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Zitti e buoni: questa Atalanta non potrà mai deluderci

“Zitti e buoni”, un titolo molto azzeccato per chi alla vigilia della sfida con il Milan ha voluto trovare complotti inesistenti, compresi alcuni tifosi forse ancora con gli occhi iniettati di sangue e che gridavano vendetta dopo la cocente sconfitta in Coppa Italia.

E parla, purtroppo certa gente parla, e non sa di cosa parla, se veramente pensa che la Dea si potesse tirare indietro per vendetta o per storico astio nei confronti della Vecchia Signora.

Anche il sottoscritto ci credeva tanto che potevamo fare l’ennesimo salto record in campionato, con un secondo posto all’altezza e una fila di altri limiti numerici da infrangere, ma la strada si è rivelata più in salita del previsto.

Le motivazioni del Milan e il conseguente calo psicofisico di fine stagione ha indirizzato il match verso un epilogo senza storie, ma si tratta di una sconfitta indolore e che come tale già da oggi in pochi ricorderanno con rabbia.

La “smotorata” nel prepartita e il saluto della squadra dagli spalti della Curva Nord ci hanno ricordato di quanto siamo sì, fuori di testa, ma diversi dalla maggior parte degli altri tifosi rancorosi e mai accontentabili.

Non sarà di certo una finale di Coppa Italia persa e un secondo posto mancato in campionato a rovinare l’ennesimo cammino straordinario fatto quest’anno, perché le soddisfazioni per alcuni obiettivi raggiunti valgono molto di più di certi trofei placcati d’oro.

Finché ci saranno 11 cuori pulsanti dietro a questa magli dai colori così magici, non ci sarà sconfitta nel cuore di chi lotta, ma soprattutto non ci potrà essere delusione. E tutti gli altri conviene stare zitti e buoni.




Le pagelle di Atalanta-Milan

SQUADRA SCARICA, SOLO ZAPATA SFIORA IL GOL

Sipario sul campionato con sconfitta per una Dea che chiude al terzo posto con una prova decisamente non delle migliori. Pochi all’altezza delle normali prestazioni abituali oggi: Zapata ci prova, mentre Maehle stecca sulla fascia e i cambi del mister non portano agli effetti sperati nel finale.

LE PAGELLE:

ALL.: GASPERINI 6: difficile tenera alta la concentrazione dopo mercoledì sera ed in una partita che contava davvero solo per la statistica. Fa quel che può, azzardando nel finale quando probabilmente era un po’ troppo tardi. Chiude un po’ così una stagione in cui comunque ha firmato l’ennesimo capolavoro per la Dea. Applausi.

GOLLINI s.v.: praticamente inoperoso per tutto il match, incolpevole sui due rigori imparabili di Kessie.

TOLOI 6: una partita senza troppi affanni ma senza nemmeno acuti (PALOMINO s.v.: dentro nel finale).

ROMERO 6: qualche incertezza e qualche rischio di troppo ma tutto sommato sufficiente.

DJIMSITI 5: il più incerto tra quelli la dietro. Chiude con una serata-no.

MAEHLE 5: colpevole sul rigore che sblocca un match sin li bloccatissimo (PASALIC 5.5: entra senza incidere).

DE ROON 5: perde la testa nel finale facendosi cacciare a gara ormai andata. Un peccato.

FREULER 5.5: meno brillante del solito anche lui, salterà la prima della nuova stagione in quanto ammonito e in diffida. (MIRANCHUK s.v.: entra nel finale).

GOSENS 5.5: anche lui piuttosto stanco, ci mette la manona nel finale che costa il secondo penalty ai rossoneri.

MALINOVSKYI 5.5: finisce anche lui col fiato corto una stagione in cui, nella seconda parte, si è preso sulle spalle la squadra trascinandola al traguardo-Champions.

PESSINA 5.5: pochi palloni giocati nella metà partita giocata. (MURIEL 5.5: una punizione fuori di poco, una conclusione anch’essa che esce di un niente e poco altro…)

ZAPATA 6: alla fine è il suo il pallone più pericoloso della Dea questa sera. Diagonale velenoso in area rossonera nella ripresa fuori di un nulla. Un po’ pochino…




Atalanta scarica e stanca, ma terza e felice. Due rigori mandano in Champions anche il Milan.

SERIE A, TRENTOTTESIMA GIORNATA

ATALANTA-MILAN 0-2: DECIDONO DUE PENALTY DELL’EX KESSIE

Una sconfitta per chiudere una stagione comunque da incorniciare: l’Atalanta chiude stanca e con il fiato corto una settimana certamente non indimenticabile tra sconfitta nella finale di coppa e questa sera dove il Milan vince a Bergamo e soffia all’ultima curva il secondo posto ai nerazzurri grazie ad una doppietta su rigore (uno per tempo) dell’ex Kessie. La squadra del Gasp ci prova facendo più gioco ma con poche conclusioni degne di nota; nella ripresa un diagonale velenosissimo di Zapata sfiora il pari ma poi i nerazzurri faticano a rendersi pericolosi. La Dea chiude così terza in classifica, per il terzo anno di fila e può iniziar così a pianificare al meglio il futuro che, tutti ci auguriamo, continui ad essere roseo e con la voglia di migliorarsi sempre di stagione in stagione.

Bergamo: Le due facce di una stagione comunque da incorniciare per la Dea questa sera passano attraverso i piedi di un ex che fa chiudere i nerazzurri con una sconfitta indolore questo campionato e regala al Milan il ritorno in Champions dopo otto anni. Al Gewiss Stadium comanda soprattutto Kessie, autore dei due rigori vincenti ma autore in generale di una prestazione davvero importante. L’Atalanta lascia il campo nervosa e arrabbiata, e c’è da capirla. Non è stato un granché come settimana: prima la sconfitta in finale di Coppa Italia, poi questa che fa male perché infrange il sogno del secondo posto. Sarebbe stato il piazzamento migliore nella storia del club. Questo ovviamente non cancella l’ennesima stagione meravigliosa della Dea, che rinnova la tessera nel club delle big.

GASP RILANCIA MAEHLE: il Gasp ne cambia due rispetto alla sfortunata finale di coppa persa mercoledì inserendo Djimsiti al posto di Palomino e in fascia Maehle al posto di Hateboer mentre davanti c’è ancora il solo Zapata con Pessina e Malinovskyi a suo supporto. Nel Milan mancano invece Ibra e Rebic con allora Pioli che punta su Leao davanti con l’ex Kessie in mezzo e Diaz ad inventare gioco con Theo Hernandez pronto a duellare con Gosens sulla fascia.

SI PARTE, LA DEA CI PROVA: si parte dal minuto di raccoglimento per ricordare i quattordici morti (accertati ad ora) della tragica caduta della funivia di Stresa di questo primo pomeriggio: morire così è davvero drammatico e ingiusto. Poi il match, con la gara che comincia con i nerazzurri ad impostare il gioco ed i rossoneri che contengono ma davanti non riescono tuttavia ad impensierire Gollini.

RIGORE SU HERNANDEZ, KESSIE LA SBLOCCA: la partita non decolla e le emozioni sono davvero merce rara in questo primo tempo dove la tensione rossonera ed una Dea apparsa un po’ scarica non hanno consentito allo spettacolo di avere la meglio. Al quarantesimo però il match cambia faccia quando Theo Hernandez viene atterrato in area da Mahele, intervento dubbio, ma l’arbitro concede il penalty: l’ex Kessie non sbaglia dal dischetto e porta avanti il Milan proprio a pochi istanti dal termine di un primo tempo che si chiuderà dopo un minuto di recupero e con gli ospiti avanti di un gol.

RIPRESA, SUBITO MURIEL: dopo l’intervallo il Gasp prova la scossa inserendo subito Muriel al posto di Pessina con il match che riparte con leggero ritardo per attendere la contemporaneità con gli altri campi dove Milan, Juve e Napoli si giocano i due posti in Champions rimanenti per far compagnia a Dea ed Inter. All’undicesimo Zapata ha una buona palla in area e conclude con un diagonale che esce fuori di un niente; poi ci prova anche Muriel su punizione ma con mira ampiamente imprecisa qualche minuto più tardi.

LEAO CENTRA IL PALO: quando esce dal guscio però il Milan è pericolosissimo, come al ventitreesimo quando una percussione di Leao in contropiede porta alla conclusione del giocatore rossonero che centra il pieno il palo a Gollini battuto. L’Atalanta risponde al venticinque con una conclusione a giro di Muriel che esce sul fondo di poco, poi il Gasp inserisce negli ultimi dieci minuti anche Pasalic al posto di un Maehle oggi non certamente impeccabile.

FINALE NERVOSO, ALTRO RIGORE E KESSIE FA 2-0: nel finale il Gasp si gioca gli ultimi cambi con Freuler e Toloi che lasciano il campo per Miranchuk e Palomino con il tentativo di dar l’assalto al possibile gol del pari, ma è il nervosismo a far da padrone: nel primo dei quattro minuti di recupero, altro rigore per il Milan quando Gosens tocca con un braccio una conclusione in area nerazzurra. De Roon perde la calma e va a spintoni con Krunic rimendiando così il cartellino rosso. Dal dischetto va ancora Kessie che con freddezza realizza il penalty che chiude i giochi: il Milan vince, si prende il secondo posto ai danni di una Dea apparsa davvero stanca e ancora probabilmente ferita dalla bruciante sconfitta di mercoledì che chiude però terza in classifica per la terza (gioco di parole) stagione consecutiva. Al netto di una ultima settimana non certamente indimenticabile, a questi ragazzi non si può far altro che dedicare il nostro più sentito grazie per un’altra stagione da incorniciare.

IL TABELLINO:

RETI: 40′ su rig. e 93′ su rig. Kessie (M)

ATALANTA (3-4-2-1): Gollini; Toloi (87′ Palomino), Romero, Djimsiti; Maehle (80′ Pasalic), De Roon, Freuler (87′ Miranchuk), Gosens; Malinovskyi, Pessina (46′ Muriel); Zapata. A disposizione: Rossi, Sportiello, Caldara, Ruggeri, Sutalo, Ilicic, Lammers – Allenatore: Gasperini

MILAN (4-2-3-1): G. Donnarumma; Calabria, Kjaer, Tomori, Theo Hernandez; Bennacer (62′ Krunic), Kessie; Saelemaekers (79′ Dalot), Brahim Diaz (61′ Meité), Calhanoglu; Leao (79′ Mandzukic). A disposizione: A. Donnarumma, Tatarusanu, Kalulu, Romagnoli, Castillejo, Hauge, Tonali, Maldini – Allenatore: Pioli

ARBITRO: Mariani di Aprilia.

NOTE: gara di andata: Milan-Atalanta 0-3 – match disputato a porte chiuse – espulso De Roon (A) al 93′ per comportamento non regolamentare – ammoniti De Roon, Toloi (A); Mandzukic, Dalot (M) – recupero: 1′ p.t. e 4′ s.t.




Atalanta-Juventus 1-2: La Coppa Italia rimane una chimera

Per Gasperini la Dea o vince o impara, ma è dura recepire qualcosa pochi secondi dopo la fine di un’altra finale di Coppa Italia persa. La seconda in tre anni, vero, un obiettivo non prefissato e quindi non si può assolutamente parlare di fallimento (altrettanto vero e indiscutibile), ma penso che tifosi e lo stesso Gasp si siano un po’ rotti di non concretizzare proprio sul più bello.

La ciliegina sulla torta ancora una volta la dobbiamo lasciare in frigorifero, ma anche senza quel tocco in più di classe, la torta rimane dolce.

Alla fine Chiellini& company hanno fermato quella che ritengono una favola, ma che il resto d’Italia e d’Europa reputa una realtà consolidata.

Non siamo una favola, anche perché nelle favole il lieto fine deve esserci sempre, mentre noi siamo andati sempre incontro a finali horror.

L’abbiamo chiamata sfortuna e scippo dopo la finale dell’Olimpico del 2019, ma il computo più ampio di ben 4 finali perse su 5 disputate al sottoscritto richiama le sembianze di una chimera, di quel mostro mitologico quasi impossibile da battere, quasi irraggiungibile da comprendere e affrontare.

Ho appositamente scritto “quasi” perché nella mitologia il mostro alla fine è stato sconfitto, con il solito coraggio dell’eroe e quel pizzico di fortuna che a noi pare esserci avversa in queste notte maledette.

Atalanta-Juventus 1-2: chimera e colpe nerazzurre

Non solo questo, certo. Aldilà degli episodi netti del primo tempo che avrebbero potuto indirizzare il match su una strada diversa, perché se è vero che non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta, beh nel secondo tempo ci è venuto il braccino corto del tennista, con conseguente rassegnazione. E forse è quest’ultimo dettaglio che rimane inspiegabile.

Una rassegnazione frutto di chissà cosa, dato che c’erano tutte le premesse per giocare un secondo tempo sfavillante e storico. Il giorno dopo è più facile fare ipotesi: dal cambio sbagliato di Malinovskyi, alla confusione tattica del Gasp, passando per l’incapacità della Dea di non sapere reggere la pressione quando in palio c’è qualcosa di concreto. La Dea della corsa che per tutta la gara non sente la fatica, ma che all’ultimo metro non ha più benzina e vede il traguardo allontanarsi. Un paradosso che per l’appunto è per definizione irrazionale, inconcepibile, ma che purtroppo esiste ed è divenuto una certezza.

Forse un pur pur rid di coincidenze e maledizioni che l’Atalanta ha ereditato proprio dal suo condottiero, alla sua terza finale persa (Supercoppa con l’Inter nel 2011 e le 2 con l’Atalanta), e che per primo si è chiesto “Davvero più di questo non potrò mai fare?”.

Ci sarà tempo per le recriminazioni, pensieri, studio e analisi degli errori, ma l’incubo vissuto al Mapei non cancella il sogno un giorno di poter passare dalla teoria alla pratica.

Come Gianni Morandi nella sua canzone, anche noi speriamo in cuor nostro che non si tratti di una chimera, e ci tocca per il momento contare i giorni che ci separano dal coronamento di un sogno che Gasperini in primis, poi i giocatori e un’intera città meriterebbero di vederlo trasformato in realtà.




Le pagelle di Atalanta-Juventus

BRAVO GOLLINI, MALINOVSKYI SEGNA UN GOL BELLO MA INUTILE

Alla fine qualcosa è mancato: probabilmente in ogni reparto per portare all’esito finale. E neppure il Gasp è riuscito a metterci una toppa stavolta con i cambi: un plauso a Gollini per la paratissima su Chiesa nella ripresa ed a Mali per il bel gol del pari momentaneo, ma per il resto il calo visto nella ripresa da parte di un po’ tutti quanti rimane davvero misterioso ed a tratti inspiegabile.

LE PAGELLE:

ALL.: GASPERINI 5.5: primo tempo come vuole lui, squadra aggressiva che va sotto ma reagisce e trova un pari meritatissimo ma nella ripresa pare l’ombra di se stessa; e stavolta non è decisivo con i cambi, apparsi tardivi e poco influenti su un match che la Juve conquista passo dopo passo sul campo fino a segnar il gol decisivo.

GOLLINI 6.5: nella ripresa è decisivo su Chiesa, poi salvato dal palo poco dopo. Non potrà tuttavia nulla poco più tardi ancora sull’ex giocatore viola.

TOLOI 5.5: un ottimo primo tempo ma una ripresa piuttosto opaca e con il ritmo decisamente più basso. (DJIMSITI s.v.: gioca l’ultimo quarto d’ora, non riesce a mettersi in evidenza).

ROMERO 6: ultimo ad arrendersi, nella ripresa concede qualcosina ma senza però farsi sorprendere.

PALOMINO 5.5: si fa un po’ trascinare anche lui nel secondo tempo quando tutta la squadra cala fisicamente.

HATEBOER 5: forse il più in difficoltà, nella ripresa si fa sorprendere anche lui nell’azione del raddoppio bianconero (ILICIC 5.5: pochi lampi, qualche discreto pallone giocato e poco più).

FREULER 6: forse più nervoso del solito, cosa che comunque ci può stare. Partita sufficiente, anche lui un po’ al di sotto delle attese. Ha il merito di avviare l’azione del momentaneo pareggio di Malinovskyi.

DE ROON 6: vedi sopra. Non riesce ad incidere con le grandi capacità e qualità viste in altre circostanze.

GOSENS 6: molto bene anche lui per tutto il primo tempo, perde inspiegabilmente colpi nella seconda frazione (MIRANCHUK s.v.: poco tempo per incidere. Ingiudicabile).

MALINOVSKYI 6.5: suo il gol che aveva illuso un po’ tutti quanti. Al netto della rete segnata comunque anche lui è sembrato meno in palla del solito già dal primo tempo. Comunque bravo, ancora a segno. (MURIEL 5.5: venti minuti in cui non riesce ad incidere).

PESSINA 6: manca in fase di finalizzazione finale ma tutto sommato non sfigura (PASALIC 5.5: anche lui non riesce a cambiar l’andazzo di un match ormai segnato).

ZAPATA 6.5: finisce stremato, è senza dubbio il più pericoloso dei nostri in avvio ed in grado da solo di mettere in difficoltà tutta la difesa bianconera. Peccato che non abbia trovato subito il gol in quelle due occasioni capitate ad inizio partita.




Atalanta, la maledizione prosegue: la Coppa va alla Juve, ai nerazzurri resta solo tanta amarezza

COPPA ITALIA, LA FINALE

ATALANTA-JUVENTUS 1-2: LA DECIDE CHIESA NELLA RIPRESA

Non sa da fare; nemmeno stavolta. La Coppa Italia va alla Juve, l’Atalanta invece ancora una volta piange e vede sfumare il sogno di un trofeo che a Bergamo manca ormai da tantissimi anni. Una gara in cui i nerazzurri hanno illuso con un grandissimo primo tempo in cui, all’improvviso vantaggio dell’ex Kulusevski ha risposto Malinovskyi nel finale e che faceva pensare ad una ripresa all’assalto. Cosa che invece ha fatto la Juve, con un secondo tempo ordinato e ragionato con Gollini che prima salva su Chiesa, poi il palo colpito proprio dallo stesso attaccante ex viola che, pochi secondi prima di uscire, decide il match con un gol che sorprende tutta la difesa atalantina. La Dea a quel punto non avrà più la forza di reagire ed il risultato non cambierà più. Occasione persa, anche stavolta. Un vero peccato.

Reggio Emilia: l’illusione, e la dura realtà. Un primo tempo che fa sognare, una ripresa improvvisamente e incredibilmente mancata. L’Atalanta a due facce lascia la coppa Italia ancora una volta al suo avversario in finale: come due anni fa la Lazio, stavolta la Juve porta via il trofeo ai nerazzurri che continuano la loro tradizione negativa nelle partite decisive per alzare un trofeo. Peccato, anche se a questi ragazzi va comunque sempre il nostro infinito grazie, ma quella di oggi pare l’ennesima grande occasione buttata da questi ragazzi per poter mettere una ciliegina sulla torta di quelle importanti ad un ciclo sin qui storico, ma senza trofei. Ci riproveremo, sicuramente l’Atalanta non finisce questa sera anzi, c’è ancora un secondo posto in campionato da conquistare.

PALOMINO DIETRO, DUVAN UNICA PUNTA: confermate tutte o quasi le indiscrezioni della vigilia in casa nerazzurra con mister Gasperini che davanti punta su Zapata unica punta supportato dietro da Pessina e Malinovskyi mentre dietro c’è Palomino preferito a Djimsiti insieme a Romero e Toloi con Hateboer e Gosens sulle fasce. Nella Juve, Pirlo propone davanti Ronaldo e, a sorpresa, l’ex Kulusevski con Chiesa e Mckennie in mezzo e Buffon tra i pali in quella che sarà probabilmente la sua ultima partita in bianconero.

RIECCO ANCHE IL TIFO SUGLI SPALTI: oltre quattromila tifosi a Reggio Emilia con il calcio che fa prove generali di normalità dopo oltre un anno di pandemia e già questo è uno splendido messaggio per tutti. Inno nazionale cantato da Annalisa e poi l’arbitro Massa può fischiare l’inizio del match dai ritmi subito altissimi e con la Dea subito pericolosa al secondo con una conclusione di Zapata in area che sibila a fil di palo e finisce sul fondo. La risposta dei bianconeri è affidata ad una punizione di Ronaldo che si stampa però sulla barriera.

L’EX KULUSEVSKI PORTA LA JUVE AVANTI: l’Atalanta insiste e ci prova appena ne ha la possibilità come al ventiquattresimo quando Freuler dalla fascia, incrocia un diagonale che finisce largo di poco; poi Malinovskyi ci prova su punizione mancando però di precisione. Alla mezz’ora però il break della Juve fa molto male ai nerazzurri: Kulusevski rifinisce una continuata azione bianconera calciando a giro e segnando così il temuto gol dell’ex: i nerazzurri protestano per un fallo dall’altra parte del campo su Gosens, l’anticipo di Cuadrado sembrava falloso ma non per il direttore di gara che dopo il check al Var conferma la rete.

MALINOVSKYI RISPONDE SUBITO, 1-1!: ma la Dea non si da per vinta dopo lo svantaggio e con Hateboer impegna Buffon a una decina di minuti dalla fine su assist di Zapata e poi, al quarantesimo eccolo il pareggio meritatissimo della squadra del Gasp: azione veloce di ripartenza avviato da Freuler, palla a Malinovskyi che si accentra e mette in rete dopo una bella azione corale e fa esplodere lo spicchio di tifosi nerazzurri presenti a Reggio Emilia. E sul risultato di parità si va così a chiudere pochi minuti dopo (senza recupero) un bel primo che i ragazzi del Gasp stavano vedendo sfuggir via immeritatamente e che invece sono riusciti a riprendere con un cuore grande così!

RIPRESA, IL GOLLO E IL PALO SALVANO I NOSTRI: nessun cambio durante l’intervallo e il match riprende così dopo il riposo con la prima offensiva che è bianconera con Cuadrado che crossa per la testa di Mckennie in area che manda fuori di poco. I bianconeri provano a sterzare nel loro match sin li un po’ timido e si rendono molto pericolosi in due occasioni a ridosso del quarto d’ora, entrambe con Chiesa: prima stoppato da una gran parata di Gollini, poi il palo salva i nerazzurri sulla conclusione sull’ex giocatore della Fiorentina.

CHIESA RIPORTA AVANTI LA JUVE: scampato il pericolo il Gasp prova a cambiare qualcosa andando a richiamare a metà del secondo tempo sia Malinovskyi che Pessina ed inserendo al loro posto Muriel e SuperMario Pasalic. Il tema però non cambia ed i bianconeri paiono averne di più dei nostri che non riescono più a farsi vedere mentre la squadra di Pirlo insiste e a due dalla mezz’ora passa con Chiesa, che stavolta non sbaglia dopo la bella combinazione ancora con Kulusevski e supera Gollini portando i bianconeri sul 2-1.

COPPA, LA MALEDIZIONE CONTINUA: la Dea deve ancora rimontare ma pare a corto di energie, escono Hateboer, per Ilicic e Toloi per Djimsiti con il Gasp che cambia il modulo per cercare di recuperare il risultato ma non riesce più a pungere con i suoi che restano nervosi e bloccati senza riuscire a rendersi incisivi nemmeno con l’ultimo tentativo di ingresso di Miranchuk nel finale per Gosens. La Dea prova più con la forza della disperazione che con la lucidità e con anche eccessivo nervosismo: ne fa le spese Toloi a due dal novantesimo che viene allontanato dalla panchina dal direttore di gara. Altri quattro di recupero rimangono in cui però succede poco o nulla e il triplice fischio finale condanna ancora una volta la Dea. La Coppa resta un tabù, la favola di questa Atalanta non riesce a trovare un acuto decisivo per portare a Bergamo un trofeo che tutti avrebbero meritato. Restano gli applausi e la solita, grande, amarezza.

IL TABELLINO:

ATALANTA-JUVENTUS 1-2 (primo tempo 1-1)

RETI: 31′ Kulusevski (J), 41′ Malinovskyi (A), 28′ st Chiesa (J)

ATALANTA (3-4-2-1): Gollini; Toloi (31′ st Djimsiti), Romero, Palomino; Hateboer (31′ st Ilicic), De Roon, Freluer, Gosens (38′ st Miranchuk); Malinovskyi (23′ st Muriel), Pessina (23′ st Pasalic); Zapata – Allenatore: Gasperini

JUVENTUS (4-4-2): Buffon; Cuadrado, De Ligt, Chiellini, Danilo; McKennie, Rabiot, Bentancur, Chiesa (29′ st Dybala); Kulusevski (37′ st Bonucci), Ronaldo – Allenatore: Pirlo

ARBITRO: Massa di Imperia

NOTE: spettatori: 4mila circa – ammoniti: Chiellini, De Ligt (J), Romero, Freuler, De Roon, Ilicic, Malinvoskyi (A) – espulsi: Toloi (A) – recuperi: 0′ p.t. e 4′ s.t.




Per la storia, i tifosi e per una città intera: dai Atalanta, riporta a casa la Coppa Italia!

REGGIO EMILA, ORE 21: DEA FACCI SOGNARE!!

BERGAMO E LA DEA PER CORONARE UN SOGNO, LA JUVE PER SALVARE UNA STAGIONE

L’Atalanta ci riprova: a poco più di due anni di distanza dalla beffarda finale di Roma persa con la Lazio, la squadra del Gasp torna a giocarsi la conquista di un trofeo, la Coppa Italia, che a Bergamo manca ormai dal 1963 e che la Dea farà di tutto per cercare di riportare a casa, a coronamento di una stagione che, al di la del risultato di questa sera, è già di suo eccezionale dopo aver staccato il pass lo scorso sabato a Genova per la terza partecipazione alla Champions League. Manca però la ciliegina sulla torta che Zapata e compagni proveranno a mettere questa sera gettando il cuore oltre l’ostacolo contro un avversario che, pur in una stagione certamente non delle più esaltanti, è sempre una squadra tosta e con campioni in grado di far la differenza in qualsiasi momento, ma che la Dea qualche settimana fa è stata capace di superare e che proverà sicuramente a bissare questa sera sapendo di aver la possibilità di regalare una gioia grandissima alla sua gente. CREDIAMOCI, TUTTI INSIEME!!!

VIVI IN DIRETTA CON NOI LA FINALISSIMA DI COPPA ITALIA TRA LA DEA E LA JUVENTUS A PARTIRE DALLE 21 SEGUENDO IL MATCH IN DIRETTA SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK

GLI ULTIMI DUBBI DEL GASP: tranne Kovalenko (stagione finita per lui), mister Gasperini può contare sulla completa rosa a disposizione con pochi dubbi da sciogliere, principalmente in avanti. Se dietro e in mezzo infatti pare esser certa la formazione titolare classica con la difesa a tre e Gosens con Hateboer a spingere sulle fasce, in avanti con Zapata di punta e Malinovskyi a supporto resta da capire se giocherà Pessina (favorito) oppure se il tecnico della Dea azzerderà subito Muriel insieme al connazionale colombiano.

LE PROBABILI FORMAZIONI:

ATALANTA (3-4-2-1): Gollini, Djimsiti, Romero, Toloi; Hateboer, De Roon, Freuler, Gosens; Malinovskyi, Pessina; Zapata – All.: Gasperini

JUVENTUS (4-4-2): Szczesny; Cuadrado, De Ligt, Chiellini, Danilo; McKennie, Bentancur, Rabiot, Chiesa; Morata, Cristiano Ronaldo – All.: Pirlo

ARBITRO: Massa di Imperia