L’Atalanta completa la sua settimana da… Dea! Udinese al tappeto e quarto posto.

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SERIE A, TRENTAQUATTRESIMA GIORNATA

ATALANTA-UDINESE 2-0: DE ROON E PASALIC PIEGANO I FRIULANI

L’Atalanta va, piega l’Udinese nel finale di una partita rognosa e per nulla semplice e si issa solitaria al quarto posto in classifica confermando la sua voglia da cannibale di prendersi tutto, e subito; dopo la finale di coppa conquistata giovedì, i nerazzurri ora sono quarti ed in piena corsa per un posto in Europa che va dalla Champions alla Europa League. Un primo tempo con il portiere Musso protagonista di almeno due grandi parate e con gli ospiti che sfiorano il gol con Lasagna nel finale mentre nella ripresa Gasperini osa il baby-Piccoli sin da subito e l’Atalanta cresce ma rischia ancora quando De Paul centra il palo in contropiede. Poi, l’episodio del rigore conquistato da Masiello e realizzato da De Roon spiana la strada al successo, arrotondato da Pasalic pochi minuti dopo. E’ ancora festa, nell’ultima partita di quest’anno al Comunale dove domani inizieranno i lavoro di abbattimento e ricostruzione della Curva Nord: un saluto degno di tal nome al cuore pulsante del tifo nerazzurro, che mai come oggi sta vivendo momenti indimenticabili.

Bergamo: dopo un weekend di delirio post conquista della storica finale di coppa Italia, l’Atalanta si rituffa nel campionato e prova a farlo con la giusta determinazione per cogliere la grande occasione che i risultati di giornata offrono a Papu e compagni: con un successo sull’Udinese i nerazzurri volerebbero al quarto posto solitario. Bisogna però superare l’ostacolo friulano che arriva a Bergamo con assoluta necessità di far punti, anche se la sconfitta dell’Empoli mantiene comunque i bianconeri a distanza dal terz’ultimo posto. Servirà quindi una prova importante dei nostri per regalarsi così un’altra serata da sogno.

ILICIC IN TRIBUNA: alla fine il Gasp sceglie di preservare Ilicic (che va addirittura in tribuna insieme a Barrow, anch’esso acciaccato) con Pasalic chiamato a sostituirlo in campo a supporto del Papu e Zapata mentre dietro si rivede dal primo minuto Mancini e Hateboer torna in fascia dopo l’assenza per squalifica di giovedì in coppa. Negli ospiti, privi di Ekong e Fofana, c’è l’ex D’Alessandro in corsia con De Paul in mezzo a sostenere Lasagna e Pusseto la davanti nell’undici di Tudor.

MUSSO LE PRENDE TUTTE: buona cornice di pubblico al Comunale con il match che prende il via ed i nerazzurri che provano a spingere sin delle prime battute anche se il primo brivido lo portano gli ospiti quando Gollini non è precisissimo nel recupero di una palla ormai fuori e per poco non manda Lasagna in rete. Poi la Dea inizia a spingere: al diciassette colpo di testa di Gosens che trova la pronta risposta di Musso che due minuti dopo blocca facile un colpo di testa di Zapata da ottima posizione. Il portiere ospite è ancora poi grande protagonista al ventiseiesimo sul destro al volo di De Roon bellissimo per potenze e coordinazione ma altrettanto bella è la risposta di Musso che manda in angolo.

BRIVIDO-LASAGNA: i minuti passano e l’Udinese prende coraggio mettendo a tratti anche in difficoltà i nerazzurri che però sono ancora pericolosi al trentasei quando Gomez fa fuori due avversari, crossa al centro per Pasalic che stacca di testa e manda a lato di un soffio. Poi tre minuti dopo anticipo provvidenziale di Samir su Zapata in area bianconera. Nell’ultimo minuto del primo tempo però è la squadra di Tudor a sfiorare il gol con Lasagna che contrasta Mancini e prova a sorprendere Gollini (fuori dai pali) con un bel pallonetto fuori di poco. Nel minuto di recupero concesso Gosens crossa in mezzo per Pasalic che manda alto da buona posizione per l’ultimo sussulto di un primo tempo che si chiude con le due squadre ferme sullo 0-0.

RIPRESA, ENTRA PICCOLI!: il Gasp sorprende tutti dopo l’intervallo tentando di cambiare volto ai suoi ed inserendo il giovanissimo Piccoli dal primo minuto al posto di Mancini ed andando così a rinforzare l’attacco con Pasalic che arretra in mezzo ed a sua volta Hateboer che scala dietro. Ci prova il Papu dalla distanza all’undicesimo ma con mira ampiamente da rivedere. Al diciottesimo è il turno anche di Castagne, che prende in campo il posto di Gosens mentre il match fatica a decollare.

DE PAUL CENTRA IL PALO!: ci prova il Papu ad accendere la Dea quando a metà ripresa calcia in porta ma Musso è ancora una volta bravissimo a intercettar il pallone che poi arriva a Zapata che tira e la sfera passa vicinissimo alla riga di porta senza che nessuno riesca a deviarla in rete. Al ventiseiesimo è però pericolosissima la squadra ospite quando in contropiede De Paul entra in area e conclude colpendo in pieno il palo e facendo scorrere un brivido ai tifosi allo stadio. L’Atalanta risponde subito con Gomez che offre un bel pallone a Piccoli che mette in mezzo per Zapata che è anticipato all’ultimo momento da un difensore che impedisce così al colombiano di colpire verso la porta.

MARTEN, 11 METRI PER SOGNARE: al trentaduesimo mister Gasperini ri-avanza De Roon in mezzo ed inserisce Djimisiti dietro rinunciando a Freuler e la Dea prova l’assalto alla vittoria che varrebbe il quarto posto trovando l’episodio giusto per sbloccarla a dieci dalla fine Samir sgambetta Masiello in area: un suicidio per il difensore friulano sotto gli occhi dell’arbitro che indica senza indugio il dischetto. Fiato sospeso al Comunale, va De Roon dal dischetto e spiazza Musso e porta la Dea in vantaggio.

SUPERMARIO LA CHIUDE: con il vantaggio in tasca si fa tutto in discesa per un’Atalanta che non perde tempo per chiudere il discorso quattro minuti dopo il gol dal dischetto trovando il raddoppio con Pasalic, che concretizza al meglio l’assist di Zapata e fa partire un sinistro potente e batte nuovamente Musso: 2-0, e adesso è festa davvero al Comunale che si gode con maggiore serenità la manciata di minuti che restano al novantesimo oltre ai tre minuti di recupero aggiunti dal direttore di gara.

UNA SETTIMANA… DA DEA!: l’Atalanta si prende tutto, in una settimana che le regala le vittorie su Napoli e Udinese in campionato intervallata dal successo sulla Fiorentina in coppa che è valsa la finale di cui abbiam già parlato a lungo. Tre successi fondamentali, che rilanciano ancor di più la fame di successi di un’Atalanta vincente, ma col fiatone e che ha saputo stringere i denti e gettar il cuore oltre l’ostacolo la dove non ci arrivava più la gamba e la lucidità. L’ennesimo capolavoro regalato dal Gasp e dai suoi che domenica, a Roma con la Lazio si giocheranno un’altra fetta di sogno europeo in quella che, oltretutto, è anche una sorta di prova generale per la finale di coppa Italia del prossimo 15 maggio: un finale di stagione da vivere insomma partita per partita e che, comunque vada, non potrà che valere il nostro infinito grazie alle mille emozioni che questi ragazzi ci stanno regalando.

IL TABELLINO:

ATALANTA-UDINESE 2-0 (primo tempo 0-0)

RETI: 37′ st rig. De Roon, 40′ st Pasalic

ATALANTA (3-4-1-2): Gollini; Mancini (1′ st Piccoli), Palomino, Masiello; Hateboer, Freuler (33′ st Dijmsiti), De Roon, Gosens (19′ st Castagne); Pasalic; Gomez, Zapata – A disp.: Berisha, Rossi, Reca, Ibanez, Cambiaghi, Pessina, Ilicic, Barrow – All.: Gasperini

UDINESE (3-5-2): Musso; Larsen, De Maio (27′ st Nuytinck), Samir; D’Alessandro (39′ st Okaka), Mandragora (29′ st Badu), Sandro, De Paul, Zeegelaar; Lasagna, Pussetto – A disp.: Nicolas, Perisan, Hallfredsson, Wilmot, Micin, Teodorczyk – All.: Tudor

ARBITRO: Giacomelli di Trieste

NOTE: gara di andata: Udinese-Atalanta 1-3 – spettatori: 18mila circa – ammoniti: Zeegelaar e Samir (U) – recuperi: 1′ p.t. e 3′ s.t.

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