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MERCATO ATALANTA: DUBBIO PORTIERE, SI CERCA IL VICE DE ROON. BOGA QUANTO COSTI!

Il mercato dell’Atalanta da qualche settimana è entrato nel vivo, prima ancora della sua effettiva data d’inizio (1 luglio).

D’altronde si sa, il calciomercato non dorme mai, come il nostro Sartori che in questa estate dovrà fare i conti con alcune uscite ed entrate  ben oculate.

Mercato Atalanta, cambio della guardia tra i pali?

(O)SPINA NEL FIANCO- L’interesse per il colombiano è vivo, e Gasperini ha fatto capire che vuole un portiere abile con i piedi. Se poi è pure colombiano e quindi ha già l’endorsement dei suoi compagni di nazionale Muriel e Zapata, la trattativa non può che essere agevole.

In scadenza nel 2022, ingaggio “basso” per le casse nerazzurre. L’identikit del portiere del Gasp. Non si molla però la pista Musso dell’Udinese, molto apprezzato sì, ma che la gioiellerie del patron Pozzo a Udine vende a prezzi troppo esosi. La trattativa rimane calda, ma finché non si abbasseranno le pretese dei friulani, Ospina rimarrà l’unica vera alternativa.

C’è chi potrebbe arrivare e chi quasi certamente lascerà Bergamo. Uno tra Gollini e Sportiello è destinato a emigrare altrove, e in quest’ottica Gollo ha sicuramente più richieste del suo secondo. La Lazio di Sarri avrebbe già chiesto informazioni e provato ad abbozzare un’offerta preliminare di 15 milioni, rispedita al mittente. Percassi chiede minimo 25 milioni per il suo portiere, il che potrebbe rendere complicata la sua partenza.

Mercato Atalanta, dubbi e incognite della difesa

INCOGNITA DIFESA- Con il mancato riscatto di Caldara e la sempre minor convinzione di trattenere Sutalo, in difesa qualcuno arriverà per dare man forte. Già trattenere Romero sarebbe un’impresa eccezionale, e tutta Bergamo attende solo l’ufficialità del riscatto dalla Juventus per abbandonare i timori di un suo precoce addio. Percassi chiede non meno di 50 milioni, e già questa presa di posizione fa ben sperare per la permanenza dell’argentino.

Accanto a lui inamovibili Toloi e Djimsiti, ma si lavora alle riserve. Il Verona per il talentuoso Lovato chiede minimo 20 milioni, al momento prezzo ritenuto “alto”, ma si spera sempre nell’inserimento di qualche partita per abbassare le pretese scaligere.

Sven Botman del Lille campione di Francia ormai è acqua passata, perché i 40 milioni chiesti dal club francese sono irragionevoli. La pista Ahmedhodzic si è bruscamente e inspiegabilmente raffreddata. Al suo posto salgono le percentuali di un approdo di Tomiyasu, centrale ed esterno del Bologna che costa 25 milioni, ma il riscatto di Barrow (15 milioni) e il possibile inserimento di Colley potrebbero pagare interamente il giocatore.

Spesso però accanto alle voci di mercato verosmili, spuntano le cosiddette “bombe”, in aiuto a giornalisti bisognosi di like.

Diciamolo subito una volta per non parlarne più: Demiral all’Atalanta è un sogno velleitario di inizio estate che non trova riscontri  dal punto di vista economico (la Juve chiede 35 milioni e il suo ingaggio raggiunge quasi i 2 milioni.

C’è chi dà ancora Palomino tra i partenti, ma a questo punto non trattenerlo sarebbe il vero errore, data la situazione sul fronte delle entrate.

Caccia al vice Marten

CACCIA AL VICE DE ROON- Da anni si cerca di individuare il profilo del degno vice di De Roon, ma al momento i vari Pasalic, Kovalenko e Pessina si sono rivelati diversi e incompatibili con il ruolo espresso dall’olandese.

In attesa di scoprire le caratteristiche dell’ucraino, la caccia al sostituto naturale e tattico di Marten continua, e sembra che solo un olandese possa sostituire il nostro mediano. Koopmeiners dell’AZ è una trattativa in stato avanzato: secondo le ultime indiscrezioni, pare che l’Atalanta stia chiudendo attorno a una cifra di 16 milioni più di 2 di bonus, con un ingaggio pari a 1.5 milioni, e un contratto quadriennale.

Le piste Schouten e Svanberg si sono raffreddate, ma nei prossimi giorni potrebbero riprender quota, nel caso con l’olandese qualcosa vada storto.

P.S  per i creduloni: Rodrigo De Paul era un sogno e rimarrà tale, dato che è quasi fatta per il suo passaggio all’Atletico Madrid per una cifra tra i 35/40 milioni. Vero è che l’Atalanta avrebbe disponibilità economica, ma tra l’avere e il voler affondare il colpo passa tutta la differenza del mondo.

Mercato Atalanta, idee poche e confuse in attacco

MESSIA(S) ED EREDI DI ILICIC- In attacco ha già le valigie pronte Josip Ilicic, da tempo fuori dal progetto tattico del Gasp, ma latitano ancora le proposte ufficiali.

Milan e Lazio si sono fatte avanti timidamente, ma l’incostanza dello sloveno e la sua età destano qualche perplessità, nonostante entrambe sappiano bene il valore intrinseco del giocatore. La Dea vorrebbe monetizzare e replicare la trattativa conclusa con il Siviglia per Gomez, ma biancocelesti e rossoneri non paiono intenzionati a sborsare oltre 6 milioni per il fantasista nerazzurro.

Nel caso fosse proprio l’ex Fiorentina a spingere per cambiare aria, le parti potrebbero incontrarsi per discutere di un possibile abbassamento delle pretese. Sarri lo vorrebbe subito a Roma, ma Josip ha sempre fatto capire di voler rimanere vicino alla famiglia, e quindi a Milano.

In attesa di scoprire il suop futuro, Sartori ha già aperto la caccia al sostituto: sul taccuino il solito Boga, ma il Sassuolo chiede 40 milioni, troppi per le casse orobiche. Le possibili contropartite potrebbero far abbassare le pretese dei neroverdi, mala base d’asta rimarrebbe minimo 25 milioni.

Per questo motivo nelle ultime ore si fa sempre più calda ala pista Messias del Crotone, sicuramente più interessato a lasciare la Serie B per la Champions e non per la solita salvezza che invece garantirebbe il Torino di Cairo.

Non poteva mancare l’evergreen dell’estate, ossia l’eterno Palacio accostato a Gasperini, qualsiasi sia la squadra che alleni in quel momento.

Da due anni ogni estate pare che Gasperini lo richieda, e visto il legame che c’è tra i due dai tempi del Genoa, la cosa non sorprende, ma i quasi 38 anni collidono con la filosofia bergamasca. Tuttavia El Trenza potrebbe fare panchina senza problemi, e senza creare scompigli all’interno dello spogliatoio.

E Lammers? L’olandese probabilmente anche la prossima stagione potrebbe trovare poco il rettangolo da gioco, data l’inamovibilità dei vari Malinovskyi, Zapata, Muriel e Miranchuk, quindi l’ipotesi di un suo prestito è contemplato. Il Genoa si è proposto, così come il Bologna, ma al momento lo stesso giocatore non pare convinto di voler cambiare aria.




Innocenti evasioni

Se la stagione appena conclusa non bastasse a creare quella sensazione di leggere follia ed euforia, ecco che metterci il carico da 90 arriva il presidentissimo Antonio Percassi.

Sembra quasi un ossimoro, dato che lo stesso Percassi è il primo a porre come obiettivo l’ormai scontata salvezza, e a farci tenere ben saldi i piedi per terra (e chi ancora si cimenta in gesti tipicamente medievali, provi a leggere i dati sui bilanci e la situazione economica della società), ma le ultime stagioni vissute come un lunghissimo ma verissimo sogno, ora pare aver fatto uscire dalla sua comfort-zone il presidentissimo, che nell’intervista rilasciata all’Eco è consapevole di quanto ha dato e fatto la squadra di Gasperini.

Non sarebbe male fare l’en plein di top club in Europa, quasi sperando in un sorteggio Champions con una tra Barcellona e Bayern nel girone. Certamente un desiderio innocuo, condiviso dal 99,9% delle tifoserie di tutto il mondo, perché una volta fatta una capatina su un palco europeo, l’anno seguente si vuole tornare per recitare la parte di attore (magari principale).

Non sarebbe male ripetere o addirittura dimostrare nuovamente di che pasta siamo fatti anche ai tedeschi o a sua Maestà Lionel Messi, sempre con molto rispetto, ma lasciando a casa i timori e le paure, perché con nuovamente i tifosi vicini, tutto è possibile.

Innestare la squadra con rinforzi dai nomi altisonanti (per capirci il De Paul del momento, apparentemente fattibile, a cui seguono però dei “ma” giganteschi di natura economica) pare quasi un’esigenza, ma già la frase “Proveremo a migliorare i nostri titolarissmi” basta e avanza al sottoscritto.

Tanti condizionali frutto inevitabilmente di ipotesi che potrebbero concretizzarsi tra qualche giorno, settimana, mese o anno. Intanto è partito il tempo delle innocenti evasioni che come dice Battisti “colorano l’anima mia”. E aggiungerei di nerazzurro.




Zitti e buoni: questa Atalanta non potrà mai deluderci

“Zitti e buoni”, un titolo molto azzeccato per chi alla vigilia della sfida con il Milan ha voluto trovare complotti inesistenti, compresi alcuni tifosi forse ancora con gli occhi iniettati di sangue e che gridavano vendetta dopo la cocente sconfitta in Coppa Italia.

E parla, purtroppo certa gente parla, e non sa di cosa parla, se veramente pensa che la Dea si potesse tirare indietro per vendetta o per storico astio nei confronti della Vecchia Signora.

Anche il sottoscritto ci credeva tanto che potevamo fare l’ennesimo salto record in campionato, con un secondo posto all’altezza e una fila di altri limiti numerici da infrangere, ma la strada si è rivelata più in salita del previsto.

Le motivazioni del Milan e il conseguente calo psicofisico di fine stagione ha indirizzato il match verso un epilogo senza storie, ma si tratta di una sconfitta indolore e che come tale già da oggi in pochi ricorderanno con rabbia.

La “smotorata” nel prepartita e il saluto della squadra dagli spalti della Curva Nord ci hanno ricordato di quanto siamo sì, fuori di testa, ma diversi dalla maggior parte degli altri tifosi rancorosi e mai accontentabili.

Non sarà di certo una finale di Coppa Italia persa e un secondo posto mancato in campionato a rovinare l’ennesimo cammino straordinario fatto quest’anno, perché le soddisfazioni per alcuni obiettivi raggiunti valgono molto di più di certi trofei placcati d’oro.

Finché ci saranno 11 cuori pulsanti dietro a questa magli dai colori così magici, non ci sarà sconfitta nel cuore di chi lotta, ma soprattutto non ci potrà essere delusione. E tutti gli altri conviene stare zitti e buoni.




Atalanta scarica e stanca, ma terza e felice. Due rigori mandano in Champions anche il Milan.

SERIE A, TRENTOTTESIMA GIORNATA

ATALANTA-MILAN 0-2: DECIDONO DUE PENALTY DELL’EX KESSIE

Una sconfitta per chiudere una stagione comunque da incorniciare: l’Atalanta chiude stanca e con il fiato corto una settimana certamente non indimenticabile tra sconfitta nella finale di coppa e questa sera dove il Milan vince a Bergamo e soffia all’ultima curva il secondo posto ai nerazzurri grazie ad una doppietta su rigore (uno per tempo) dell’ex Kessie. La squadra del Gasp ci prova facendo più gioco ma con poche conclusioni degne di nota; nella ripresa un diagonale velenosissimo di Zapata sfiora il pari ma poi i nerazzurri faticano a rendersi pericolosi. La Dea chiude così terza in classifica, per il terzo anno di fila e può iniziar così a pianificare al meglio il futuro che, tutti ci auguriamo, continui ad essere roseo e con la voglia di migliorarsi sempre di stagione in stagione.

Bergamo: Le due facce di una stagione comunque da incorniciare per la Dea questa sera passano attraverso i piedi di un ex che fa chiudere i nerazzurri con una sconfitta indolore questo campionato e regala al Milan il ritorno in Champions dopo otto anni. Al Gewiss Stadium comanda soprattutto Kessie, autore dei due rigori vincenti ma autore in generale di una prestazione davvero importante. L’Atalanta lascia il campo nervosa e arrabbiata, e c’è da capirla. Non è stato un granché come settimana: prima la sconfitta in finale di Coppa Italia, poi questa che fa male perché infrange il sogno del secondo posto. Sarebbe stato il piazzamento migliore nella storia del club. Questo ovviamente non cancella l’ennesima stagione meravigliosa della Dea, che rinnova la tessera nel club delle big.

GASP RILANCIA MAEHLE: il Gasp ne cambia due rispetto alla sfortunata finale di coppa persa mercoledì inserendo Djimsiti al posto di Palomino e in fascia Maehle al posto di Hateboer mentre davanti c’è ancora il solo Zapata con Pessina e Malinovskyi a suo supporto. Nel Milan mancano invece Ibra e Rebic con allora Pioli che punta su Leao davanti con l’ex Kessie in mezzo e Diaz ad inventare gioco con Theo Hernandez pronto a duellare con Gosens sulla fascia.

SI PARTE, LA DEA CI PROVA: si parte dal minuto di raccoglimento per ricordare i quattordici morti (accertati ad ora) della tragica caduta della funivia di Stresa di questo primo pomeriggio: morire così è davvero drammatico e ingiusto. Poi il match, con la gara che comincia con i nerazzurri ad impostare il gioco ed i rossoneri che contengono ma davanti non riescono tuttavia ad impensierire Gollini.

RIGORE SU HERNANDEZ, KESSIE LA SBLOCCA: la partita non decolla e le emozioni sono davvero merce rara in questo primo tempo dove la tensione rossonera ed una Dea apparsa un po’ scarica non hanno consentito allo spettacolo di avere la meglio. Al quarantesimo però il match cambia faccia quando Theo Hernandez viene atterrato in area da Mahele, intervento dubbio, ma l’arbitro concede il penalty: l’ex Kessie non sbaglia dal dischetto e porta avanti il Milan proprio a pochi istanti dal termine di un primo tempo che si chiuderà dopo un minuto di recupero e con gli ospiti avanti di un gol.

RIPRESA, SUBITO MURIEL: dopo l’intervallo il Gasp prova la scossa inserendo subito Muriel al posto di Pessina con il match che riparte con leggero ritardo per attendere la contemporaneità con gli altri campi dove Milan, Juve e Napoli si giocano i due posti in Champions rimanenti per far compagnia a Dea ed Inter. All’undicesimo Zapata ha una buona palla in area e conclude con un diagonale che esce fuori di un niente; poi ci prova anche Muriel su punizione ma con mira ampiamente imprecisa qualche minuto più tardi.

LEAO CENTRA IL PALO: quando esce dal guscio però il Milan è pericolosissimo, come al ventitreesimo quando una percussione di Leao in contropiede porta alla conclusione del giocatore rossonero che centra il pieno il palo a Gollini battuto. L’Atalanta risponde al venticinque con una conclusione a giro di Muriel che esce sul fondo di poco, poi il Gasp inserisce negli ultimi dieci minuti anche Pasalic al posto di un Maehle oggi non certamente impeccabile.

FINALE NERVOSO, ALTRO RIGORE E KESSIE FA 2-0: nel finale il Gasp si gioca gli ultimi cambi con Freuler e Toloi che lasciano il campo per Miranchuk e Palomino con il tentativo di dar l’assalto al possibile gol del pari, ma è il nervosismo a far da padrone: nel primo dei quattro minuti di recupero, altro rigore per il Milan quando Gosens tocca con un braccio una conclusione in area nerazzurra. De Roon perde la calma e va a spintoni con Krunic rimendiando così il cartellino rosso. Dal dischetto va ancora Kessie che con freddezza realizza il penalty che chiude i giochi: il Milan vince, si prende il secondo posto ai danni di una Dea apparsa davvero stanca e ancora probabilmente ferita dalla bruciante sconfitta di mercoledì che chiude però terza in classifica per la terza (gioco di parole) stagione consecutiva. Al netto di una ultima settimana non certamente indimenticabile, a questi ragazzi non si può far altro che dedicare il nostro più sentito grazie per un’altra stagione da incorniciare.

IL TABELLINO:

RETI: 40′ su rig. e 93′ su rig. Kessie (M)

ATALANTA (3-4-2-1): Gollini; Toloi (87′ Palomino), Romero, Djimsiti; Maehle (80′ Pasalic), De Roon, Freuler (87′ Miranchuk), Gosens; Malinovskyi, Pessina (46′ Muriel); Zapata. A disposizione: Rossi, Sportiello, Caldara, Ruggeri, Sutalo, Ilicic, Lammers – Allenatore: Gasperini

MILAN (4-2-3-1): G. Donnarumma; Calabria, Kjaer, Tomori, Theo Hernandez; Bennacer (62′ Krunic), Kessie; Saelemaekers (79′ Dalot), Brahim Diaz (61′ Meité), Calhanoglu; Leao (79′ Mandzukic). A disposizione: A. Donnarumma, Tatarusanu, Kalulu, Romagnoli, Castillejo, Hauge, Tonali, Maldini – Allenatore: Pioli

ARBITRO: Mariani di Aprilia.

NOTE: gara di andata: Milan-Atalanta 0-3 – match disputato a porte chiuse – espulso De Roon (A) al 93′ per comportamento non regolamentare – ammoniti De Roon, Toloi (A); Mandzukic, Dalot (M) – recupero: 1′ p.t. e 4′ s.t.




Atalanta, Champions al cardiopalma: prima dilaga, poi rischia con il Genoa ma alla fine festeggia!

SERIE A, TRENTASETTESIMA GIORNATA

GENOA-ATALANTA 3-4: PARTITA INCREDIBILE, MA LA DEA STACCA IL PASS PER LA TERZA CHAMPIONS CONSECUTIVA

Poteva non finire così? L’Atalanta celebra con una partita simbolo di questa pazzesca stagione il suo approdo alla sua terza volta nella coppa dei campioni: domina il primo tempo, pare blindare il risultato con i gol di Zapata, Malinovskyi e Gosens, ma nella ripresa perde certezze e lucidità con il Grifone che si rifà sotto con Shomurodov, poi Pasalic allunga subito dopo ma poi un rigore di Pandev e ancora l’uzbeco regalano un finale thriller ai tifosi nerazzurri che però tagliano il traguardo con annesso rischio infarto. I ragazzi del Gasp ora si concentrano sulla finalissima di coppa Italia di mercoledì contro la Juve per provare a riportar a Bergamo un trofeo che manca dal 1963.

Genova: che gran divertimento: sette gol e successo dell’Atalanta clamorosamente in discussione sino alla fine dopo aver chiuso sul 3-0 il primo tempo, anche se la squadra di Gasperini stacca il pass per un posto in Champions per la terza stagione di fila. I rossoblù, già salvi dopo il successo di mercoledì scorso a Bologna e in campo con diverse seconde linee, hanno fatto soffrire nella ripresa i nerazzurri sino alla fine, anche se al fischio finale a festeggiare è stata la compagine bergamasca.

GASP LANCIA LO ZAR: poche variazioni da parte del Gasp che vuol chiudere la pratica-Champions prima di pensare alla finale di Coppa Italia: torna dopo l’infortunio ed è subito titolare Toloi in difesa poi solo conferme in mezzo per tutti i titolari mentre la variazione principale in avanti riguarda Miranchuk dal primo minuto insieme a Malinovskyi a supporto di Zapata unica punta. Nel Genoa, Ballardini da spazio a chi ha giocato meno e punta su diversi ex nerazzurri come Masiello, Radovanovic e Melegoni con l’ex AlbinoLeffe Marchetti tra i pali e davanti Destro e Pjaca.

BRIVIDI DAGLI EX, POI ZAPATA LA SBLOCCA: giornata grigia e a Genova all’ingresso delle due squadre in campo ma clima tutto sommato gradevole per questo match che inizia con due incredibili brividi portati da due ex alla Dea: prima Melegoni, che brucia sul filo del fuorigioco la difesa nerazzurra ed in area calcia addosso a Gollini che devia in corner, poi proprio dalla bandierina spunta Masiello tutto solo su una corta respinta della difesa e manda la palla fuori di un nulla scheggiando il palo. Passato lo spavento, la Dea si sveglia ed inizia a macinare gioco e la sblocca: Zapata taglia in area, pallone delizioso servito da Malinovskyi, il colombiano non sbaglia e mette in rete il vantaggio per i ragazzi del Gasp.

MALINOVSKYI RADDOPPIA (DOPO IL VAR): con in tasca il gol che la riporterebbe per il terzo anno di fila in Champions League, l’Atalanta mantiene il controllo della situazione e, quando può, si rende pericolosa: a metà primo tempo  Miranchuck la passa Zapata di tacco per Gosens che da posizione defilata conclude a rete, Marchetti c’è e mette in angolo. Cinque minuti dopo però arriva il raddoppio nerazzurro con uno Zapata oggi davvero straripante che va via sul fondo e serve un assist perfetto per Malinovskyi che a porta vuota mette in rete; l’arbitro in un primo momento annulla, ma poi al controllo Var, l’arbitro convalida in quanto il pallone non è uscito, 2-0!

GOSENS FA TRIS A FINE PRIMO TEMPO: forte del raddoppio, i ragazzi del Gasp calano il ritmo contro un Genoa che non riesce più a sorprendere la retroguardia atalantina come era successo in avvio di gara e, anzi, mettono una seria ipoteca sul match nell’ultimo minuto del primo tempo quando Hateboer offre l’assist all’altro esterno Gosens che di testa spinge in rete il suo undicesimo gol stagionale. 3-0 in un primo tempo davvero senza storia che va in archivio senza recupero concesso dal direttore di gara.

RIPRESA, SHOMURODOV ACCORCIA, PASALIC RISPONDE: il secondo tempoinizia con subito gli ingressi di Pasalic e Pessina al posto di Zapata e Freuler in campo e con il Genoa che al terzo minuto accorcia dopo un pasticcio difensivo tra Romero e Djimsiti che perde la palla al limite dell’area l’attaccante genoano Shomurodov non perdona e firma l’1-3. Tre minuti dopo però l’Atalanta si porta di nuovo in vantaggio di tre gol quando il neo entrato Pasalic si libera bene in area e spiazza Marchetti fintando il diagonale e poi tirando sul primo palo.

PANDEV SU RIGORE E SHOMURODOV, FINALE THRILLER!: altro cambio in casa nerazzurra con il Gasp che al dodicesimo inserisce Lammers al posto di Malinovskyi. La partita sonnecchia fino a metà ripresa quando, un’altra leggerezza, costa il gol alla squadra del Gasp: Gosens devia un cross dalla destra con la mano e l’arbitro rivede al Var assegnando il giusto penalty al Grifone che Pandev non fallisce dagli undici metri e accorcia: 4-2. Palomino da il cambio a Gosens nell’ultimo quarto d’ora ma l’Atalanta si conferma troppo distratta in questa ripresa e, a cinque dalla fine, ancora Shomurodov si prende gioco dei difensori nerazzurri e insacca il gol che costringe l’Atalanta e i suoi tifosi ad un finale tirato quanto inaspettato. Ultimo cambio per un Gasp molto preoccupato con Muriel che entra in campo al posto di Miranchuk.

WE ARE IN CHAMPIONS (ATTO TERZO): tuttavia gli ultimi minuti regalano solamente souspance e adrenalina ma nessun altro gol, quanto basta dopo i quattro di recupero a poter staccare il pass per il terzo anno consecutivo per potersela giocare da settembre contro squadroni del calibro di Barcellona, Real e Bayern. Un ennesima stagione da sogno regalata ai propri tifosi che ora chiedono l’ultimo capolavoro a questi ragazzi: riportare a Bergamo un trofeo che manca da tanti, troppi, anni.

GENOA-ATALANTA 3-4 (primo tempo 0-3)

RETI: 9′ Zapata (A), 26′ Malinovskyi (A), 43′ Gosens (A), 48′ e 84′ Shomurodov (G), 51′ Pasalic (A), 67′ rig. Pandev (G) 

GENOA (3-5-2): Marchetti; Onguéné, Radovanovic, Masiello; Ghiglione (57′ Portanova), Zajc (46′ Caso), Rovella, Melegoni (79′ Eyango), Cassata (46′ Shomurodov); Destro (46′ Pandev), Pjaca – All.: Ballardini

ATALANTA (3-4-2-1): Gollini; Toloi, Romero, Djimsiti; Hateboer, De Roon, Freuler (46′ Pessina), Gosens (76′ Palomino); Malinovskyi (57′ Lammers), Miranchuk (89′ Muriel); D. Zapata (46′ Pasalic) – All.: Gasperini

ARBITRO: Marinelli di Tivoli

NOTE: gara di andata: Atalanta-Genoa 0-0 – match disputato a porte chiuse – ammoniti: Djimsiti (A), Toloi (A), Rovella (G) – espulsi: nessuno – recuperi: 0′ p.t. e 4′ s.t.




Atalanta, match-point per la Champions: battere il Genoa per ritornare nell’Europa dei grandissimi!

L’ULTIMO SFORZO PRIMA DI PENSARE ALLA COPPA ITALIA

L’ultimo sforzo prima del traguardo: l’Atalanta vede ad un passo la sua terza, storica, qualificazione (consecutiva) alla Champions League ed ha questo pomeriggio un vero e proprio match point per mettere la ciliegina sulla torta al suo straordinario campionato: vincendo in casa del Genoa i nerazzurri otterrebbero con una giornata di anticipo l’aritmetica certezza di avere il pass per la prossima edizione della coppa dalle grandi orecchie. Gara importantissima per una Dea che vede all’orizzonte anche la finalissima di Coppa Italia mercoledì contro la Juve ma non deve concedersi distrazioni contro un Genoa che ha festeggiato a Bologna l’aritmetica salvezza ma non starà sicuramente a guardare nella sua ultima partita interna stagionale. Novanta minuti-chiave per i ragazzi del Gasp da disputare con la determinazione e la grinta di una finale. Forza ragazzi!

VIVI IN DIRETTA CON NOI LA PARTITA DI MARASSI TRA LA DEA ED IL GRIFONE A PARTIRE DALLE 15 SEGUENDO IL MATCH IN DIRETTA SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK

GLI ULTIMI DUBBI DEL GASP: con Toloi recuperato ma non ancora al top della forma, mister Gasperini potrebbe preservarlo per la finale di Coppa Italia: dietro si potrebbe tornare a tre con il rientro di Djimsiti titolare mentre da capire se in mezzo toccherà come sempre a De Roon e Freuler o vi sarà spazio per Pasalic mentre davanti dovrebbe esserci Zapata con Malinovskyi e Pessina a supporto.

GENOA (3-5-2): Marchetti; Goldaniga, Zapata, Masiello; Ghiglione, Zajc, Radovanovic, Strootman, Zappacosta; Shomurodov, Destro – All.: Ballardini

ATALANTA (3-4-1-2): Gollini; Djimsiti, Romero, Palomino; Hateboer, De Roon, Freuler, Gosens; Pessina, Malinovskyi; Zapata – All.: Gasperini




Atalanta-Benevento 2-0: La Dea scaccia le streghe, e vede il traguardo Champions a Genova

Più che scacciare le streghe del Benevento, l’Atalanta ieri sera ha cacciato via i brutti pensieri di un improbabile e improvviso tonfo sulla strada della Champions.

Una match non brillantissimo contro un avversario che ha giocato con il coltello tra i denti a brevi tratti, ed è bastato alzare il ritmo nei giusti momenti per chiudere il match senza troppi patemi d’animo.

Complice forse anche la pioggia, l’Atalanta non ha volito rischiare di giocare al massimo, risparmiando energie preziose per il rush finale di stagione. E tanto è bastato per riportarsi al secondo posto in classifica  a pari punti con il Milan.

Solito canovaccio (come dicono quelli bravi), solito Muriel in gol con il solito assist fenomenale di Malinovskyi. Tutto nella norma, come doveva essere, perché solo giocando come sa questa squadra può superare i suoi limiti.

Numeri da Champions

Diamo dei numeri che certifichino la grandezza di questa squadra e che dimostrano come sia la più accreditata e meritevole di andare in Champions la prossima stagione.

75 punti in 36 partite (media di 2,08 punti a partita)

86 gol fatti e 42 subiti (miglior attacco e 5° miglior difesa)

Muriel a quota 22 gol, capocannoniere della Dea e secondo a pari merito con Lukaku nella classifica generale

Bastano e avanzano questi al momento, anche se Gasperini sicuramente aggiungerebbe qualche dato in più sul collettivo o sulla crescita di altri giocatori (Romero e Djimsiti baluardi della difesa), I 10 gol di Gosens, l’exploit di Malinovskiy, il cinismo di Miranchuk dalla panchina….

Una cosa è certa, questa squadra sta meritando di comandare la maratona Champions, e a Genova il traguardo sarà più vicino che mai. Un passo alla volta sì, ma a Marassi servirà la falcata finale.