Altro che corrida, il vero torero si chiama Tagliavento: un rigore contestatissimo manda l’Atalanta K.O.

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SERIE A, VENTUNESIMA GIORNATA

TORINO-ATALANTA 1-0: DECIDE CERCI SU UN PENALTY CONTESTATISSIMO. NERAZZURRI FURIOSI

Sconfitta davvero amara ed immeritata per i nerazzurri contro il Toro che vince grazie ad un contestatissimo calcio di rigore concesso nella ripresa dall’arbitro Tagliavento. Dopo un primo tempo equilibrato in cui Colantuono stupisce lasciando Denis e Moralez in panchina, la ripresa si apre sulla falsa riga della prima frazione fino all’episodio-chiave: Consigli anticipa in uscita Cerci che cade a terra ed il fischietto di Terni non esita a concedere la massima punizione che l’ex romanista va a realizzare. Tensione che sale, nel finale c’è tempo per un altro capolavoro del direttore di gara che concede un altro rigore molto dubbio al Toro con conseguente espulsione di Brivio per doppia ammonizione ma questa volta Consigli blocca il tiro dagli undici metri: prodezza inutile, vincono i granata mentre ai nerazzurri resta tanta, tantissima rabbia.

Torino: non è mai una corrida qualunque, ma quella di oggi può dirci qualcosa in più dopo le due vittorie consecutive contro Catania e Cagliari per un’Atalanta che vuol muovere qualcosa anche lontano dal fortino-Comunale per trovare anche lontano da casa punti importanti nella corsa verso la salvezza; certamente l’entusiasmo di un Toro ritrovato in questa stagione sotto la guida di Ventura non è certamente a favore dei ragazzi di Colantuono in una gara delicata che vuol farci capire quanto sia davvero maturata questa squadra che, pur tra qualche mugugno per il poco gioco offerto, ha raccolto il massimo dalle ultime due partite e vuol continuare la striscia positiva.

Colantuono stupisce: alla lettura delle formazioni in molti si saranno chiesti se vi fosse qualche errore nel non veder in campo nè Maxi Moralez e neppure Denis; in realtà nulla di errato, il tecnico nerazzurro opta per una mezza rivolouzione affidandosi ad un inedito attacco formato dal solo Livaja con Bonaventura e Brienza a sostegno del croato mentre in difesa rientra Consigli dopo la varicella e Yepes che ritorna da titolare in mezzo alla difesa. Novità anche per il Toro che davanti mette el Kadduri alle spalle della coppia formata da Cerci ed Immobile nello scacchiere di Ventura.

Primo, non prenderle: si comuncia così, sotto lo splendido sole di Torino in una giornata più primaverile che di fine gennaio e con la squadra di casa che prova inizialmente a spingere e andando anche a segno con Cerci al terzo ma con la marcatura che viene annullata per il netto fuorigioco dell’ex nerazzurro al momento di ricevere la sfera. Dopo lo sbandamento iniziale, l’Atalanta inizia a far girar a lungo la palla, tentando qualche sortita offesinva per quella che risulta comunque una formazione molto abbottonata ma che non rinuncia a farsi vedere anche se Livaja appare troppo abbandonato solo a se stesso la davanti.

Più Toro nel finale: padroni di casa pericolosi al ventiseiesimo quando Cerci mette in mezzo dal limite dell’area un bel pallone su cui Yepes si avventa in spaccata evitando guai peggiori con un intervento provvidenziale. Granata più insidiosi dopo la mezz’ora con la difesa nerazzurra che non dimostra più la gran sicurezza iniziale nella gestione delle offensive del Toro che va vicino al vantaggio al quarantesimo con una punizione dal limite di Cerci che trova la fortuita deviazione (ma provvidenziale) deviazione della difesa in corner; ultimi sussulti di un primo tempo davvero avaro di emozioni che si chiude sul giusto punteggio di 0-0.

L’ora del Tanque: riparte senza cambi il match dopo l’intervallo con il Toro subito pericoloso in ripartenza con Immobile ma è fondamentale ancora una volta l’intervento di Yepes che porta via la sfera all’attaccante granata lanciato verso la porta. Ancora l’ex giocatore del Pescara va a colpir di testa al settimo mandando la palla sopra la traversa. Prova a mescolar le carte Colantuono calando l’artiglieria pesante al decimo inserendo Denis al posto di un Livaja che non pare aver sfruttato al meglio l’occasione che il tecnico nerazzurro gli ha dato quest’oggi.

No, quel rigore non c’è: nemmeno dopo un minuto dal suo ingresso e l’argentino ha subito la grande occasione per andar a segno quando devia fuori di un nulla un pallone ghiottissimo offerto da Bonaventura. Nervosismo che sale alle stelle al quarto d’ora quando un intervento di Consigli finisce nell’occhio del ciclone in quanto l’arbitro ravvisa gli estremi per il calcio di rigore in quanto il portiere nerazzurro al momento dell’uscita colpisce anche Cerci che tentava di avventarsi sulla stessa: proteste a dismisura da parte degli atalantini per una decisione che pare davvero ingiusta. Lo stesso Cerci va sul dischetto e realizza con freddezza il gol che porta il Toro sull’1-0.

La Dea ci prova: reazione rabbiosa dell’Atalanta a quella che è una vera e propria ingiustizia subita dai ragazzi di Colantuono che non si danno però per vinti e, con l’innesto di Moralez per l’opaco Brienza, tentano il tutto per tutto sfiorando il pari al venticinquesimo con Stendardo che manda alto di testa in occasione di un corner. Alla mezz’ora è Padelli protagonista con il suo intervento provvidenziale sul colpo di testa di Denis che sembrava indirizzato nell’angolino. Tenta il tutto per tutto Colantuono al trentatreesimo inserendo De Luca al posto di Benalouane con i nerazzurri alla disperata ricerca del gol del pari.

Tagliavento-show: minuti che scorrono con i nerazzurri che ci provano ed i granata che stringono i denti ma il direttore di gara, non pago dell’errore sul penalty concesso ai granata, concede ancora il meglio di se nel finale quando ravvisa un altro calcio di rigore per la squadra di Ventura andando ad espellere il già ammonito Brivio tra le proteste e lo sgomento dei giocatori atalantini. Va Immobile sul dischetto e Consigli blocca con bravura il penalty dell’attaccante granata tenendo a galla un’Atalanta che, da li ai successivi quattro dei cinque minuti concessi dal direttore di gara non riuscirà più a rendersi pericolosa ed il triplice fischio finale dell’arbitro certifica una beffa davvero cocente per Denis e compagni al termine di una gara che farà sicuramente parlare nei prossimi giorni.

Mini-riflessione: con i risultati che, tutto sommato, lasciano tutto invariato nelle zone basse e tengono i nerazzurri distanti dalle paludi del fondo classifica si potrebbe sorvolare sugli episodi accaduti in questa partita, però oggi la sensazione è stata proprio che il protagonismo dell’arbitro volesse condizionare la gara: missione compiuta sicuramente, certo trasformare una gara sin li tranquilla in un ring è una impresa non da pochi, spesso ci soffermiamo sui giocatori, sulle partite giocate male, quest’anno il cammino lontano da Bergamo dei nerazzurri è sicuramente deficitario, ma in partite come quelle odierne vedi magari la possibilità di trovare la svolta, la chiave per arrivar il prima possibile al traguardo, cosa che oggi ci è stata negata da una decisione decisamente fuori luogo del fischietto di Terni. Bisogna voltare pagina in fretta anche se, certi episodi, lasciano davvero l’amaro in bocca: siamo in prima fila a criticare i giocatori quando non sono all’altezza della situazione, ma oggi di insufficiente in campo c’è stato solamente l’arbitro Tagliavento e le sue manie di protagonismo inutili. Peccato davvero, certe cose non fanno bene a questo sport. Scusate lo sfogo.

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