.: entra negli ultimi minuti di gara).

EDERSON 7: ennesima gran partita per lui. Uomo-ovunque la in mezzo: gran qualità.

PASALIC 7: suo l’assist al gol di Koop che vale l’1-0. Il resto è una partita di carattere e lotta. Bene.

ZAPPACOSTA 6: parte bene, poi fa un po’ più fatica nella ripresa, ma non sfigura (HATEBOER 6: entra e svolge con ordine il compitino).

KOOPMEINERS 8: la Juve lo vuole? Lui intanto gliene fa due e trascina i suoi alla conquista di un punto decisamente da non buttare. Oggi una spanna sopra tutti.

DE KETELEARE 5.5: polveri bagnate per Carletto. Parte bene, poi finisce per smarrirsi e, oltreutto, perde il pallone che da il via all’azione dell’1-1. (MIRANCHUK 6: gioca uno spezzone di gara. Sufficiente).

SCAMACCA 6.5: prosegue la sua fase di crescita dopo Lisbona: non segna ma si guadagna la punizione che vale il gol del vantaggio di Koop, sfiora la rete nella ripresa poi viene sostituito (LOOKMAN 5.5: si vede poco oggi, spreca i pochi palloni che gli capitano tra i piedi).




Aggrappata a Super-Koop, l’Atalanta spaventa la Juve e strappa un pari prezioso a Torino.

SERIE A, VENTOTTESIMA GIORNATA

JUVENTUS-ATALANTA 2-2: DOPPIO KOOP CONTRO LA SIGNORA

Torino: un punto pesante, per dimenticare il passo falso con il Bologna che è costato caro in termini di classifica. L’Atalamta mette paura alla Juventus costringendola al pari e venendo sorpassata dal Milan, ora secondo in classifica. Protagonista indiscusso della partita è Koopmeiners, che segna una doppietta ai bianconeri (un gol per tempo); nel mezzo la squadra di Allegri nella ripresa prima la pareggia con Cambiaso e poi prova a metter la freccia con Milik ma l’olandese atalantino li riprende subito nel giro di pochi minuti. Punto importante per la Dea che, oltre a conservare l’imbattibilità allo Stadium (non perde dal 2018), prosegue la corsa a un posto Champions: il quarto posto del Bologna dista 4 punti. 

CDK E SCAMACCA DAVANTI: per la sfida alla Juve il Gasp propone un attacco a due con CDK (che oggi compie gli anni) e Scamacca con Koop alle loro spalle mentre in mezzo c’è Ederson con Pasalic e in difesa riposa Kolasinac con Hien al suo posto. Tra i pali torna Carnesecchi. Nella Juve, senza lo squalificato Vlahovic, mister Allegri punta su Milik davanti insieme a Chiesa mentre sugli esterni ci sono Illing e cambiaso con Bremer al centro della difesa.

MATCH EQUILIBRATO, POCHE EMOZIONI: bella cornice di pubblico allo Stadium bianconero, ci sono circa duecento atalantini giunti da Bergamo a sostenere la Dea in questo importante match che comincia con il primo squillo dei padroni di casa con Chiesa che ci prova al quinto, palla alta. Al dodicesimo bravo Carnesecchi su una conclusione di Miretti a metterci i pugni ed evitare problemi. L’Atalanta attende i bianconeri, non sbanda e con ordine prova a ripartire per far male alla squadra di Allegri.

KOOP LA SBLOCCA CON UNA GRAN BOTTA DA FUORI: a dieci dalla fine Scamacca guadagna punizione dal vertice sinistro dell’area di rigore: è l’occasione giusta per i nerazzurri che passano in vantaggio con lo splendido schema: Pasalic serve Koopmeiners che la piazza nell’angolino firmando l’1-0 della Dea. La Juve accusa un po’ il colpo e non ha più la grinta iniziale mentre i ragazzi del Gasp sembrano in controllo del match che arriva all’intervallo (non c’è stato recupero) con l’Atalanta avanti di un gol sui bianconeri.

RIPRESA, CAMBIASO TROVA IL PARI: si riparte inizialmente senza cambi da parte del Gasp che poi muove le sue pedine all’undicesimo con Scamacca (che in precedenza aveva impegnato Szczesny con una bella botta da fuori) che lascia il posto in avanti a Lookman; poco o nulla da segnalare fino al ventesimo quando, all’improvviso, la Juve trova il pari: brutta palla persa in mezzo dai nerazzurri, riparte Chiesa che imbecca Cambiaso che con la punta anticipa tutti e mette dentro l’1-1.

MILIK SCAPPA, POI ANCORA KOOP PAREGGIA: dopo aver incassato il pari mister Gasperini cambia subito inserendo Hateboer e Toloi al posto di Zappacosta e Scalvini ma è ancora la Juventus a scattare dopo nemmeno quattro minuti dal pari e mettere la freccia: McKenny di petto apre per Milik che non lascia scampo da fuori a Carnesecchi che vede rotolar in rete il pallone del 2-1. L’Atalanta però dimostra ancora una volta di sapere uscire dalle difficoltà con grande carattere e, nel giro di cinque minuti, va a prendersi il pareggio grazie a Djimisiti che offre il bellissimo assist filtrante per Koopmeiners che non ci pensa due volte a mettere dentro la doppietta personale: 2-2!

PUNTO IMPORTANTE CHE DA MORALE: con la squadra che ritrova subito il filo del discorso che pareva perso, la Dea a questo punto non si distrae più e bada a contenere con ordine senza rischiare; entrano anche Bakker e Miranchuck per De Ketelaere e Ruggeri negli ultimi minuti. Quattro di recupero e poi la partita va in archivio con un 2-2 che sicuramente accontenta di più l’Atalanta della Juve. Un punto importante per mettere ancora un punticino in classifica dopo un momento difficile (un solo punto nelle ultime tre in campionato) in questo ciclo di partite molto complesse in cui i nerazzurri si giocano buona parte della stagione.




Pari e… tre pali! L’Atalanta torna imbattuta da Lisbona e con qualche rimpianto.

EUROPA LEAGUE, ANDATA OTTAVI DI FINALE

SPORTING L.-ATALANTA 1-1: SCAMACCA FIRMA IL PAREGGIO

Lisbona (Portogalllo): pareggio, ma quanto ci sta stretto! Finisce 1-1 tra Sporting e Atalanta nell’andata degli ottavi di finale di Europa League: la Dea si fa sorprendere in avvio da Paulinho ma poi inizia a giocare, centra tre pali (uno lo colpisce anche lo Sporting) ma riesce con Scamacca a trovare il pari prima dell’intervallo. Nella ripresa, nonostante i padroni di casa si giochino i pezzi da novanta, è più l’Atalanta a cercar il colpo con Lookman (giocata clamorosa e palo) e con un gol annullato a Toure nel finale per un fuorigioco millimetrico. Si decide tutto tra una settimana a Bergamo. 

MINI-TURNOVER PER TUTTI: il Gasp opta per diversi cambi nella sfida di andata degli ottavi. Torna Musso tra i pali. Prima da titolare per Hien in mezzo alla difesa, mentre davanti si punta sul tridente con Miranchuk e Lookman agiranno a supporto di Scamacca. Iniziale panchina per Koop, CDK e Scalvini. Nello Sporting c’è spazio per molti cambi anche da parte di mister Amorin che punta davanti su Paulinho con Trinaco ed Edward al suo fianco mentre in mezzo c’è Morita e al centro della difesa gioca Coates.

PAULINHO SBLOCCA IL MATCH: circa seicento i tifosi giunti da Bergamo a Lisbona a spingere la Dea nella sfida dello stadio Jose Alveade che prende il via con i padroni di casa più pimpanti: al settimo si vede Edwards sulla destra, dal fondo mette in mezzo un pallone pericoloso, ma Djimsiti è attento e allontana. Al diciassettesimo i portoghesi la sbloccano con una veloce ripartenza: Trincao riceve palla, avanza da centrocampo in solitaria e serve Paulinho che batte Musso con un sinistro diagonale.

DOPPIO PALO E IL PORTIERE DI CASA, DEA SFORTUNATA: preso lo schiaffo, l’Atalanta finalmente esce dal letargo: al ventitre Holm vince il rimpallo in area e calcia di destro, ma colpisce il palo interno con il suo diagonale. Passa un minuto e poco più e Scamacca bissa il palo colpito dal compagno di squadra con una gran conclusione da fuori che tocca il legno e finisce fuori. A tre dalla mezz’ora errore dello Sporting nella propria area, palla a Scamacca per Ederson, ma Israel in uscita bassa riesce a rimediare ed evitare guai peggiori ai suoi.

SCAMACCA FIRMA IL MERITATO PARI: alla mezz’ora ancora Israel è protagonista su una gran botta da fuori di De Roon che il portiere dello Sporting manda in corner con un colpo di reni. Al trentanovesimo arriva il meritatissimo pareggio della squadra del Gasp: Lookman pressa ed induce Quaresma all’errore nel retropassaggio per per Israel che Miranchuk intercetta e serve a Scamacca, finta per rientrare sul mancino e conclusione in rete nell’angolino per l’1-1 dell’Atalanta! L’attaccante nerazzurro sfiora la doppietta quattro minuti dopo con un colpo di testa sugli sviluppi di un corner che Israel ancora una volta toglie dalla porta con un grande intervento. Ultimo sussulto di un bel primo tempo che la Dea chiude sull’1-1 a Lisbona, risultato che sta decisamente stretto ai nerazzurri.

RIPRESA, UN PALO PER PARTE: si riparte dopo il riposo con Scalvini che prende il posto di Hien (ammonito) in mezzo alla difesa per questa ripresa che riparte con al quarto un guizzo di Lookman sulla sinistra, il tiro dal limite che viene ribattuto dalla difesa portoghese. Al quarto d’ora terzo legno colpito dalla Dea, stavolta dopo una bellissima giocata di Lookman, tunnel, dribbling e conclusione palo pieno colpito. Due minuti dopo e anche lo Sporting coglie il primo legno della partita, con un colpo di testa di Coates che sbatte sul palo esterno e finisce sul fondo.

TOURE SEGNA MA IN FUORIGIOCO: poco dopo la metà della ripresa, altri due cambi per il Gasp che inserisce Koop e CDK al posto di Lookman e Miranchuk. Due minuti dopo Kolasinac sfiora il gol di testa sugli sviluppi di un corner dove il bosniaco sbuca ma manda sul fondo da ottima posizione. C’è anche El Bilal negli ultimi dieci minuti con il Gasp che richiama in panchina Scamacca che stasera ha finalmente convinto. E proprio il neo entrato va addirittura a segno in rovesciata a un paio di minuti dal novantesimo ma il Var rende vana la sua gioia per qualche centimetro di fuorigioco.

PARI CON RAMMARICO: nel recupero c’è tempo solo per annotare il cambio tra Holm che esce e Zappacosta che entra. Finisce 1-1, tutto rinviato alla sfida di giovedì prossimo a Bergamo: l’Atalanta si porta a casa un pari prezioso ma con qualche rammarico in più degli avversari per i pali colpiti (ben tre) e le occasioni sciupate. Nel ritorno servirà concretezza e questo spirito per cercare l’impresa che vale il pass per i quarti di finale.




L’Atalanta si ferma ancora sul più bello: rimontata dal Bologna, la zona Champions si allontana

SERIE A, VENTISETTESIMA GIORNATA

ATALANTA-BOLOGNA 1-2: ILLUSORIO IL GOL DI LOOKMAN

Bergamo: l’illusione dura un tempo, poi l’amara realtà. Lo scontro diretto per la Champions va (con pieno merito) al Bologna: l’allievo Motta da un’altra lezione al maestro Gasp e i felsinei vanno a +5 sulla Dea, blindando il quarto posto. E dire che per i nerazzurri il match si era messo anche bene, con un ottimo avvio ed il vantaggio di Lookman a sigillo di un primo tempo ben condotto dall’Atalanta che, però, nel finale inizia a sentire troppo la pressione e perdere idee. Nella ripresa infatti il Bologna sfrutta al meglio le amnesie nerazzurre e prima trova il rigore con cui Zirkzee pareggia e poi il colpo da fuori di Ferguson che fa male alla Dea come all’andata. 2-1 per gli ospiti e per i nerazzurri è notte fonda.

GASP CON CDK-LOOKMAN: l’Atalanta è reduce da sette vittorie di fila in casa, il Bologna da sei risultati utili di fila di cui cinque vittorie consecutive: Gasperini gioca con De Ketelaere in mezzo al campo da interno destro e Pasalic falso centravanti mentre Thiago Motta conferma Fabbian, Orsolini, rimette al centro della difesa Calafiori e sceglie Ndoye al posto di Saelemaekers sulla corsia mancina.

DEA PADRONA DEL CAMPO: il primo acuto è della Dea: fuga a sinistra di Ruggeri, palla filtrante e inserimento di CDK che calcia altissimo. La reazione del Bologna arriva al decimo: zuccata alta di Fabbian su corner di Orsolini. L’Atalanta schiuma gioco e rabbia, il Bologna riesce solo ad agire di rimessa: la disposizione di Gasperini inizialmente mette in difficoltà i rossoblu.

LOOKMAN ILLUDE: lo sblocco arriva a due dalla mezz’ora con una azione cominciata da Lookman, palla a Zappacosta che da destra è libero di tirare, respinta corta in mezzo all’area piccola di Skorupski e Lookman è lì e l’1-0 della Dea arriva meritatamente. Il primo tempo si chiude con l’Atalanta che, anche per occasioni, ha fatto ben di più ma va considerata la non-uscita dalla partita del Bologna, ferito ma non abbattuto anche se incapace di cercare Carnesecchi con grande efficacia.

RIPRESA, IL BOLOGNA LA RIBALTA: inizia il secondo tempo e, dopo un avvio decisamente lento, arriva quel che non ti aspetti, con i rossoblù che in quattro minuti ribaltano la gara e la fanno loro: Saelemaekers si prende un rigore solare per colpo sulla caviglia in area di Koopmeniners che Zirkzee trasforma segnando il suo decimo gol stagionale per l’1-1 al minuto undici. Come un pugile intontito, l’Atalanta reste inerme fisicamente e mentalmente al gol del pareggio e poco dopo, un tiro di Ndoye ribattuto dalla difesa atalantina trova Ferguson che al volo piazza il diagonale per il sesto centro personale e l’1-2 bissando così la marcatura dell’andata.

GASP CERCA UNA SCOSSA CHE NON ARRIVA: poco alla volta il tecnico Gasperini ha cambiato il volto dell’attacco infilando Scamacca, Miranchuk e del centrocampo con Ederson e Holm ma la Dea non ritrova più la forza lucida del primo tempo e soprattutto c’è il Bologna, tosto che non concede praticamente più nulla ai nerazzurri, se non un tiro di Miranchuk deviato in angolo e qualche cross innocuo in mezzo all’area di rigore felsinea. Finisce 2-1, il Bologna si prende tre punti pesantissimi, l’Atalanta accusa invece l’ennesimo colpo in questo ciclo terribile che sta portando davvero poche soddisfazioni sin qui: un pari e due sconfitte e, alle porte, un’altra settimana mica da ridere tra Europa (mercoledì si gioca a Lisbona in casa dello Sporting) e campionato (domenica sera a Torino in casa della Juve).




Troppa Inter per un’Atalanta che ci prova, ma viene travolta da quattro gol.

SERIE A, VENTUNESIMA GIORNATA

INTER-ATALANTA 4-0: DEA A PICCO NELLA NOTTE DI SAN SIRO

Milano: niente da fare. Troppo forte l’Inter per l’attuale Atalanta che viene travolta da quattro gol nel recupero della ventunesima di A in quel di San Siro. Al netto di alcuni episodi abbastanza discutibili, la squadra di Gasperini resta in partita fino alla fine del primo tempo quando, di fatto, il raddoppio di Lautaro al gol iniziale di Darmian mette sempre più in salita la partita di Koop e compagni. Nella ripresa, il rigore (concesso anche questo in maniera molto discutibile) in avvio per l’Inter sbagliato da Lautaro e ribadito in rete da Di Marco chiude definitivamente i giochi. Gasp a quel punto richiama molti titolari in panchina e Frattesi segna il definitivo 4-0. Per la Dea ora occorre voltar pagina quanto prima.

TURNOVER, MA NON TROPPO: Gasp cambia qualcosa, ma non troppo per la seconda consecutiva a San Siro: sulla fascia ecco Hateboer e Zappacosta mentre in mezzo gioca Pasalic e non De Roon. Davanti invece gli stessi di domenica: Koop, CDK e Miranchuk. Nell’Inter, out Thuram e Chalanglu, c’è Arnautovic davanti insieme a Lautaro mentre Asslani e Barella in mezzo e dietro l’ex Bastoni che rientra dopo il riposo a Lecce.

CDK SEGNA, IL VAR ANNULLA: ennesimo pienone a San Siro per la capolista Inter, quasi 70mila le persone allo stadio stasera di cui poco più di cinquecento gli altri nerazzurri, quelli di Bergamo giunti a sostener la Dea per questo match che prende il via con un lungo possesso interista che però non porta ad occasioni. Alla prima palla utile invece l’Atalanta va in gol al decimo su un errore della difesa dell’Inter, recupera la palla Miranchuk che tira, Sommer respinge e il pallone finisce sui piedi di De Ketelaere che mette in rete; l’arbitro è però richiamato al Var in quanto nel contrasto in area tra Miranchuk e Bastoni e pesca un leggero tocco di braccio del russo che induce il direttore di gara ad annullare la rete atalantina.

DARMIAN SBLOCCA LA PARTITA: al quarto d’ora ci prova ancora la squadra del Gasp con Miranchuk da buona posizione, ma il tiro finisce alto sopra la traversa. Poi si vede l’Inter a ridosso del ventesimo quando Barella riceve un pallone filtrante in area, anticipa Carnesecchi e mette in rete ma in fuorigioco. Poi il gol buono l’Inter lo trova al ventiseiesimo con un pallone penetrante per Arnautovic, esce in scivolata bassa Carnesecchi, ma non trattiene e Darmian è il più lesto a mettere in rete l’1-0 per l’Inter. 

LAUTARO RADDOPPIA PRIMA DEL RIPOSO: sbloccato il match, l’Inter riesce a manovrare con più facilità e rendersi sempre pù pericolosa: al quarantesimo Pasalic si fa scippare la palla da Dimarco che serve Lautaro, il suo tiro schizza la traversa e finisce sul fondo. Sui titoli di coda del primo tempo però, l’Atalanta si deve arrendere ancora, stavolta a Lautaro che prende palla al limite, elude Hateboer e poi tiro a giro imprendibile sul primo palo: 2-0 all’intervallo e per la Dea la salita si fa sempre più impervia.

RIPRESA, VAR E RIGORE, L’INTER FA TRIS: si apre la ripresa e subito un episodio destinato a cambiar nuovamente la partita dopo una azione in area, il pallone assume una traiettoria strana che sembra uscire con il guardalinee che alza la bandierina, il pallone viene giocato però da Dumfries, sul cui cross c’è tocco di mano di Hateboer.: si controlla al Var dopo oltre tre minuti di attesa l’arbitro va a rivederlo ed assegna il rigore all’Inter: Lautaro calcia, Carnesecchi para ma sulla ribattuta c’è lesto Di Marco a metter dentro il 3-0 che, di fatto, chiude la gara.

GASP CAMBIA, FRATTESI SEGNA IL 4-0: capito che non c’è più molto da fare, Gasp ne cambia quattro in un colpo solo: fuori Miranchuk, Koopmeiners, Kolasinac e Scalvini, entrano Lookman, Adopo, BAkker e Hien. La gara a questo punto ha davvero poco da dire anche se l’Inter riuscirà a trovare anche il quarto gol al ventiseiesimo sugli sviluppi di un calcio di punizione dalla fascia destra, Frattesi taglia sul primo palo e di testa mette alle spalle di Carnesecchi il gol del 4-0.

DIMENTICARE E IN FRETTA: negli ultimi minuti c’è spazio anche per Tourè che entra al posto di CDK. Cinque di recupero e quella che, sin qui, è la peggior sconfitta stagionale dell’Atalanta può andar in archivio. Troppa Inter per i ragazzi del Gasp che non sfigurano e possono anche recriminare su qualche episodio risultato poi decisivo. Prima sconfitta da metà dicembre ad oggi che va metabolizzata nel modo giusto: voltando pagina e pensando alla sfida al Bologna di domenica: un vero e proprio scontro diretto con vista quarto posto.