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Fare autocritica è il primo passo verso la consapevolezza, perché contro la Sampdoria Gasperini si è accorto di aver preso qualche granchio dal punto di vista tecnico e tattico, a livello di turnover.

Sulla carta, la Sampdoria non poteva incutere timore ai nerazzurri, ma l’ombra del turnover ancora una volta ha favorito gli avversari. Invece che dare certezze, i troppi cambi hanno mandato in confusione il tecnico di Grugliasco.

Sia chiaro, le lamentele del postpartita non erano rivolte alla società, come qualche malpensante e rosicone ha pensato. Mai come quest’anno la rosa della Dea dispone di un parco giocatori importanti e molto agguerrito, ma è ovvio che bisogna sempre preservare un certo equilibrio.

Turnover ed esperimenti per Gasperini

La Sampdoria del vecchio volpone Ranieri non era di certo la squadra giusta contro cui fare esperimenti. Contro l’anticalcio blucerchiato, servivano tutti i protagonisti del bel travolgente gioco nerazzurro. E In questo caso le seconde linee non si sono rivelate alla stesso livello dei titolari.

Senza ali, tu lo sai, non si vola“, cantava Lucio Battisti, e non che coi titolarissimi Hateboer e Gosens la Dea abbia spiccato il volo nel secondo tempo, ma già nella prima frazione l’introversione di Depaoli e Mojica hanno assecondato l’arroccamento doriano, favorendo il loro gioco in ripartenza.

Lo statuario Lammers ha pagato la densità difensiva doriana, che lo obbligato a interpretare una partita meno congrua alle sue caratteristiche. Ha cercato in tutti i modi pertugi a destra e a sinistra come avrebbe fatto Zapata o Muriel.Tuttavia, per quel tipo di adattamento tattico l’olandese dovrà aspettare partite pià abbordabili.

Sutalo e Palomino pagano il poco feeling a livello difensivo, reparto che aldilà degli interpreti rimane una ferita ancora aperta da diverse stagioni.

Insomma, Gasperini ha capito che il turnover rimane l’unico tallone d’Achille difficilmente migliorabile con il gioco, ma solo con il tempo. Nemico di tanti allenatori della Serie A, ma negli ultimi anni sempre stato sempre il suo migliore alleato.

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