Atalanta, finalmente torna il sorriso: vince 2-0 a Lecce e stacca il pass per la Champions League!

SERIE A, TRENTASETTESIMA GIORNATA

LECCE-ATALANTA 0-2: CDK E SCAMACCA FIRMANO IL BLITZ

Lecce: l’Atalanta è in Champions League! I gol di De Ketelaere e Scamacca a inizio ripresa regalano a Gasperini la partecipazione alla prossima coppa dalle grandi orecchie e cancellano un po’ della delusione per la sconfitta in coppa Italia di mercoledi e si prepara alla finale di Europa League col Bayer Leverkusen di mercoledì a Dublino.

EL BILAL-SCAMACCA DAVANTI: formazione con diversi cambi da parte del Gasp (oggi squalificato, in panchina Gritti) che va a caccia dei tre punti per blindare il posto nella prossima Champions League. Tra i pali tocca a Musso, in difesa gioca il baby Bonfanti mentre in mezzo c’è Scalvini con Pasalic e davanti la coppia El Bilal-Scamacca con Miranchuk alle loro spalle. Nei padroni di casa, mister Gotti propone il tridente offensivo composto da l’ex Piccoli, Krstovic e Dorgu mentre in mezzo c’è l’esordio da titolare per il giovane Berisha.

DUE OCCASIONI PER PARTE IN AVVIO: pioggia e vento sul Via del Mare all’ingresso delle squadre in campo, ci sono anche una cinquantina di tifosi nerazzurri giunti in Salento a spingere la Dea in questo match che inizia e al quarto primo squillo dell’Atalanta con Miranchuk sulla trequarti, la conclusione del russo è parata da Falcone. Tre minuti dopo Touré vede bene per Pasalic che conclude da distanza ravvicinata, ma Falcone d’istinto salva il Lecce. Poi i salentini sono pericolosi due volte nel giro di pochissimi istanti: prima il lancio di Gallo per Piccoli che calcia di prima, il tiro finisce tra le braccia di Musso; subito dopo, rapita verticalizzazione di Krstovic, ancora per Piccoli che calcia sul primo palo, e Musso para deviando in corner.

SCAMACCA PERICOLOSO: al diciottesimo destro potente di Scamacca dal limite, Falcone para ma non riesce a trattenere il pallone, lo salva Baschirotto che allontana. Alla mezz’ora ci prova Krstovic che da destra attraversa l’area orizzontalmente cercando spazio per il tiro ma Bonfanti è attento e chiude bene. A cinque dal riposo Zappacosta rientra sul destro e calcia, la respinta della difesa pugliese gli rimanda il pallone sul piede da cui fa partire un tiro potente che sfiora il secondo palo. Al quarantacinque Dorgu va a segno ma scatta oltre la linea di difensori atalantini e il gol viene giustamente annullato. Un minuto di recupero e si va al riposto: tante occasioni ma zero gol.

RIPRESA, CDK ENTRA E SEGNA: subito due cambi dopo il riposo per il Gasp che inserisce CDK e Ederson al posto di Tourè e Zappacosta per una ripresa in cui l’Atalanta prima rischia tantissimo su una ripartenza di Piccoli che mette in mezzo per Krstovic che manda alle stelle il possibile vantaggio salentino e, sulla azione successiva passa con CDK subito protagonista di una grande ripartenza e il belga, una volta in area, supera Falcone con uno splendido pallonetto che vale l’1-0 atalantino.

SCAMACCA DI TESTA RADDOPPIA: tempo cinque minuti e l’Atalanta allunga ancora sugli sviluppi di un calcio d’angolo dove spunta la testa di Scamacca che anticipa tutti e infila ancora la porta salentina per il 2-0 della Dea. Tre minuti dopo i nerazzurri vanno ancora dalla bandierina con Hien che ci prova con un colpo di testa e palla fuori di poco. Poi altri tre cambi a breve distanza con Djimsiti, Adopo e Bakker che entrano al posto di Scamacca, Pasalic e Bonfanti.

SI TORNA IN CHAMPIONS LEAGUE: nel finale c’è spazio anche per una gran parata di Musso che nega il gol dell’ex a Piccoli, poi non resta che attendere con il sorriso il triplice fischio finale che arriva dopo tre di recupero. L’Atalanta centra un obiettivo prestigioso qualificandosi con una (due in realtà) giornate di anticipo alla prossima Champions League a tre anni di distanza dall’ultima partecipazione. Missione compiuta, ora c’è mercoledì ed una finale europea da giocarsi con serenità per cercare una grande, grandissima impresa in questa già positiva stagione. Carica!!!




Le pagelle di Lecce-Atalanta

ALL.: GASPERINI 7: missione compiuta! Vince senza faticare troppo e stacca il pass per la prossima Champions riportando la Dea dopo tre anni di nuovo nella coppa dalle grandi orecchie. Ora manca solo un piccolo, grande tassello mercoledì sera…

MUSSO 7: due belle parate in avvio e in chiusura sull’ex Piccoli determinanti, in un pomeriggio di quasi totale tranquillità sotto la pioggia.

TOLOI 6.5: torna titolare e dimostra freschezza fisica, reattività e attenzione che non gli si vedevano da parecchio tempo per via degli infortuni. Una leggerezza nel finale che per fortuna non è sfruttata dal Lecce.

HIEN 6.5: un po’ sottotono nel primo tempo, cresce poi nella ripresa dove va anche vicino al gol.

BONFANTI 6.5: prima da titolare in serie A con personalità e attenzione. Ne sentiremo ancora parlare (BAKKER s.v.: entra nel finale di gara)

HATEBOER 6: gara sufficiente, condizionata anche da una ammonizione che gli costerà l’ultima di campionato con il Toro.

PASALIC 5.5: batterie scariche. Primo tempo modesto, nella ripresa anche un paio di errori (ADOPO 6: entra con grinta e voglia di far bene. Sufficiente).

SCALVINI 6: prima in mezzo al campo poi in difesa nella ripresa. Partita senza acuti.

ZAPPACOSTA 6.5: buon primo tempo con diversi cross messi in mezzo all’area, va anche vicino al gol con una conclusione potente (EDERSON 6.5: entra e cambia il match con la sua qualità).

MIRANCHUK 6: gira a vuoto nel primo tempo, nella ripresa migliora un pochino. Benino.

SCAMACCA 7: sfiora il gol un paio di volte nel primo tempo e lo trova nella ripresa chiudendo, di fatto, il match. Decisivo.

TOURE’ 5.5: non convince in tandem con Scamacca dove, di fatto, finisce per pestarsi i piedi con l’attaccante nerazzurro (DE KETELEARE 7.5: entra e sfodera subito il gioiello che sblocca la partita mette il match in discesa per i suoi compagni).




Orgoglio e lacrime: Atalanta, la maledizione continua. La Coppa Italia va alla Juve

COPPA ITALIA, LA FINALE

ATALANTA-JUVENTUS 0-1: DECIDE VLAHOVIC PER I BIANCONERI

L’amaro più forte, dopo tanta dolcezza: l’illusione che per l’ennesima volta sfuma sul traguardo tra l’Atalanta e la vittoria di un trofeo si materializza nuovamente: cinque anni esatti dopo la finale persa all’Olimpico con la Lazio e poco meno di tre da quella persa con la Juve durante la pandemia, la Dea incassa il poco invidiabile tris di ultimi atti persi. Vince la Juve, che la sblocca subito con Vlahovic al quarto e confeziona così la partita perfetta per incartare al meglio la truppa del Gasp che, già orfana di Scamacca per squalifica, vede infrangere i propri sogni di rimonta nella ripresa con il palo colpito da Lookman. Troppo poco, per pretendere di cambiare nuovamente le sorti al proprio destino.

CDK E LOOKMAN DAVANTI: non c’è Scalvini dal primo minuto e così Gasperini sposta De Roon marcatore. Al fianco di Ederson in mezzo al campo c’è Pasalic, mentre davanti Koopmeiners, Lookman e De Ketelaere compongono il terzetto d’attacco. Nella Juve, mister Allegri propone Nicolussi Caviglia che fa il regista e davanti la coppia Chiesa-Vlahovic.

VLHAOVIC LA SBLOCCA SUBITO: nemmeno il tempo di godersi la splendida coreografia dei tifosi nerazzurri giunti in oltre 21mila all’Olimpico che in campo iniziano i dolori per la Dea e i suoi tifosi perchè dopo soli quattro di gioco la Juventus passa: Cambiaso improvvisa un lancio in profondità per Vlahovic, Hien tenta un anticipo (o di mettere il serbo in fuorigioco) fuori luogo e lascia la strada all’avversario che non fallisce a tu per tu con Carnesecchi con un destro sul primo palo. Il Var conferma la bontà della posizione di Vlahovic anche perché Djimsiti teneva in gioco il serbo. Al nono ancora la Juve tenta di approfittare dell’avvio decisamente un po’ così dei nerazzurri: corner di Nicolussi Caviglia, la palla sbatte su Gatti e finisce alta.

DEA NON PERVENUTA: l’Atalanta viaggia a ritmi sconosciuti, cioè molto bassi e ciò consente alla Juve di amministrare senza particolari problemi. Solo alla mezz’ora il primo squillo dei ragazzi del Gasp è racchiuso in una azione dove al limite spunta un pallone interessante per CDK che però calcia alle stelle. Poco altro per descrivere un primo tempo dove la Juve ha fatto il suo, e l’Atalanta invece no cadendo nella trappola dei bianconeri che disorienta completamente la macchina da gioco e gol del Gasp.

RIPRESA, DENTRO TOURE’: si riparte subito con Touré in campo per De Ketelaere autore di un primo tempo davvero deludente. La Dea al sesto si sveglia con una ripartenza veloce chiusa da un tiro di Lookman deviato in corner da un difensore. Al nono rischia molto Hien che per frenare la ripartenza di Vlahovic entra deciso sull’avversario spingendolo in area ma l’arbitro lascia proseguire. Poi Gasperini inserisce in una volta sola Hateboer, Scalvini e Miranchuk per Zappacosta, Hien e Pasalic. Koop si abbassa davanti alla difesa e Miranchuk va a provare a pungere a destra.

DE ROON KO, DENTRO TOLOI: al ventesimo però un’incomprensione Ruggeri-De Roon scatena la ripartenza della Juventus tamponata dallo stesso capitano olandese dell’Atalanta. Nel gran recupero però forse sente un problema al ginocchio destro che lo costringe a uscire con Toloi in campo al suo posto e De Roon in lacrime quando esce dal campo. A tre dalla mezz’ora l’occasione migliore della serata per la Dea: Ruggeri crossa da sinistra, Miranchuk sbuca all’improvviso e calcia con il sinistro di prima intenzione, palla alta di poco. Poi la Juve va ancora a segno con Vlahovic che anticipa Toloi per realizzare la doppietta che però il Var annulla dopo qualche istante per un fuorigioco millimetrico.

LOOKMAN SBATTE SUL PALO: la Dea non molla nonostante le difficoltà e costruisce un’altra grande occasione quando Lookman al trentacinquesimo si accentra e colpisce il palo con un destro violento. L’Atalanta che va vicino al pareggio pochi minuti dopo anche con Ederson sul cui tiro Perin non si fa sorprendere.

MALEDIZIONE FINALE: nel finale l’allenatore bianconero Allegri viene allontanato nel recupero per proteste a testimonianza della grande tensione in campo e fuori. Il risultato però non cambia più, la Juventus vince la sua quindicesima Coppa Italia mentre l’Atalanta resta per l’ennesima volta con il cerino in mano per la terza finale persa nell’era Gasperini. Certo nessuno può togliere ai bergamaschi la grandiosità della stagione: in corsa per il quinto posto in campionato e mercoledì prossimo l’ultima occasione per togliere le ragnatele dalla propria bacheca dei trofei con la finale di Europa League contro il Bayer Leverkusen.




Le pagelle di Atalanta-Juventus

ALL.: GASPERINI 5: buca ancora l’appuntamento più importante per la storia della Dea, ma anche per la sua carriera. Allegri lo incarta sin da subito e poi tenta un vano assalto sterile che si concretizza nel solo palo colpito da Lookman. Terza finale persa, l’augurio è che ci si possa fermare qui.

CARNESECCHI 6: colpito subito a freddo, nel complesso non deve poi fare parate di grande rilievo. Sufficiente.

DJIMSITI 5.5: fatale in avvio il “buco” creato in collaborazione su Hien che spiana la strada al gol di Vlahovic. 

HIEN 5.5: prima l’errore iniziale, poi anche l’ammonizione a condizionarne la gara. Giù di tono anche lui (SCALVINI 5.5: entra senza cambiare di molto le cose)

DE ROON 6: ultimo ad arrendersi. Lotta fino a quando un problema muscolare non lo costringe ad uscire (TOLOI sv: entra negli ultimi minuti)

ZAPPACOSTA 5: manca la spinta sulle fasce, partita inspiegabilmente anonima anche per lui (HATEBOER 5.5: mossa per cambiar qualcosa nell’ultimo quarto di gara ma senza successo)

PASALIC 5.5: il primo tiro in porta è il suo. Poi finisce nell’anonimato generale (MIRANCHUK 5.5: non riesce a dare una svolta offensiva al match)

EDERSON 5.5: se anche lui gira a vuoto, vuol dire che non è proprio serata. 

RUGGERI 5: timido, nascosto e poco propositivo. Tanti cross in area ma senza un minimo di precisione. 

KOOPMEINERS 4.5: la delusione forse più grande. Il leader chiamato a guidar la squadra per provar ad arrivare al trionfo appare smarrito e spaesato. Al buio. 

LOOKMAN 6: pasticcia molto con la palla al piede ma la sufficienza è per quel palo colpito che almeno da un senso alla sua prestazione. È stato il più pericoloso pur in una partita non certo esaltante per lui. 

DE KETELEARE 5: dopo la prova da gran giocatore di domenica, ci si aspettava la definitiva consacrazione. Missione ahinoi fallita mestamente in 45’. (EL BILAL 5.5: prova a dare un po’ di brio la davanti, inizio discreto poi viene risucchiato anche lui nella trappola bianconera).




Le pagelle di Atalanta-Roma

ALL.: GASPERINI 8: dove i suoi trovino le energie per l’ennesima partita da urlo non si sa, ma è un dato di fatto che questa squadra sta bene, mette una seria ipoteca sul quinto posto e si carica come non mai in vista della prima finale. Dove servirà questo carattere e gioco, ma anche maggior precisione la davanti.

CARNESECCHI 6.5: è quasi spettatore non pagante per oltre un’ora, poi sul rigore di Pellegrini quasi ci arriva ed è molto bravo sempre sul romanista a deviare una conclusione insidiosa da fuori. Bene.

DE ROON 7: ennesima partita enorme per lui. Applausi.

HIEN 7: dopo essersi messo in tasca Oshimen, Aubameyang, oggi tocca a Lukaku finire per scomparire tra le grinfie dello svedese. Solo nella ripresa cala un po’, anche per via della stanchezza.

DJIMSITI 7: altro uomo-ovunque che non concede nulla all’avversario. Bene.

HATEBOER 6.5: piacevole sorpresa della serata. Gioca tutta la partita, corre, si sacrifica e aiuta la squadra nei rari momenti complicati.

EDERSON 7: sempre da padrone con autorevolezza muove la palla e porta su la squadra; sfiora il gol per due volte. (MIRANCHUK 6: entra nel finale e va anche vicino al gol).

KOOPMEINERS 7: primo tempo da incorniciare; splendido l’assist a CDK per il gol del raddoppio.

RUGGERI 6.5: dopo la serata da eroe con il Marsiglia, una partita un po’ più normale ma con grande personalità (ZAPPACOSTA 6: un paio di buone iniziative, poi svolge il compitino).

PASALIC 6: un po’ stanco, sfortunato a fine primo tempo quando il suo diagonale che poteva valere il terzo gol esce di un nulla (SCALVINI 6: dentro per aiutare i compagni nel finale un po’ sofferto. Missione compiuta).

DE KETELEARE 9: probabilmente la sua partita più bella con la maglia della Dea. Pare imprendibile, ne segna due ma sfiora il terzo in almeno tre occasioni. Incontenibile! (LOOKMAN 6.5: da il cambio al compagno e si rende anche lui pericoloso un paio di volte).

SCAMACCA 6.5: non trova il gol per questione di centimetri ma offre lui l’assist a CDK per il primo gol (TOURE’ 6: tanto movimento e qualche buona iniziativa).




L’Atalanta è sempre una meraviglia: batte anche la Roma e mette mezzo piede in Champions!

SERIE A, TRENTASEIESIMA GIORNATA

ATALANTA-ROMA 2-1: CDK-SHOW, CHAMPIONS VICINA

Bergamo: dominante, devastante e padrona; che poi rischia di complicarsi incredibilmente la vita ma che poi alla fine la porta a casa con grandissimo merito. L’Atalanta batte 2-1 la Roma grazie alla doppietta di De Ketelaere (inutile il rigore di Pellegrini nella ripresa) e rafforza il quinto posto che vale un posto nella prossima Champions; se la Dea vincerà a Lecce sabato prossimo ne avrà anche la certezza matematica. Nel mezzo però la finale di Coppa Italia di Mercoledì contro la Juve per cercare di portar a Bergamo un trofeo che manca da tanti, troppi anni.

GASP CON CDK-SCAMACCA: per la sfida champions con la Roma il Gasp punta davanti su CDK e Scamacca mentre in mezzo ci sono Koop ed Ederson con Pasalic a ridosso delle punte. Dietro c’è De Roon con Hien e Djimsiti. Nella Roma, out Dybala, Spinazzola e con Abrahm non al top, De Rossi davanti punta su Lukaku con El Sharaawy e Baldanzi larghi e gli ex Cristante e Mancini in mezzo ed in difesa.

PIU’ ATALANTA IN AVVIO: ennesimo pienone allo Stadium per spingere la Dea in queste ultime fatiche che valgono una intera stagione tra campionato e coppe a partire dalla sfida di stasera che comincia con al quarto il primo avviso dei nerazzurri alla Roma: prima una deviazione fortuita di un difensore e Svilar, sorpreso, mette in angolo sui cui sviluppi c’è il colpo di testa di Scamacca che va fuori di poco.

CDK BUM-BUM, DEA SUL 2-0: match tutto sommato tranquillo fino al quarto d’ora, poi la squadra del Gasp mette il turbo. Al diciottesimo De Ketelaere prende la palla sulla fascia sinistra si accentra lascia sul posto l’ex Mancini e con un tiro preciso sul palo lontano la mette alle spalle di Svilar che nemmeno si tuffa; due minuti dopo altra bella azione corale con Koopmeiners che semina il panico in area giallorossa e mette al centro, pallone smarcante ancora per CDK che mette facilmente in rete il gol del 2-0.

MONOLOGO NERAZZURRO: la Roma resta stordita dal terribile uno-due dei ragazzi del Gasp che rischiano di dilagare: al trentasette Scamacca ruba un pallone a metà campo e serve ancora De Ketelaere che si libera in area e tira fuori di poco; poi sempre il belga centra il palo un minuto dopo dopo l’ennesimo acuto. In chiusura di primo tempo c’è tempo per un altro legno (colpito da Koop su punizione), un miracolo di Svilar su un colpo di testa di Hateboer e una conclusione di Pasalic che esce di un soffio. Si val al riposo dopo un minuto di recupero con la Dea sul 2-0.

RIPRESA, ALTRE OCCASIONI PER LA DEA: si riparte dopo il riposo con Gasp che non apporta modifiche al suo undici in campo con la gara che riparte sulla falsa riga della prima parte con i nerazzurri a creare occasioni, senza però capitalizzare: prima con Ederson (parata di Svilar), poi con Scamacca (conclusione da fuori potente, fuori di un nulla) l’Atalanta va vicina al tris. Poi i primi cambi con Scamacca, Ruggeri e CDK che escono ed El Bilal, Zappacosta e Lookman in campo al loro posto.

PELLEGRINI RIAPRE TUTTO DAL DISCHETTO: al quarto d’ora De Roon ci prova da fuori con la palla che anche stavolta esce di un soffio. Poi un minuto l’olandese è protagonista nella propria area di un contrasto con Abrham: per l’arbitro è rigore per gli ospiti (molto molto dubbio) e che Pellegrini dal dischetto non fallisce riaprendo incredibilmente il match.

TRE PUNTI E MEZZO PIEDE IN CHAMPIONS: la prende male il Gasp (che viene anche ammonito per proteste in occasione del rigore) che a ridosso della mezz’ora cambia ancora inserendo Scalvini al posto di Pasalic mentre inizia ad esserci lavoro anche per Carnesecchi che respinge bene un tentativo da fuori ancora di Pellegrini al trentunesimo. Momento di maggior pressione dei giallorossi che a sette dal novantesimo ci provano ancora: Lukaku, controlla e calcia ma c’è Carnesecchi in presa bassa. Ma il finale è ancora tutto della Dea che tra il novantesimo e i quattro di recupero sfiora il tris con Koop due volte e poi anche Miranchuk (tutte conclusioni fuori di un soffio ma che tengono aperto il discorso). Finisce 2-1, l’Atalanta mette un bel piede e mezzo nel posto che vale la prossima champions League ed arriva come meglio non si può alla finale di mercoledì contro la Juve che vale la Coppa Italia: quel trofeo che Bergamo sogna, e probabilmente merita, da tanto, troppo tempo.




L’EuroAtalanta scrive la storia: Marsiglia travolto, la Dea vola in finale di Europa League!

EUROPA LEAGUE, RITORNO SEMIFINALE

ATALANTA-MARSIGLIA 3-0: APRE LOOKMAN, CHIUDE EL BILAL

Bergamo: in pochi avrebbero potuto crederci all’inizio dei questa Europa League. L’Atalanta fa la storia e si qualifica per la finale di Dublino del prossimo 22 maggio, prima storica europea per il club. A Bergamo la Dea abbatte il Marsiglia 3-0 grazie ai gol di Lookman, Ruggeri e Touré e manda in estasi totale una intera città: mercoledì prossimo la sfida alla Juve per la Coppa Italia, quello successivo a Dublino contro il Leverkusen per l’Europa League mentre i fuochi d’artificio illuminano Bergamo.

DEA CON IL TRIDENTE: Gasperini mette De Roon in difesa e non Scalvini, di conseguenza da centrocampo in su diventa una squadra molto offensiva con Koopmeiners in mezzo al fianco di Ederson e Lookman nel tridente con De Ketelaere e Scamacca. Nei francesi, Gasset recupera Gigot al centro della difesa dopo la squalifica e punta tutto sul bomber Aubameyang.

LO STADIUM TRASCINA: splendida la coreografia all’ingresso delle squadre in campo: “Il ricordo di Malines rievocato a ogni bambino, vincere oggi per raccontare Dublino”, recita lo striscione della curva atalantina che con la coreografia ripropone il logo dell’Atalanta. Il Gewiss è una bolgia, tutto esaurito. Si comincia e al sesto la prima emozione: discesa di Koopmeiners, quando l’olandese scivola si infila De Ketelaere che supera Pau Lopez in uscita e da posizione decentrata colpisce il palo esterno. Al quarto d’ora la prima risposta francese con un sinistro a giro di Ndiaye che finisce alto.

NERAZZURRI PIU’ INSIDIOSI: ma è la Dea a crederci di più: al quarto d’ora il diagonale di Scamacca su invito di De Ketelaere finisce largo ma pizzica le sicurezze marsigliesi. L’Atalanta ci prova anche dal limite con un destro di Zappacosta centrale al termine di un’azione rapida. Un’altra occasione al ventiquattro con Koopmeiners: sinistro deviato da un difensore e palla sul fondo. Dal corner seguente la doppia, clamorosa occasione bergamasca: azione confusa, sbuca una palla che Scamacca stampa sulla traversa da due metri e quando il pallone scende ci arriva prima De Ketelaere che obbliga Pau Lopez a una parata tutta riflessi.

LOOKMAN LA SBLOCCA ALLA MEZZ’ORA: è l’Atalanta che schiaccia il Marsiglia e con merito passa alla mezzora: transizione veloce di De Ketelaere che fa scorrere subito a sinistra la palla per Lookman che punta Kondogbia, lo disorienta, si accentra, finta e calcia di destro il pallone dell’1-0. Al trentasei Scamacca veste i panni dell’assistman per CDK che arriva fin davanti a Pau Lopez e cerca il gol in mezzo alle gambe, ma l’ex Roma è bravo a respingere il tiro. Sempre Scamacca torna a essere il terminale al quarantesimo quando riceve palla al limite, si gira e calcia senza pensarci: palla violenta, a lato di non molto. Appena prima del riposo Ederson illumina un corridoio che Zappacosta percorre a tutta velocità, entra in area e invece che crossare per Scamacca tenta un difficilissimo colpo sul primo palo che trova solo l’esterno della rete. Finisce così 1-0 un primo tempo in cui la Dea avrebbe meritato anche di più di un solo gol.

RIPRESA, SUPER-GOL DI RUGGERI: si riparte senza cambi, con un Marsiglia più convinto e meno attendista che al quinto rischia di far male quando Djimsiti si fa sorprendere da un passaggio per Ndiaye che avrebbe la palla del pareggio ma a il suo pallonetto finisce fuori. L’Atalanta non si fa attendere e al settimo raddoppia: Ruggeri scambia con Lookman, riceve palla all’interno dell’area tagliando verso l’interno e scarica un destro violento sotto la traversa che fa esplodere lo stadio e tutta la città.

GASP CAMBIA, OM SULLA TRAVERSA: mister Gasperini a questo punto mette mano alla panchina: dentro Scalvini e Miranchuk per Ederson (ammonito in precedenza) e Scamacca (non giocherà la finale di Coppa Italia, ma domenica sera ci sarà la Roma), poco dopo dentro anche Pasalic per De Ketelaere ricomponendo con il croato un binomio di veri mediani con De Roon e avanzando Koopmeiners. Al diciottesimo OM pericoloso con la traversa improvvisa di Veretout con cross che pare sbagliato e che invece casca proprio lì con Musso un po’ sorpreso.

EL BILAL, IL SIGILLO PER DUBLINO: nell’ultimo quarto d’ora spazio anche ad Hateboer per Zappacosta e Touré per Lookman. A dieci dalla fine Koopmeiners sceglie la soluzione di potenza per sorprendere Pau Lopez che respinge il tiro. In pieno recupero il sigillo sul trionfo della Dea: fuga di Touré sulla sinistra, rientra sul destro e scarica un preciso destro sul secondo palo che vale il 3-0 finale e la gioia di tutto lo stadio. In finale ci va l’Atalanta per la prima volta nella storia e Bergamo si prepara a quindici giorni di autentica follia sportiva con due finali in due mercoledì: la Juve in Coppa Italia a Roma il 15 e il Leverkusen a Dublino il 22. Reggetevi forte.