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Altro giro, altra tedesca ai quarti di Europa League per l’Atalanta, che pesca il Lipsia.

Squadra più abbordabile rispetto al Barcellona, ma non da sottovalutare, perché se è vero che la squadra della Sassonia per anni è stata accostata proprio agli orobici come progetto societario, idee di gioco e talento, c’è sempre la storia che parla per lei, e di complimenti in questo caso ce ne sono veramente pochi.

Una favola come l’Atalanta? Beh, diciamo che in Germania l’ascesa in Europa dei sassoni è vista come un incubo.

LA PIÙ ODIATA-  Qualcuno potrà pensare che sia la corazzata Bayern Monaco la più odiata della Germania, ma anche i tedeschi sanno riconoscere la meritocrazia, cosa che invece non vogliono attribuire al Lipsia.

Tutto ha inizio nel 2009 quando la Red Bulla acquista il piccolo club della quinta divisione con il solo scopo di portarlo ai vertici europei entro 10 anni.

Detto fatto: in soli 7 anni il Lipsia raggiunge il suo scopo, senza sorprese, dato che la mastodontica compagnia austriaca non ha mai nascosto di aver profuso milioni e milioni di euro per il raggiungimento del proprio obiettivo.

La semifinale raggiunta nel 2020 contro il Psg ha di fatto certificato “la colpa” da parte della squadra di assone di aver raggiunto certi livelli solo grazie alla spinta del denaro, e non grazie a un background fatto di storie, cuore, emozioni e passione.

GEMELLI DIVERSI- Aldilà del potenziale economico, sul campo poi la squadra sassone ha comunque mostrato tanta qualità intensità e talento, tanto da essere accostata all’inizio proprio all’Atalanta, come una sorta di “gemella”.

Dal punto di vista tecnico il paragone poteva anche starci, perché nel calcio possono concorrere più favole, ma anche dopo la semifinale di Champions nel 2020, negli ultimi due anni la squadra sassone ha eguagliato gli stessi obiettivi della Dea, sia in campionato che in campo internazionale: entrambe finalista nella coppa di lega (noi perso contro la Juve, loro perso contro il Dortmund, ottavi di Champions (noi perso contro il Real, loro contro il Liverpool). Cambia il nostro terzo posto in Serie A a discapito del loro secondo posto in Bundesliga, ma il succo è lo stesso: entrambe ormai sono due realtà del loro calcio, con la differenza che l’Atalanta ha trovato in Gasp e nella società un vero tesoro, mentre il Lipsia nel talento di Nagelsmann (ora in forza ai bavaresi) ma soprattutto ai tanti soldi dell’imponente società di bevande energetiche.

IL CONFRONTO- Venendo a questa stagione, il Lipsia pare fare sul serio nelle coppe, e meno in campionato: ai quarti di Europa League, è in semifinale di Coppa di Germania e al momento come la Dea lotta per un posto in Champions, punto a punto con il Leverkusen, nostro precedente avversario in EL.

Hanno vinto 11 delle ultime 19 partite, e da dicembre hanno perso solo due volte, tra cui una contro il Bayern Monaco.

Per quanto riguarda il computo dei gol fatti e subiti, il Lipsia ha siglato 57 gol e subiti 31 (rispettivamente +7 e -1 dell’Atalanta), e anche il fattore casalingo è in favore dei tedeschi: 28 punti in 13 partite, con 35 gol fatti sui 57 totali e 15 subiti sui 30, segno che anche in casa i sassoni concedono qualcosa.

Fuori casa però non c’è partita: la Dea è terza nella classifica del campionato, con 30 punti conquistati sui 48 totali, al netto di 26 gol fatti e 13 subiti. Il Lipsia al contrario fuori dalle mura amiche si trova in difficoltà: solo 16 punti racimolati e 5 sconfitte su 13 trasferte.

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