Chievo e Atalanta, zero in tutto: poche emozioni per uno 0-0 tra gli sbadigli

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SERIE A, QUATTORDICESIMA GIORNATA: pareggio a reti bianche per i nerazzurri al Bentegodi. Poche emozioni in un match piuttosto noioso e con poche occasioni da gol. Ne esce una gara piuttosto lenta nei ritmi e con pochi sussulti che regala un punto in classifica ad entrambe le contendenti che alla fine si accontentano del pareggio ottenuto.

Verona: le incavolature dell’ultima giornata di Chievo ed Atalanta si ritrovano oggi di fronte al Bentegodi in un match che vale punti preziosi nella corsa alla salvezza di bergamaschi e veneti: i padroni di casa devono dimenticare le quattro sberle incassate dal Milan nell’ultimo turno metre i nerazzurri non dimenticano il gol-beffa di Cavani al 94′ che ha trasformato l’ormai certa vittoria sul Napoli in un pareggio. Per voltare pagina, Di Carlo e Colantuono puntano sulla forza dei loro bomber per cercare di farsi male: quello tra Pellissier e Denis è davvero un bel duello tra due attaccanti che hanno il vizietto del gol.

Tabù-Bentegodi: per se e per la cabala, l’Atalanta gioca su un campo assai ostico: in nessun precedente contro il Chievo i nerazzurri sono riusciti ad espugnare il campo gialloblu ottenendo nei precedenti un mix di pareggi e battute d’arresto.

Peluso subito out: solo sei minuti e la prima tegola si abbatte sui nerazzurri con l’uscita forzata di Peluso infortunato che lascia il posto a Bellini con mister Colantuono che brucia subito così il primo cambio del match.

Poche occasioni: i nerazzurri gestiscono bene il possesso palla e provano a rendersi pericolosi al dodicesimo con un tiro di Carmona che finisce alto da buona posizione. La risposta del Chievo è affidata ad un colpo di testa di Pellissier al sedicesimo, che prova a concludere su una punizione calciata in area. Padroni di casa ancora pericolosi al ventesimo con un bel pallone messo in area da Pellissier e Consigli che è costretto all’uscita bassa con i pugni. Moscardelli conquista punizione da buona posizione, subendo fallo da Manfredini, al minuto ventisei e la conclusione dell’attaccante del Chievo viene deviata in corner dalla barriera.

Scintille: con il ritmo che rimane piuttosto basso si arriva così alla mezz’ora con l’inerzia della partita che si è invertita ed il Chievo che ora tiene più palla, ma con il risultato che rimane uguale e non si schioda da uno 0-0 sin qui tendente al noioso. Ancora il Chievo al trentacinquesimo con una mischia in area, sugli sviluppi di una punizione dal limite, in cui i padroni di casa reclamano per una presunta trattenuta di Bellini su Pellissier, ne nasce un semiparapiglia con ammonizione per entrambi decisa dall’arbitro per Manfredini e lo stesso Pellissier. Tensione che cresce, lo dimostra anche l’entrata davvero poco fine di Andreolli su Denis qualche minuto dopo con cartellino giallo anche per il difensore clivense.

Sussulti finali: bella iniziativa di Denis al quarantatreesimo con un paio di avversari saltati ed il tentativo di conclusione del Tanque argentino che però impatta sulla difesa ospite e viene respinto. Ultime schermaglie di un primo tempo che termina con una conclusione da fuori di Padoin che si spegne sul fondo proprio al termine dei due minuti di recupero che termina sullo 0-0.

Qualcosina in più: non ci sono cambi in avvio di ripresa, squadre che ricominciano quindi con gli stessi effettivi del primo tempo. Ci prova dalla distanza Pellissier al quinto, ma la mira è abbondantemente lontana dalla porta di Consigli. Sul capovolgimento di fronte, bella iniziativa di Bonaventura e Moralez viene anticipato in corner da Cesar di un nulla: acrobazia di Denis sul pallone che arriva in area dal corner e Sorrentino che deve mandar corner con un colpo di reni. Combinazione Denis-Bonaventura al decimo con conclusione del primo dopo l’assist dell’argentino ma la palla finisce in tribuna. Sul fronte opposto arriva l’azione insistida di Pellissier in area, palla fuori per Dramè che colpisce al volo, ma di bello resta il gesto tecnico e non la mira.

L’ora di Manolo: Colantuono scegli di usare dopo un quarto d’ora il suo secondo campo e si gioca la carta Gabbiadini per un, sin li opaco, Bonaventura. Si rivede il Chievo al diciottesimo: cross di Bradley, testa di Luciano e Consigli che fa sua la sfera e sventa la minaccia. Contromossa di Di Carlo al ventunesimo con gli ingressi di Thereau per Moscardelli ed Hetemaj (fratello del giocatore dell’AlbinoLeffe) per Vacek. Nel frattempo ancora Dramè va sul fondo e mette in mezzo per Pellissier che colpisce di testa la sfera che finisce alta di un nulla sulla traversa. La risposta atalantina è affidata ad una ripartenza veloce di Gabbiadini che apre per Moralez che però crossa tra le braccia di Sorrentino e l’azione sfuma.

Il ritorno di Pinto: si rivede dopo mesi tribolati tra un infortunio e l’altro Adriano Ferreira Pinto che ritrova la serie A ed entra al ventiseiesimo al posto di Maxi Moralez. Dopo una ripresa sin li equilibrata il Chievo vuole provare a spinger di più e l’Atalanta deve stringere i denti: Consigli si fa trovar pronto su Pellissier alla mezz’ora respingendo da terra la conclusione dell’attaccante aostano. Proprio Ferreira Pinto mette in mezzo un bel pallone per l’accorrente Gabbiadini ma la difesa del Chievo lo anticipa e manda in corner.

Oggi niente beffa: si avvicina il novantesimo ed il punteggio non si sblocca con le due squadre che continuano a darsi battaglia in modo sterile senza creare vere occasioni da gol degne di tal nome con la stanchezza che inizia ad affiorare ed il finale di gara che si avvicina con l’arbitro che decreta tre minuti di recupero. Il Chievo punta sulla mischia ed i palloni in mezzo, l’Atalanta si chiude a riccio a difesa del risultato e di eventuali altre beffe finali ma non ci sono brutte sorprese dietro l’angolo questa volta: il triplice fischio dell’arbitro sancisce un sacrosanto 0-0 tra Chievo ed Atalanta: zero come i gol, come le emozioni come le occasioni degne di tal nome. C’è un punticino, per salire a quota quindici in classifica, per tenersi a debita distanza dal terz’ultimo posto. Tutto sommato, può andar bene così.

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