E’ proprio vero, chi sbaglia paga: Atalanta sciupona e sprecona, sconfitta dal Bologna

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SERIE A, DECIMA GIORNATA: i nerazzurri sognano fino al secondo minuto di recupero del primo tempo dopo essere passati subito in vantaggio con Denis, poi una disattenzione di Capelli vale il rigore del pareggio che Di Vaio realizza e, nella ripresa, i nerazzurri calano e subiscono i colpi dei felsinei che passano con Ramirez in avvio e chiudono i conti con l’ex Loria di testa. Occasione sprecata e nerazzurri sorpassati in classifica proprio dallo stesso Bologna in una graduatoria che rimangono comunque a tre punti di distanza dalla terz’ultima.

Bologna: giunta ormai alla decima giornata, il calendario di Serie A propone ai nerazzurri di Colantuono l’ennesima sfida insidiosa contro il Bologna, rigenerato dalla cura Pioli che ha portato due vittorie in tre partite per la squadra felsinea che ospita oggi al Dall’Ara un’Atalanta che, dopo il pareggio con l’Inter, ha tutta la voglia e la grinta per cercare di mettere ancora punti ad una classifica che, complice la solita zavorra di sei punti di penalità, sorride ma non abbastanza per poter certamente essere tranquilli. Su un campo difficile, Colantuono proverà a motivare al massimo i giocatori per tenersi dietro in classifica proprio il Bologna, staccato di due lunghezze dai nerazzurri.

Cabala ed ex: curioso davvero il cammino del Bologna in questo avvio di stagione dove i punti in classifica conquistati dai felsinei provengono tutti da gare in trasferta e nessuno tra le mura amiche; un motivo in più per Pioli per andare alla ricerca di spezzare l’incantesimo casalingo per Di Vaio e compagni che hanno riscoperto anche le reti di Robert Acquafresca, che all’Atalanta ci è passato un paio di anni fa: arrivato come futuro bomber, la parentesi nerazzurra dell’ex sardo si è conclusa a metà stagione con il suo ritorno al Genoa in una annata digraziata per i colori nerazzurri che si concluderà con l’ultima retrocessione tra i cadetti.

Turn over? No grazie: solo una variazione in formazione per Colantuono che conferma la squadra che ha pareggiato con l’Inter ad eccezione di Schelotto, non al meglio, che viene rimpiazzato da Carmona in mezzo al campo con Moralez e Denis solito tandem d’attacco per far male alla difesa del Bologna. Minuto di silenzio prima del match per ricordare Giulio Campanati, presidente della associazione degli arbitri, scomparso questa settimana.

Riscatto Denis: il match inizia con il Bologna che si spinge in avanti, i nerazzurri resistono all’iniziale forcing dei padroni di casa e, colpiscono subito alla prima iniziativa: al settimo è Denis in area a tentare una prima volta la conclusione e, successivamente, sulla ribattuta dei difensori del Bologna, riprende palla e va a colpire mettendo in rete il gol del vantaggio atalantino e riscatta immediatamente l’errore di mercoledì dal dischetto contro l’Inter.

Rischio Di Vaio: due minuti più tardi, la reazione del Bologna rischia di diventare un pericolo per i nerazzurri: da un corner per i felsinei arriva il colpo di testa di Di Vaio che trova la super-risposta di Consigli che salva il gol con la palla che finisce nuovamente in corner. Sul capovolgimento di fronte va alla conclusione Moralez da fuori, e Gillet si deve distendere e mettere in calcio d’angolo.

Masiello out: a metà primo tempo ci sono problemi in campo per Masiello, che chiede il cambio ed esce, zoppicando, dal terreno di gioco facendo spazio a Bellini che prende il suo posto nella difesa nerazzurra mentre il match, dopo le emozioni iniziali, vive ora una fase di stanca con i ritmi che appaiono decisamente più bassi.

In fotocopia: accelerazione di Ramirez al ventiseiesimo che manda in bambola Carmona e mette in mezzo un pallone che attraversa tutto lo specchio della porta senza trovare, fortunatamente, nessuna deviazione da parte di un giocatore del Bologna con la difesa nerazzurra che si salva. Azione più o meno simile, ma sul fronte opposto, poco dopo la mezz’ora: bella riparenza di Moralez che, dal fondo, mette in mezzo un pallone che non trova nessuna deviazione da parte di un giocatore atalantino.

Jack sprecone: ancor più ghiotta è l’occasione che i nerazzurri trovano un minuto più tardi con Bonaventura che, ben smarcato in area trova la parata decisiva di Gillet che riesce nella respinta e devia in calcio d’angolo. Rischia il patatrack Portanova pochi istanti dopo quando, sull’ennesima offensiva nerazzurra, tenta di liberare l’area mandando la palla addosso a Gillet che respinge il tentativo di autogol maldestro del suo compagno di squadra.

Beffa di rigore: la disperazione di Colantuono sulle due occasioni fallite in pochi istante dai nerazzurri con il Bologna apparso in bambola sembrano il preludio al finale incredibile, che non ti aspetti, dopo un primo tempo ben giocato dai nerazzurri: negli ultimi secondi dei due minuti di recupero concessi dall’arbitro, l’azione di Ramirez in area trova l’ostruzione di Capelli che induce l’arbitro Bergonzi a concedere il tiro dal dischetto per la disperazione dei giocatori nerazzurri. Sul dischetto va Di Vaio e non sbaglia tramutando così il fischio di chiusura del primo tempo nel pareggio del Bologna che riporta il match sull’1-1.

Quanto conta la fiducia: l’Atalanta riprende il match con gli stessi undici che hanno chiuso il primo tempo, mentre nel Bologna è Pulzetti a prendere il posto di un deludente Perez. Il Bologna, sulle ali dell’insperato pareggio trovato a fine primo tempo, ora ha in mano il pallino del gioco e l’Atalanta soffre le velocità dei felsinei che, al terzo minuto, passano in vantaggio: è Ramirez a finalizzare al meglio l’occasione che gli capita quando si ritrova smarcato in area e, a differenza di quanto fatto da Bonaventura, non sbaglia nel mettere dentro il pallone che ribalta il match.

Parma al contrario: a differenza dell’ultima trasferta in quel di Parma, l’Atalanta si ritrova sotto dopo aver sprecato una notevole quantità di palle-gol in un primo tempo in cui poteva ampiamente chiudere la pratica e si è ritrovata sotto nel giro di quattro minuti tra un tempo e l’altro senza nemmeno renderse ne conto. Brutta tegola per Colantuono che prova subito a correre ai ripari inserendo Schelotto (non al meglio) per un Cigarini fin li deludente.

Avanti a testa bassa: guadagna una buona punizione dal limite l’Atalanta all’ottavo minuto ma Moralez spedisce sopra la traversa il pallone; va alla conclusione da fuori Padoin due minuti più tardi, ma la conclusione non trova lo specchio della porta e finisce in curva. Ci prova anche Denis dall’interno dell’area al minuto undici, ma la palla è parata comodamente da Gillet.

Consigli c’è: con la squadra sbilanciata in avanti, il Bologna trova più spazi per le ripartenze ed, in questi casi, arriva lavoro per Consigli che, poco prima del ventesimo, anticipa Acquafresca su traversone di Morleo e salva la difesa da guai peggiori. Entra nel frattempo Tiribocchi per Bonaventura con l’intento di Colantuono di dar ulteriore peso all’attacco nerazzurro.

Buonanotte Loria: si fa davvero dura per l’Atalanta al ventitreesimo quando il Bologna sfrutta al meglio un calcio piazzato per colpire ancora: punizione dalla trequarti sinistra di Ramirez, l’ex Loria s’eleva in area tra Schelotto e Peluso e supera Consigli con uno splendido colpo di testa che porta il Bologna sul 3-1.

Nulla da segnalare: i giochi sono a quel punto praticamente fatti in un match che, a quel punto, non ha più molto da dire. Si potrebbe predicare all’infinito invece per quel primo tempo che Denis e compagni hanno completamente buttato mancando di precisione al momento di finalizzare il colpo che avrebbe tramortito un Bologna che, trovandosi sull’1-1, senza nemmeno capire come, all’intervallo ha saputo far quadrato e ribaltare l’inerzia nella ripresa con un secondo tempo di qualità che gli è valso due gol e tre punti. Beata praticità, domani tutti parleranno della reazione dei padroni di casa che tornano alla vittoria tra le mura amiche dove non vincenvano dai tempi di Matusalemme, di un Di Vaio che torna al gol che mancava da ancor prima dell’estinzione dei dinosauri e noi, li, a leccarci le ferite di un match che poteva essere l’esame di maturità superato a pieni voti e si è trasformata in una sonora bocciatura su cui riflettere, pur non dimenticando quanto di buono fatto fino ad ora. Tre minuti di recupero e giù il sipario: 3-1 per il Bologna, per oggi può bastare così. Peccato.

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