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L'espulsione di Bellini completa la serata storta dei nerazzurri...

I nerazzurri scivolano a Livorno nell’anticipo della trentottesima di B e rimandano di almeno una settimana la possibile promozione in serie A: eppure i ragazzi di Colantuono erano addirittura passati in vantaggio in avvio di ripresa con una bella rete di Bonaventura che sfiora anche il raddoppio pochi minuti dopo ma la reazione dei toscani è veemente ed i gol prima di Dionisi e poi di Danilevicius ribaltano il punteggio e costringono i nerazzurri alla resa. Nel finale espulso anche capitan Bellini.

Livorno: anticipare, vincere ed aspettare. Un’Atalanta col pallottoliere in mano si presenta allo stadio Picchi per l’anticipo della giornata numero trentotto del torneo cadetto: i nerazzurri, in caso di vittoria e contemporaneo pareggio delle inseguitrici Varese e Novara si ritroverebbero già in serie A domenica. Cresce l’attesa per il ritorno tra le grandi del calcio dei nerazzurri anche se rimane sempre fondamentale non perdere di vista l’obiettivo proprio ora che il traguardo è davvero vicino e mister Colantuono lo sa bene: già in conferenza stampa prima del match è chiara l’intenzione del tecnico nerazzurro di arrivare alla matematica certezza del ritorno in A il prima possibile per poi togliersi qualche ulteriore sfizio.

Nonostante il black-out: la voglia di non deludere mai il web tifoso va ben oltre anche ad un incendio che, nella scorsa notte, ha mandato in tilt i server del provider a cui il nostro sito si appoggia rendendolo oscurato per buona parte della giornata. Più forti anche delle fiamme, eccoci qui, scusandoci ovviamente per il disagio che involontariamente è sorto mandando K.O. i siti internet di mezza Italia.

Poche variazioni: Colantuono si affida ad una Atalanta verosimile a quella di Crotone con l’eccezione di Doni (squalificato) e confermando la strana coppia d’attacco con Tiribocchi e Bjelanovic mentre sul fronte opposto l’allenatore labronico Novellino rinuncia a Tavano per dar spazio all’estro del giovane dionisi.

Qualche brivido: partenza con qualche difficoltà per la squadra nerazzurra vista anche la pressione che il Livorno prova sin da subito a porre sul match quando i toscani partono forte con bordata di collo di Iori dal limite dell’area che termina con la palla che sfiora la traversa. Il pressing dei padroni di casa viene spezzato all’undicesimo dal break atalantino: traversone basso da destra di Barreto, ma non c’è nessun compagno in area a ricevere l’assist delizioso del paraguaiano.

Si sonnecchia: superato il vibrante avvio, i nerazzurri prendono a quel punto la gestione delle operazioni a centrocampo, concedendo poco al Livorno, ma non riuscendo comunque a rendersi seriamente pericolosi, tant’è che il match diventa lento e macchinoso, con le due contendenti che faticano a regalare brividi ai (non molti) tifosi presenti sugli spalti dello stadio Picchi.

Consigli c’è: superata la mezz’ora, il Livorno torna a farsi vivo dalle parti di Consigli ed il portierone atalantino è chiamato all’opera sulla conclusione da fuori di Parravicini che viene deviata con un bel colpo di reni in corner. Peluso diventa decisivo con un suo intervento a liberare l’area al minuto trentasei e, un minuto più tardi, ancora un brivido sulla schiena dei tifosi atalantini quando la bella girata di Luci su cross di Schiattarella si schianta sulla traversa a Consigli battuto dando vita a quella che, di fatto, è la più grossa occasione di un primo tempo che va in archivio dopo due minuti di recupero sul punteggio di 0-0.

Jack illuminA la notte: la ripresa si apre con una conclusione da fuori al secondo minuto di Dionisi che è tanto potente quanto imprecisa mentre la luce nerazzurra si accende due giri d’orologio più tardi quando l’Atalanta sblocca il match con Bonaventura che prende palla al limite dell’area, sulla sinistra, e calibra una magistrale conclusione destinata all’incrocio dei pali alla sinistra di De Lucia portanto i nerazzurri in vantaggio ed avvicinandoli sempre di più alla serie A. Lo stesso Bonaventura va vicino al raddoppio qualche minuto più tardi con una bella conclusione che sorvola la traversa.

Dionisi stoppa la festa: superato il momento difficile, il Livorno rialza la testa ed inizia a spingere nuovamente e Dionisi si vede prima annullare un gol per una posizione di fuorigioco che andrebbe vista e rivista e trova invece la via della rete all’undicesimo minuto proprio con lo stesso Dionisi che sfrutta al meglio l’assist d’esterno di Danilevicius, supera Troest e Bellini freddando Consigli riportando il match in equilibrio.

La festa non è proprio qui: l’Atalanta incassa il pareggio e non riesce a smaltire la botta per il gol subito proprio quando il match sembrava essere davvero in discesa favorendo così la voglia degli avversari che prendono nuovamente quota andando ad un passo dal vantaggio al quarto d’ora quando un traversone da destra di Salviato, trova la provvidenziale deviazione in angolo di testa di Troest che brucia sul tempo Danilevicius. L’attaccante lituano del Livorno non perdona però a ridosso del ventesimo quando Dionisi, in area sulla destra, offre un assist d’oro per l’accorrente Danilevicius che anticipa Manfredini e trafigge Consigli da distanza ravvicinata: in una manciata di minuti il match è capovolto ed i padroni di casa si portano in vantaggio sul 2-1.

Di male in rosso: la partita si fa a quel punto sempre più complicata per i nerazzurri che, incapaci di impostare una reazione degna di tal nome, vedono piovere sul bagnato alla mezz’ora quando Bellini finisce anzitempo sotto la doccia con la doppia ammonizione che lascia i nerazzurri in dieci nell’ultimo quarto d’ora di gara dove i nerazzurri proveranno a pungere solo in un paio di occasioni nel finale con un colpo di testa in mischia di Delvecchio che si spegne sul fondo e la zuccata di Ruopolo in pieno recupero che sfiora il palo e si spegne sul fondo così come le speranze di raddrizzare una partita che, da possibile apoteosi, si è tramutata in un ennesimo calvario in terra toscana che quest’anno proprio non porta bene ai colori atalantini: tra le trasferte di Siena, Empoli e Livorno il pallottoliere nerazzurro porta quota zero. Niente da fare, la festa non è proprio qui, riparliamone tra una settimana, quando torneremo a respirare aria di casa e, chissà, magari anche quella di quel sogno chiamato serie A.

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