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L'esplosione di gioia dei nerazzurri dopo la rete di Bonaventura che sbanca Torino

I nerazzurri vincono a Torino in rimonta con un gol in pieno recupero (come all’andata): stavolta a decidere è il gol del neo entrato Bonaventura che ribalta un match in cui i ragazzi di Colantuono erano andati sotto in avvio subendo il gol di Sgrigna ma trovando dopo solo un minuto il pari con Peluso. Nella ripresa il match rimane equilibrato ma, nel finale, dopo che l’ex Bianchi sbaglia due ghiotte occasioni, colpisce al terzo di recupero e vola via in classifica in attesa del posticipo col Novara di lunedì prossimo.

Torino: non è mai una sfida come altre quella tra Torino e Atalanta, classica di serie A che sta davvero stretta in cadetteria per due club partiti con obiettivi identici ma con i granata che hanno avuto più di qualche difficoltà contro i nerazzurri che, invece, dopo qualche tentennamento iniziale, sono riusciti da novembre ad oggi a recuperare lo svantaggio su Siena e Novara ed insediarsi in vetta dal alcune giornate. Storie, tante storie quelle del big match della ventinovesima giornata, da Lerda mancato tecnico nerazzurro a Colantuono che il suo ritorno a Bergamo lo ha annunciato proprio la sera in cui il Toro ha perso la finale col Brescia per la serie A con un annuncio che lo richiamava ad una scelta di cuore verso il presidente Percassi ed i colori atalantini. Intrecci, curiosità e tanto davvero in una partita che non è mai qualunque in nessuna categoria.

Dedica a Yara e Daniel: così come avvenuto ieri con l’AlbinoLeffe, anche i nerazzurri disputano la partita con il lutto al braccio dopo questi ultimi tremendi giorni che hanno colpito al cuore la provincia di Bergamo con i ritrovamenti dei due corpi della piccola Yara e di Daniel che hanno reso decisamente triste e piena di amarezza gli ultimi drammatici giorni per Bergamo ed i bergamaschi.

La strana coppia: dopo le indiscrezioni della vigilia, diventa realtà la conferma dello strano duo di attacco formato da Tiribocchi e Bjelanovic (ex pure lui…) con il piacevole ritorno in panchina di Manfredini dopo il lungo stop e Peluso in difesa nel ruolo di centrale; sul fronte opposto Lerda da fiducia (dopo mille battibecchi) a quel Rolando Bianchi che a Bergamo è cresciuto calcisticamente ed Antenucci (che in nerazzurro non ci è arrivato per un nulla) per cercare di fare male all’ermetica difesa atalantina e conferma Sgrigna e Lazarevic sulle fasce dopo la vittoria di Portogruaro.

Avvio infuocato: la partita prende il via subito ad alta velocità con i padroni di casa che vogliono spingere sin da subito e, mettendola molto sulla mischia e l’agonismo, riescono a metter in difficoltà una difesa nerazzurra che si trova spesso in difficoltà: il primo vero episodio è al sesto minuto quando Bellini interviene fallosamente in area su Lazarevic e l’arbitro decreta una punizione a due in area per gioco pericoloso ma la conclusione di Budel sbatte sulla barriera orobica. Pochi minuti più in la però il Toro sfonda: al minuto numero undici tocca ad Antenucci, favorito da un rimpallo, infrangere con un bel diagonale l’imbattibilità di Andrea Consigli che si ferma a quota 566 minuto ed a portare i granata in vantaggio. L’Atalanta ha però la forza e la capacità di non scomporsi e dimostrare sin da subito il carattere da grande squadra e trovare immediatamente il punto del pareggio: passa solamente un minuto e da una mischia in area su corner da destra, la risolve Federico Peluso con un esterno sinistro scoccato dal cuore dell’area dopo un colpo di testa di Bjelanovic e riportare subito il match sull’1-1. La squadra di casa non rinuncia a mantenere l’iniziativa e con Budel su punizione chiama Consigli alla deviazione in corner al diciottesimo, poi tocca a Peluso salvare in maniera provvidenziale su una nuova conclusione di Antenucci con i nerazzurri che si affidano prevalentemente a ripartire lasciando spesso l’inizitiva ai granata. L’Atalanta si fa rivedere dalle parti di Rubinho poco prima della mezz’ora con traversone basso da destra di Raimondi, Bjelanovic però non riesce a deviare verso la porta. Nel finale è ancora Toro con l’ex Rivalta ad andare al tiro con Consigli che respinge a terra in maniera provvidenziale. Match che si trascina così in equilibrio al termine di un primo tempo che è stato sicuramente tutto, tranne che noioso.

Il vento cambia: la ripresa, un po’ sulla falsa riga del finale di primo tempo, vede i nerazzurri riuscir maggiormente a prendere le distanze dalle sfuriate del Toro che non sembra più avere il piglio della prima frazione ed infatti all’ottavo è l’Atalanta a chiamare Rubinho alla grande parata con un intervento preciso sul colpo di testa del neo entrato Ruopolo (per lo spento Bjelanovic) su traversone di Tiribocchi. Poco dopo il quarto d’ora traversone da sinistra, colpo di testa di Gabionetta a sorvolare la traversa di Consigli. Ma è ancora Atalanta a farsi viva e, poco prima della mezz’ora, ha un’altra buona occasione: cross da destra di Raimondi, deviazione di Delvecchio e un difensore granata sfiora la palla spedendola in angolo.

Bianchi sprecone: il Toro rimane sornione ma, nei momenti finali del match costruisce due ottime oppurtunità con Rolando Bianchi: il bomber granata al ventisettesimo colpisce di testa la sfera e lambisce il palo alla destra di Consigli, creando la più limpida palla-gol della partita e poi ad una manciata di minuti dalla fine solo un salvataggio incredibile di Peluso impedisce al bomber di andare in gol.

Jack colpisce ancora: passata la paura, l’Atalanta ricomincia nuovamente a tessere la propria tela e, badando prima di tutto a non prenderle, riesce allo stesso tempo a creare ottime ripartenze e, in pieno recupero, a trovare l’azione che capovolge tutto quanto, compreso il destino di questa squadra: la ripartenza nerazzurra porta l’assist al limite di Delvecchio per Bonaventura che calcia di precisione in porta, la palla colpisce il palo e carambola in rete facendo esplodere l’anello nerazzurro presente allo stadio Olimpico con i nerazzurri che completano il loro magico capolavoro che li fa volare sempre più in alto in classifica con quest’eurogol di Bonaventura che, al minuto novantatre, cambia la storia di questa partita e quella di una squadra che vola via in classifica staccando di tre lunghezze il Siene e presentandosi all’altro big match di lunedì con il Novara con ben cinque punti di vantaggio sui piemontesi. Niente male come biglietto da visita di un’Atalanta che, bistrattata e criticata da inizio stagione, ha dato un grandissimo segnale di forza in una partita che, se non era un esame di maturità, poco ci mancava.

Che emozione… grazie ragazzi… grazie Atalanta!!!

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