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Mercato Atalanta: Pinamonti molto vicino, Ederson una formalità. Piace Cambiaso, ma occhio alla Juventus

Sta prendendo forma il mercato dell’Atalanta, che a quanto pare sta cercando di rivoluzionare la squadra con colpi tutti all’italiana, senza però smettere di guardare all’estero.

Vediamo insieme le trattative di questa settimana appena trascorsa.

NE RIMANE SOLO UNO- Come già detto nel precedente recap, tra i pali Musso verrà riconfermato, mentre sicuramente uno tra Gollini e Carnesecchi cambierà aria (in realtà entrambi, ma stiamo cauti al momento).

Su Gollini torna forte la Fiorentina che però al momento non sembra voler offrire più di 10 milioni. L’Atalanta chiede almeno 12-13 milioni per chiudere, ma l’impressione è che alla fine si possa concludere con la formula intermedia dei bonus.

Stesso discorso per Carnesecchi: la Lazio rimane ferma a 10 per il portiere, contro i 15 chiesti dalla Dea. La trattativa potrebbe chiudersi a metà strada, data la volonta della Dea di incassare e della Lazio di acquisire il suo nuovo portiere titolare.

SULLA FASCIA SI CAMBIA(SO)- Ritorna a farsi forte l’interesse per Cambiaso. La Dea ofrre tra i 7-8 miloni ma ci sarà da battere la concorrenza della Juve, anch’essa sul giocatore.

CAMBI AL CENTRO- Dalla Salernitana dovrebbe arrivare il primo colpo dell’estate nerazzurra (usiamo sempre il condizionale, per sicurezza). Ederson verrà acquistato per 15 milioni più le contropartite di Lovato e Okoli, che però dovrebbe rimanere in prestito secco.

Il brasiliano prenderà il posto di Pessina, che al momento pare in uscita. Su di lui forti il Monza e il Torino: da una parte la voglia di riabbracciare un canterano, dall’altra la volontà di Juric di riabbracciare il suo pupillo ai tempi dell’Hellas. Si tratta ma al momento non risultano offerte concrete da entrambe.

QUESTIONE DI AMBIZIONI- Andrea Pinamonti è vicinissimo a vestire la maglia della Dea, c’è la volontà del giocatore, ma come sempre è il prezzo a frenare la trattativa, avanzata certo, ma non ancora con il pilota automatio.

L’Inter chiede 18 milioni, l’Atalanta al massimo 15, ma visti i buoni rapporti tra le due società, tra una contropartita, bonus o altri magheggi si dovrebbe arrivare un compromesso.

Per chi entra, c’è sempre uno che esce: Ilicic è stato richiesto espressamente dal Bologna del neo ds Sartori (ex Atalanta), e anche Mihajlovic pensa di poterlo rivitalizzare e farlo tornare El profesor di Valencia.




Mercato Atalanta, e alla fine torna Demiral (per restare?). Sirene francesi per Muriel. Duello su più fronti con la Lazio

Terzo appuntamento con il recap settimanale delle dinamiche di mercato dell’Atalanta. Ancora nessuna cessione a neanche acquisto, per un mercato che non decolla, ma almeno a livello societraio qualcosa si muove.

Prima di partire con il recap del parco giocatori, diciamo che la società presto ufficializzerà il nuovo medico Riccardo del Vescovo, direttamente dall’Hellas Verona e che quindi Tony D’Amico conosce bene, sperando che possa risolvere mettere la parola fine sui numerosi infortuni riscontrati la scorsa stagione.

MUSSO IN, GLI ALTRI..- Al 10% Musso sarà di nuovo il titolare la prossima stagione, e per gli altri il mercato a sto punto potrebbe essere un’opportunità per rilanciarsi.

Nonstante l’operazione che lo terrà fuori 4 mesi (più o meno), Carnesecchi rimane nelle idee della Lazio e di Sarri, ma chiedono uno sconto: 9 milioni anziché 14 milioni iniziali. L’Atalanta sarebbe pure disposto a venderlo con la formula del prestito con obbligo di riscatto a quella cifra, a patto che ci sia un 20% di ricavo sulla futura rivendita, dettaglio che al momento non piace alla Lazio.Al momento la forbice rimane ampia, ma la sensazione è che alla fine si arrivi a un compromesso.

Per Gollini nessuna offerta, ma molte idee: dal napoli alla Fiorentina, passando per il Monza che ormai viene inserito in ogni possibile voce di mercato, ma che in questo caso potrebbe non esser così impossibile da realizzare.

Sportiello dovrebbe rimanere il secondo portiere, ma usiamo il condizionale, perché anche il giocatore ha espresso un po’ di malumore e le avances del Napoli che cerca un possibile erede/ sosituto di Ospina in scadenza, potrebbe allettarlo non poco, ma ovviamente rimangono solo voci. Nulla più.

RIECCOTI DEMIRAL- Sul filo del rasoio ecco la notizia che tutti noi speravamo: la Dea ha riscattato per 20 milioni Demiral.

Ora la domanda sorge spontanea: Resta o verrà venduto? Al momento solo il Newcastle si piomberebbe su di lui nel caso Botman andasse al Milan, quindi nei prossimi giorni potremmo avere idee più chiare. Fatto sta che un riscatto così oneroso non può essere fine alla mera plusvalenza, e quindi speriamo possa essere emblema di una conferma, anche se alcune malelingue continuano a supportare la tesi degli screzi scoppiati nel finale di stagione tra il turco e Gasp che avrebbe quindi fatto ritardare il riscatto.

LA “SPARATA” DEI GUNNERS- Per le fasce rimane caldo il nome di Nuno Tavares, classe 2001 dell’Arsenal, ma nelle ultime ore i Gunners hanno decisamente esagerato con il costo del cartellino: 40 milioni per il talento.

Cifra esorbitante, ovviamente, ma che non sta spaventando Lee Congerton che è già stato a Londra per trattare il prestito. Filtra ottimismo per l’esito dell’operazione, ma ci vorrà tempo.

ILIC TRA DUE FUOCHI- Un giorno siamo favoriti, l’altro invece è la Lazio. Ilic, il centrocampista dell’Hellas è fortemente corteggiato dalla Dea e dalla Lazio, ma al momento nessuna delle due sembra aver convinto a pieno gli scaligeri.

Il giocatore secondo fonti laziali (te pareva) pare voler scegliere la Lazio per disputare l’Europa League, ma non è il solo fattore da tenere in considerazione al momento. Ogni giorno che passa quindi il borsino delle squadre continuerà a cambiare, quindi non sorprendiamoci.

ORECCHIE IN FRANCIA, OCCHI A LONDRA- Allontanata la Juve, ora dalla Francia arriva una nuova sirena per Muriel. Il Marsiglia vorrebbe il colombiano, e la Dea fissa il prezzo: 15 milioni minimo. Una cifra che secondo i media francesi non spaventerebbe il club marsigliese, ma che ritiene un po’ troppi al momento per un giocatore over 30. Ciononostante, presto arriverà la prima offerta del club che spera di trattare a oltranza per acquistare il giocatore ad un prezzo meno oneroso.

Nell’ottica di ringiovanimento della rosa (soprattutto in attacco), ecco spuntare come possibile vice Zapata Armando Broja, albanese classe 2001 alto 1.90 di proprietà del Chelsea e che si è messo in mostra con il Southampton segnando 8 reti gra campionato e coppe.

Si tratta per il prestito, ma su lui vige la concorrenza di altri club inglesi e soprattutto del Napoli, che al momento sarebbe in vantaggio, ma si sa che il mercato è cangiante, e tutto può cambiare da un secondo all’altro.




Atalantini nel mondo: quando la Dea arriva in India

Vogliamo continuare questo format particolare questa volta proponendo un’intervista fatta ad Atalanta Matches View, fanpage della Dea direttamente dall’India.

Come è nata la passione per l’Atalanta? Sei mai stato a Bergamo? Quale è stata la prima partita che hai visto?

No, non sono mai stato a Bergamo. La mia passione nasce nel 2015, ma si intensifica nel 2016 quando vidi la partita contro l’Inter, quando Pinilla segnò il rigore negli ultimi minuti.

Fui stregato dal sipporto dei tifosi, dal loro calore e così decisi di iniziare a tifare per una squadra meno quotata delle altre come la Dea, nella speranza che ben presto potesse crescere di ambizione lotatre ad alti livelli nel mondo.

Segui quindi la Serie A? Cosa ne pensi del calcio italiano ed europeo?

Sì, la seguo, e mi piacerebbe che il campionato italiano possa competere con le altre leghe europee. Mi piace il modo di giocare, la tattica italiana, ma penso che a livello economico e dal punto di vista dell’arbitraggio bisognerebbe crescere per colmare il gap con gli altri campionati.

Lo sport nazionale indiano è il cricket, ma a partire da un decennio il calcio ha preso sempre più piede. Come ti spieghi questa crescita e questo interessamento improvviso?

Si, la ISL (Indian Soccer League) spopola in India e sta portando un notevole cambiamento strutturale. Molti giovani vengono qui per giocare al fianco delle leggende. Abbiamo visto campioni del calibro di Roberto Carlos, Cahill e Trezeguet che hanno fatto fatto crescere i nostri giovani.

Purtroppo però la nostra nazionale è a pezzi e sfortunatamente il nostro allenatore Igor Stimac non sembra aver trovato una soluzione per cercare di riportare nel calcio che conta l’India.

Hai mai visto le partite della Dea? In India trasmettono le partite del campionato italiano?

Si, ho visto le partite dell’Atalanta in tv e cerco sempre di seguirla. Ora la seguo tramite un’app. In India il calcio è molto seguito, soprattutto squadre come Milan, Real, Barcellona, ma riesco comunque a stare al passo grazie ai contenuti che trovo sui social.

Che cosa pensi della stagione passata? Sei triste, deluso, ecc..?

Sono deluso, ma non preoccupato. Siamo stati sfortunati tra covid e infortuni, ma penso che dovremmo pensare a un colpo grosso, tipo Suarez, De Ketelaere o Senesi per poter continuare a competere ad alti livelli.




Mercato Atalanta: tante parole, pochi fatti

Il mercato deve ancora iniziare ufficialmente, quindi solo uno sprovveduto si aspetterebbe già adesso qualche colpo in canna, ma è pur sempre vero che mentre le altre sono già avanti e hanno le idee chiare, all’interno dell’Atalanta qualcosa non quadra.

Le dichiarazioni del Gasp sono inequivocabili “Serve chiarezza sulla strada da percorrere”. Tradotto, se al momento non sappiamo quali siano gli obiettivi, è inevitabile che anche il mercato ne risenta.

Le voci di possibili trattative quindi rimangono tali al momento, ma cerchiamo di rivedere insieme cosa è stato scritto/ detto nell’ultima settimana.

DIFESA PERDE I PEZZI- Entro il 15 giugno l’Atalanta dovrà riscattare Demiral, e più passa il tempo, più ormai è acclarato che il riscatto non avverrà. E voi direte “Ma come, i 50 milioni che il Newcastle prometteva dove sono?“. Cari amici, bella domanda. In realtà il sottoscritto non ci ha mai creduto, altrimenti a quest’ora Demiral sarebbe stato riscattato e subito spedito in Inghilterra come il suo predecessore Romero.

Il suo futuro quindi è lontano da Bergamo, a meno che la Juve non conceda degli sconti sul riscatto, ma al momento il turco fa gioco alla Vecchia Signora, dato che può inserirlo in qualche trattativa.

Questione Lovato: la Salernitana (ma non solo) punta forte su di lui, ci sarebbe già principio d’accordo, ma senza prima uno straccio di idea tattica e un sostituto ( l’irreprensibile Lucumì di turno), la trattativa non andrà in porto.

ALI FERME- Sulle ali la situazione non è cambiata di una virgola. Con Hateboer e Zappacosta sicuri di rimanere ( il primo perché non ha mercato, il secondo perché è stato il più convincente), rimangono da sciogliere alcuni nodi, come la permanenza di Mahele.

Il danese avrebbe colpito il West Ham che sarebbe disposto a sborsare sui 10 milioni contro i 15 richiesti dalla Dea. C’è ottimismo che l’affare vada in porto, anche perché a Gasp il danese non è mai piaciuto e il suo placet per la cessione conta molto.

Zortea e Ruggeri probabilmente verranno valutati nel ritiro, mentre Lazzari rimane solo un desiderio di inizio estate che potrebbe non concretizzarsi mai.

Idea dell’ultim’ora: Nuno Tavares, classe 2000 dell’Arsenal come sostituto di Gosens non dispiace, ma bisogna ancora capire la formula (prestito probabilmente).

POCHE CERTEZZE, MA BUONE- A centrocampo per fortuna tutto è solido e tutti sono confermati, o quasi: ora si cerca quel vice Freuler ( o De Roon) che possa far rifiatare i due titolari.

Circola il nome di Ilic dal Verona, che è più di un’idea, ma l’ex City starebbe preferendo le avances della Lazio, dato che può giocare la carta dell’Europa.

In uscita potrebbe esserci Pessina, tanto voluto dal Monza di Berlusconi che ha bisogno di un canterano da integrare in rosa, ma al momento la Dea chiede 15 milioni. Si tratterà ad oltranza.

ATTACCO AMBIZIOSO- In attacco si raffredda la pista del possibile passaggio di Muriel alla Juve, e di conseguenza cade anche l’inseguimento serrato al Cholito, anche se l’interesse rimane concreto, ma non si affonda il colpo ora.

Nella testa del Gasp però c’è ancora un briciolo di ambizione, e un colpo grosso potrebbe accontentarlo. In soldoni, i nomi di Politano ed El Shaarawy sono suggestioni che difficilmente potranno avere un seguito dato il loro ingaggio mostruoso.

Tuttavia, entrambi hanno voglia di mostrare il loro valore e di fronte alla possibilità di tornare protagonisti potrebbero rivedere pure i loro interessi. Il giocatore napoletano per 15 milioni potrebbe lasciare e venire a Bergamo, ma al momento sarebbe tentato di giocare in una piazza più ambiziosa o con le idee chiare.

Idem con patate per l’ex Milan: stando al puro gossip, la relazione in essere con la bergamasca Ludovica Pagani potrebbe agevolare il suo trasferimento, ma sappiamo che non è solo l’amore a muovere i giocatori.

Nel caso cambiasse aria, dovrebbe decurtarsi l’ingaggio, ma allo stesso tempo avrebbe la certezza di un posto da titolare. Vedremo se rimarrà la classica suggestione.

Chiudo il cerchio delle suggestioni di giugno con un nome da fantascienza: Luis Suarez. L’Atalanta avrebbe sondato il terreno, ma forse quando gli asini voleranno potremmo davvero sognare così in grande.

Dulcis in fundo, Ilicic. Resta, va, rescinde…. Come già nel precedente recap settimanale, lo sloveno potrebbe ( e vorrebbe cambiare aria), magari ripartendo da un Monza o una Cremonese che possano concedergli spazio e spensieratezza dopo il lungo anno complicato appena passato.

Non ci sono certezze né che resti né che se ne vada, ma se l’anno scorso l’Europa poteva avere un effetto calamita, svanito quello rimane ben poco a Josip per restare a Bergamo.




Mercato Atalanta, il recap settimanale

Non è ancora iniziato ufficialmente il calciomercato, ma come sappiamo non dorme mai e questa settimana anche in casa Atalanta si sono susseguite diverse voci di giocatori in entrata ed uscita. Al momento è certo il tesoretto di circa 20 milioni per la cessione di Del Prato, Colpani e Bettella.

Proviamo a fare un recap ordinato della situazione che ricordiamo essere soltanto parziale e del tutto in di venire.

PORTE GIREVOLI- Appurato che Musso non partirà per via del suo valore e della fiducia confermata da parte della società, sul tavolo rimangono molto calde le questioni Gollini e Carnesecchi.

Per il primo che non è stato riscattato dal Tottenham, sicuramente il futuro sarà altrove. Torino, Napoli e Fiorentina ci stanno pensando, ed è soprattutto qust’ultima ad aver avanzato uno scambio con Kouamè, ma resta da decidere il prezzo dei cartellini da parte di entrambe le società.

Il giovane e talentuso portiere della Cremonese piace molto alla Lazio e a Sarri che gli ha promesso la titolarità, ma l’Atalanta giustamente non vuole privarsi così facilmente del possibile erede di Musso e chiede minimo 15 milioni.

Al momento la Lazio però arriva fino a 10, ma non è da escludere che nei prossimo giorni si possa arrivare a un compromesso (12 più bonus o simili).

DIFESA WORK IN PROGRESS- Per il reparto difensivo, gli unici certi della permanenza sono Scalvini, Toloi e Palomino, autoore di una magistrale stagione. Lovato torna dal prestiti al Cagliari, sarà sicuramente valutato da Gasperini, ma anche in questo caso il mercato chiama: la Fiorentina, infatti avrebbe chiesto informazioni sul classe 2000 nel caso partissero Igor o Milenkovic.

Al momento però non è in atto nessuna trattativa. Per quanto riguarda Demiral, non è più così scontato il suo riscatto: la Juve infatti chiede 20 milioni che aggiunti ai 3 già versati per il prestito appaiono cospicui e quindi la società riflette.

Al momento sono due le opzioni: o rimane con il placet di Gasperini che potrebbe far di lui il perno della difesa la prossima stagione, oppure non appena si farà avanti qualche squadra pronta ad offrire 30 milioni, la Dea lo riscatterà subito, bissando così l’operazione Romero con un’altra plusvalenza.

Sul mercato si segue Lucumì, già entrato nei radar la scorsa stagione, difensore colombiano del Genk che chiede 5 milioni. Fattibile, ma al momento si aspettano ulteriori disposizioni.

ALI DA CAMBIARE- Sulle fasce quacosa potrebbe cambiare: Zappacosta al momento è l’unico certo di rimanere, mentre per gli altri la cessione non è esclusa.

Hateboer non sembra più convincere, ma al momento non è arrivata nessuna offerta, quindi probabilmente rimarrà un altro anno. Maehle non piace a Gasperini per via della sua poca duttilità e abnegazione tattica, ma sa che privarsene così non sarebbe saggio, quindi al momento è in fase di valutazione.

Pezzella farà ritorno dopo il prestito al Parma: al suo posto potrebbe tirnare di moda il nome di Lazzari dalla Lazio, ma non si esclude un richiamo dei vari Ruggeri e Zortea, protaginisti della salvezza della Salernitana.

ATTACCO IN STANDBY- In attacco è probabile che avvenga quella rivoluzione tanto chiamata da Gasperini. Zapata, Malinovsky, Pasalic e Boga sono certi della permanenza, ma per gli altri si prospetat un’estate calda.

Partiamo dall’uomo più spettegolato: Muriel. Rimane concreto l’interesse della Juve che dopo la partenza di Dybala, Bernardeschi e probabilmente il non riscatto di Morata, cerca una seconda punta di qualità o comunque un vice Vlahovic. Il costo di 15 miloni non spaventa i bianconeri, così come l’ingaggio sarebbe perfetto, ma prima di affondare il colpo, la Juve deve districare la sua matassa in attacco.

Come possibile sostituto è spuntato il nome del Cholito Simeone, e visto l’approdo del nuovo d.s Tony D’Amico, la trattativa non pare più così ardua, ma l’Hellas non chiede sconti e per meno di 20 non si siede nemmeno a parlare al tavolo.

Miranchuk e Mihaila non hanno convinto e nel caso arrivassero offerte si valuterebbero, ma al momento almeno sul russo l’impressione è che si voglia renderlo più duttile al nuovo gioco del Gasp.

E Ilicic? Lo sloveno nei 10 minuti giocati contro l’Empoli nell’ultima giornata di campioato ha dimostrati di avere ancor ai colpi del campione, e per questo motivo la società sarebbe intenzionata a non privarsene.

C’è da dire che al momento non ci sono offerte per lui, quindi recuperarlo psicologicamente e poi atleticamente sarebbe forse ll vero colpo di mercato della Dea.

Il Profesor però sa che dovrà sgomitare per ottenere la titolarità e proprio su questo punto starebbero facendi leva Cremonese e Monza, neopromosse che vorrebbero affidare le chiavi del gioco e della creatività al genio sloveno per ben figuare in Serie A la prossima stagione.




Lipsia- Atalanta, parola al fan tedesco: “Match equilibrato, ma la Dea ha più esperienza”

Altro giro, altra corsa europea in salsa tedesca: dopo il Leverkusen agli ottavi, ai quarti la Dea ha pescato il Lipsia, club molto simile sotto certi aspetti all’Atalanta e anch’essa in lotta per un posto in Champions in Bundesliga.

Tra aneddoti e curiosità, scopriamo insieme pregi e difetti del Lipsia attraverso gli occhi e le parole della fanpage Rb.Leizpig.Region.

Lipsia-Atalanta, parola al fan tedesco

Come valuti il sorteggio? Sei triste, sollevato, preoccupato o motivato?

Guarda, non ho nessuna regione per essere triste o preoccupato perché Lipsia è una grande squadra, forte, e personalmente penso che in questa fase finale non ci siano squadre deboli, anzi.

Come dico sempre: “Nella vita se vuoi il meglio, devi vincere contro i migliori”, quindi sono soddisfatto dal sorteggio“.

Che cosa pensano imedia tedeschi dell’Atalanta?

Sinceramente pensano che non sia l’Atalanta delle passate stagioni, o come quella schiacchiasassi del 2019/2020. Pensano che a causa della vostra situazione in campionato, voi dobbiate vincere l’EL per qualificarvi la prossima stagione, quindi abbiate più pressione di noi. Un obbiettivo ambizioso, ma non impossibile, certamente“.

Negli ultimi anni Atalanta e Lipsia sono state considerate come “gemelle” per via del loro gioco, crescita e mentalità. Pensi che sia vero?

Senza dubbio Atalanta e Lipsia sono cresciute di pari passo. L’Atalanta l’anno scorso è stata la squadra più divertente da vedere in Champions, così coe lo era stato il Lipsia. Entrambe hanno molte cose in comune, come hai detto, perché sono cresciute esponenzialmente giorno dopo giorno, ma penso che ci siano delle differenze“.

Quindi quali pensano che siano le differenze? Quali sono i vostri punti di forza e vostre debolezze?

Sicuramente per quanto riguarda i nostri piunti di forza, troviamo il gioco, la mentalità portata da Tedesco, che sta funzionando! Nkunku al momento è il nostro vero crack, il più pericoloso davanti.

Non sottovaluterei la difesa però: 30 gol concessi, e siamo la terza miglior difesa in Bundesliga.

Per quanto riguarda le debolezze, sicuramente paghiamo gli errori individuali. Molti gol avversari sono arrivati a causa di errori dei singoli in mezzo al campo o in difesa“.

Cosa ti aspetti di vedere nei 180 minuti?

Mi aspetto molto da entrambe. Non sarà facile per entrambe e mi aspetto una bella lotta in ogni parte del campo. Penso che l’Atalanta abbia acquisito maggiore esperienza e potrebbe essere un vantaggio. Non vedo l’ora di assistere a questa lotta!“.

Un pronostico

Non sono bravo coi pronostici, ma ti posso dire cosa vorrei vedere. Spero che Tedesco e i ragazzi possano quantomeno dimostrare il loro valore, possano dimostrare quanto sono bravi, aldilà del risultato“.




LIPSIA AI QUARTI: STORIA E CURIOSITÀ SULLA SQUADRA PIÙ ODIATA IN GERMANIA

Altro giro, altra tedesca ai quarti di Europa League per l’Atalanta, che pesca il Lipsia.

Squadra più abbordabile rispetto al Barcellona, ma non da sottovalutare, perché se è vero che la squadra della Sassonia per anni è stata accostata proprio agli orobici come progetto societario, idee di gioco e talento, c’è sempre la storia che parla per lei, e di complimenti in questo caso ce ne sono veramente pochi.

Una favola come l’Atalanta? Beh, diciamo che in Germania l’ascesa in Europa dei sassoni è vista come un incubo.

LA PIÙ ODIATA-  Qualcuno potrà pensare che sia la corazzata Bayern Monaco la più odiata della Germania, ma anche i tedeschi sanno riconoscere la meritocrazia, cosa che invece non vogliono attribuire al Lipsia.

Tutto ha inizio nel 2009 quando la Red Bulla acquista il piccolo club della quinta divisione con il solo scopo di portarlo ai vertici europei entro 10 anni.

Detto fatto: in soli 7 anni il Lipsia raggiunge il suo scopo, senza sorprese, dato che la mastodontica compagnia austriaca non ha mai nascosto di aver profuso milioni e milioni di euro per il raggiungimento del proprio obiettivo.

La semifinale raggiunta nel 2020 contro il Psg ha di fatto certificato “la colpa” da parte della squadra di assone di aver raggiunto certi livelli solo grazie alla spinta del denaro, e non grazie a un background fatto di storie, cuore, emozioni e passione.

GEMELLI DIVERSI- Aldilà del potenziale economico, sul campo poi la squadra sassone ha comunque mostrato tanta qualità intensità e talento, tanto da essere accostata all’inizio proprio all’Atalanta, come una sorta di “gemella”.

Dal punto di vista tecnico il paragone poteva anche starci, perché nel calcio possono concorrere più favole, ma anche dopo la semifinale di Champions nel 2020, negli ultimi due anni la squadra sassone ha eguagliato gli stessi obiettivi della Dea, sia in campionato che in campo internazionale: entrambe finalista nella coppa di lega (noi perso contro la Juve, loro perso contro il Dortmund, ottavi di Champions (noi perso contro il Real, loro contro il Liverpool). Cambia il nostro terzo posto in Serie A a discapito del loro secondo posto in Bundesliga, ma il succo è lo stesso: entrambe ormai sono due realtà del loro calcio, con la differenza che l’Atalanta ha trovato in Gasp e nella società un vero tesoro, mentre il Lipsia nel talento di Nagelsmann (ora in forza ai bavaresi) ma soprattutto ai tanti soldi dell’imponente società di bevande energetiche.

IL CONFRONTO- Venendo a questa stagione, il Lipsia pare fare sul serio nelle coppe, e meno in campionato: ai quarti di Europa League, è in semifinale di Coppa di Germania e al momento come la Dea lotta per un posto in Champions, punto a punto con il Leverkusen, nostro precedente avversario in EL.

Hanno vinto 11 delle ultime 19 partite, e da dicembre hanno perso solo due volte, tra cui una contro il Bayern Monaco.

Per quanto riguarda il computo dei gol fatti e subiti, il Lipsia ha siglato 57 gol e subiti 31 (rispettivamente +7 e -1 dell’Atalanta), e anche il fattore casalingo è in favore dei tedeschi: 28 punti in 13 partite, con 35 gol fatti sui 57 totali e 15 subiti sui 30, segno che anche in casa i sassoni concedono qualcosa.

Fuori casa però non c’è partita: la Dea è terza nella classifica del campionato, con 30 punti conquistati sui 48 totali, al netto di 26 gol fatti e 13 subiti. Il Lipsia al contrario fuori dalle mura amiche si trova in difficoltà: solo 16 punti racimolati e 5 sconfitte su 13 trasferte.