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Quando una partita fila liscia come l’olio, nel senso che la squadra più forte tecnicamente si impone senza patemi d’animo su quella meno dotata da questo punto di vista, non vi è molto da commentare.

Il successo dell’Atalanta sul Brescia per 6-2 fa parte di questa particolare categorie di partite. A parte il quarto d’ora di fibrillazione dovuto al momentaneo pareggio di Torregrossa su errore tecnico di Caldara (forza Mattia!), l’Atalanta non ha avuto nessun tipo di problema nel portarsi a casa i tre punti. Alla squadra di Gasperini sono bastati cinque minuti nella parte centrale del primo tempo per chiudere i giochi con De Roon, Malinovskyi e Zapata. Il tutto contornato dalla tripletta (la prima in Serie A) di Super Mario Pasalic.

E poi gli esordi dei giovani nella ripresa. Da Rossi a Bellanova, da Colley a Piccoli passando per Czyborra. Insomma, meglio di così per Gasperini non poteva andare.

Un successo che porta l’Atalanta a 70 punti. La Dea ora si mette in salotto e attende i risultati delle altre. Soprattutto quello di Roma-Verona. Se i giallorossi non dovessero vincere questa sera, la formazione di Gasperini si qualificherebbe per la Champions League con cinque gare d’anticipo. Pazzesco. Semplicemente pazzesco.

L’Atalanta ha vinto il derby, dunque. E lo sfottò al tifoso bresciano ci sta. Ma attenzione, rimanga semplice sfottò. Per due motivi. In primis, perché non dobbiamo perdere quella sana umiltà che ha sempre contraddistinto il tifoso della Dea. Non ci dimentichiamo che qualche anno fa, seppur per un breve periodo (quello di Baggio), erano loro a essere più forti tecnicamente.

E poi perché Bergamo e Brescia hanno affrontato un altro Derby, ben più importante e rilevante di una partita di calcio in questo 2020. Derby giocato e vinto da una grande formazione: il personale medico degli ospedali delle due città. Ecco, quello è e sarà sempre il Derby più bello di questa drammatica annata.

Giuseppe Pucciarelli

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