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SERIE A, TRENTUNESIMA GIORNATA

ATALANTA-NAPOLI 1-3: DEA SCIUPONA, DE ROON NON BASTA

Bergamo: esser belli non basta, nel calcio serve anche cinicità. E l’Atalanta lo sa bene: da macchina da gol negli ultimi anni la squadra del Gasp conferma anche contro il Napoli la tendenza inversa a non riuscir ad andare a segno. Così un Napoli ordinato e nemmeno troppo trascendentale si porta a casa la posta in palio e aggancia per ora il Milan in classifica mentre i nerazzurri del Gasp scivolano al settimo posto e rischiano seriamente di non staccare un pass per le prossime coppe Europee se l’andazzo non cambierà in questo finale di stagione.

DEMIRAL OUT, C’E’ SCALVINI: mister Gasperini, che non ha Toloi, rinuncia per motivi precauzionali anche a Demiral dopo il provino del mattino: il turco aveva subito una contusione alla coscia nella rifinitura di ieri e il tecnico ha preferito non rischiarlo, anche in previsione della gara di giovedì a Lipsia. Dunque dentro Scalvini assieme a Palomino e Djimsiti. Nessuna sorpresa a centrocampo e sulle fasce, mentre davanti, assieme a Malinovskyi, c’è Muriel e non Boga. Nel Napoli è praticamente annunciato l’impiego di Zanoli sulla destra e di Juan Jesus accanto a Koulibaly, mentre non ha alternative in attacco Spalletti e dunque il tridente è quello previsto, con Politano, Insigne e Mertens.

BUON INIZIO MA IL NAPOLI SEGNA SU RIGORE: il match inizia e per dieci minuti il Napoli non esce dalla sua metà campo, ma la pressione anche furiosa dell’Atalanta, approfittando di un approccio un po’ morbido del Napoli, produce all’ottavo solo un colpo di testa di Malinovskyi, su cui Ospina è bravo a coprire il suo palo. Tre minuti dopo però, praticamente alla prima sortita, il Napoli trova il vantaggio: Zanoli ha massima libertà di inserimento per trovare in verticale Mertens, su cui Musso, che probabilmente parte con un attimo di ritardo, interviene precipitosamente in uscita. L’arbitro Di Bello viene richiamato al Var per concedere il rigore poi trasformato da Insigne per l’1-0.

FREULER SFIORA IL PARI, POLITANO RADDOPPIA: la reazione dell’Atalanta è immediata, ma purtroppo poco concreta: la ricerca dell’area con il fraseggio corto viene sempre spezzata in qualche modo dal Napoli e l’unico ad avere una chance pulita è Freuler, il cui radente è allargato troppo. Il Napoli dimostra ancora furbizia e pragmatismo nello sfruttare una punizione guadagnata da Lobotka, che fa mezzo campo in incursione centrale e viene fermato da Palomino a venti metri dalla porta. Nonostante tutto il tempo di organizzare le coperture, l’Atalanta si fa sorprendere da una furbata di Insigne, che pesca il taglio centrale di Politano che firma il 2-0 con una girata di sinistro. E nel finale, ancora un’indecisione di Palomino regala a Koulibaly un tiro su cui è bravo Musso a coprire la porta; si va all’intervallo dopo due di recupero con la Dea sotto di due gol.

RIPRESA, DE ROON RIAPRE LA GARA: la ripresa si apre con gli ingressi di Boga per Hateboer e Miranchuk per Malinovskyi e con la solita supremazia territoriale dell’Atalanta, ma soluzioni sempre faticose, anche perché il Napoli difende compatto, lascia pochi spazi e linee di passaggio sempre sporche. Dopo due mezze chance per il neo entrato Boga (un colpo di testa fuori su cross di Djimsiti e un sinistro altissimo), l’Atalanta trova il gol della speranza nell’unica occasione in cui i suoi uomini hanno abbastanza libertà per agire con lucidità: Miranchuk per un cross di sinistro morbido che scavalca Koulibaly, De Roon per saltare di testa e infilare all’incrocio.

OSPINA NEGA IL PARI A BOGA, ELMAS CHIUDE I CONTI: proprio nel momento in cui l’Atalanta dovrebbe prendere coraggio, è come se lo perdesse quando Djimsiti, cadendo a terra, si infortuna a una spalla e Gasperini è costretto a metter Maehle, che ha un impatto sulla partita molto negativo e gli ospiti rischiano solo in occasione di un nuovo tiro di De Roon da fuori che sfiora la doppietta. La mazzata sulle ultime speranze nerazzurre, arriva ad una decina di minuti dal termine quando Ospina che devia un destro potente, ma centrale, di Boga. Nel proseguio dell’azione, Koulibaly avvia la ripartenza di Lozano sulla destra, che è in vantaggio su Zappacosta in rincorsa e trova lo scarico giusto su Elmas, che arriva a sinistra per il 3-1 che di fatto chiude la gara.

DEA SETTIMA, EUROPA SEMPRE PIU’ A RISCHIO: le mosse della disperazione del Gasp sono gli ingressi di Pasalic e Cisse per Freuler e Muriel ma ormai la partita è chiusa e la Dea può solo che rammaricarsi per essersi ancora una volta dimostrata incapace di saper concretizzare al meglio la mole di gioco prodotta. E così, purtroppo non si va molto lontano: il settimo posto attuale in classifica parla chiaro; con questo andazzo il prossimo anno in Europa non ci si va più. Ora però pensiamo all’Europa che giovedì ci attende in quel di Lipsia: in terra tedesca servirà ben altra Atalanta per poter sperare di tener aperto il discorso-qualificazione.

IL TABELLINO:

RETI: 14′ p.t. Insigne (N), 37′ p.t. Politano (N), 13′ s.t. De Roon (A), 36′ s.t. Elmas (N)

ATALANTA (3-4-2-1): Musso; Djimsiti (19′ st Maehle), Scalvini, Palomino; Hateboer (1′ st Boga), De Roon, Freuler (38′ st Pasalic), Zappacosta; Koopmeiners, Malinovskyi (1′ st Miranchuk); Muriel (38′ st Cissè). A disposizione: Sportiello, Pezzella, Pessina, Demiral, Mihaila, De Nipoti. Allenatore: Gasperini

NAPOLI (4-3-3): Ospina; Zanoli, Jesus, Koulibaly, Mario Rui; Anguissa, Lobotka, Zielinski (25′ st Fabian Ruiz); Politano (14′ st Elmas), Mertens (43′ st Malcuit), Insigne (25′ st Lozano). A disposizione: Marfella, Idasiak, Ghoulam, Tuanzebe, Demme, Ambrosino. Allenatore: Spalletti

ARBITRO: Di Bello di Brindisi

NOTE: gara di andata: Napoli-Atalanta 2-3 – ammoniti: Palomino, De Roon (A); Juan Jesus, Ospina, Lozano, Anguissa (N) – espulsi: nessuno – recuperi: 2′ p.t. e 5′ s.t.

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