L’Atalanta è sempre più uno show: ne fa sei al Brescia, ipoteca l’Europa ed è seconda!

SERIE A, TRENTATREESIMA GIORNATA

ATALANTA-BRESCIA 6-2: SUPER-MARIO SCATENATO, TRIPLETTA!

Esagerata, e non poteva che essere così nella sera in cui questa Atalanta si prende il secondo posto (almeno per una notte) ipoteca un posto in Europa per il quarto anno di fila (tutto vero!) e segna sei gol al malcapitato Brescia in uno dei derby più impari mai visti: la Dea vola centra la decima vittoria nelle ultime undici giornate e lo fa sbloccando subito il match con Pasalic ma poi peccando anche di presunzione e venendo ripresa poco dopo da Torregrossa; come un serpente poi la squadra del Gasp arretra e avvolge la preda intorno a se per poi colpirla letalmente tre volte in cinque minuti a cavallo della mezz’ora: De Roon, Malinovskyi e Zapata firmano le reti che chiudono il match già all’intervallo. Nella ripresa Pasalic ne fa altri due e si porta a casa il pallone, il Gasp ne cambia parecchi e Spalek nel finale firma il 6-2 definitivo per una squadra che vince, incanta e continua a far sognare la sua gente ed i suoi tifosi.

Bergamo: divise dalla rivalità ma unite dal dolore, Atalanta e Brescia si affrontano in un derby che va ben oltre il significato sportivo in se tra le due città simbolo loro malgrado dell’emergenza Covid-19 che ha flagellato il nostro paese. Se la Dea prova a strizzar l’occhio al secondo posto dopo lo spettacolare pari in casa della Juve, il Brescia deve salvar l’onore di una stagione deludente che li vede ad un passo dalla retrocessione.

GASP NE CAMBIA UN PO’: ruota diversi giocatori mister Gasperini ad iniziare dai pali dove gioca Sportiello, poi dietro c’è Sutalo e in mezzo spazio a Tamaze con Gosens e Castagne in corsia mentre Malinovskyi e Pasalic sono a supporto di Zapata in avanti con Muriel in tribuna dopo lo spavento di questa mattina a seguito di una caduta che gli è costato una corsa al pronto soccorso e leggero trauma cranico per il colombiano. Nel Brescia, non è ancora al meglio Tonali, davanti ci sono Donnarumma e Torregrossa mentre in difesa spazio al giovanissimo Semprini.

PASALIC-TORREGROSSA, 1-1 IN 8′: mentre le note di “rinascerò, rinascerai” durante il minuto di raccoglimento sono il più bell’augurio che Bergamo e Brescia possano meritare il match inizia subito con i fuochi d’artificio con la Dea subito avanti dopo nemmeno un minuto quando Malinovskyi trova l’imbucata giusta in area per Pasalic che si conferma uomo derby batte subito Andrenacci: terzo gol per il croato contro le rondinelle. La squadra del Gasp però pecca di presunzione dopo l’immediato vantaggio: al terzo un errore grossolano di Caldara mette Torregrossa in condizione di andare in porta e Sportiello è bravissimo in uscita sull’attaccante del Brescia che però non sbaglierà cinque minuti dopo quando, ancora Caldara sbaglia un controllo molto semplice e gli ospiti arrivano così al pareggio all’ottavo.

SE ALLA DEA VENGONO I CINQUE MINUTI… NE FA TRE!: mister Gasperini è una furia in panchina, vede troppa superficialità nei suoi in questo avvio di match. Ed in effetti il Brescia contiene bene le offensive nerazzurri e prova anche a ripartire con lanci lunghi che puntano a Donnarumma o Torregrossa. Al venticinquesimo però la Dea ingrana la marcia giusta e passa con una bellissima azione Da Zapata sulla sinistra a Gosens che crossa basso, irruzione in area di De Roon che segna con una pregevole esecuzione d’esterno destro mandando la palla nell’angolino: 2-1! La squadra del Gasp ora mette il turbo e nel giro di due minuti cala il poker: al ventottesimo Malinovskyi avanza senza problemi e dalla trequarti scocca una bordata di sinistro che trafigge Andrenacci, poi alla mezz’ora graffia anche Duvan Zapata che incorna di testa il traversone da sinistra di Gosens e segna il gol del 4-1. Passato il “tornado” nerazzurro, la partita scivola via nell’ultimo quarto d’ora rimasto del primo tempo senza particolari ulteriori emozioni in una prima frazione di gara che la squadra del Gasp chiude avanti di quattro gol sul Brescia dopo che l’arbitro non concede recupero.

RIPRESA, TOCCA A COLLEY: durante l’intervallo mister Gasperini opera subito un cambio in avanti concedendo riposo a Zapata ed inserendo al suo posto il baby-Colley con il match che riparte e nelle prime battute gli ospiti provano a farsi vedere ma con i nerazzurri che rispondono con una conclusione di Malinovskyi che però stavolta è centrale e parata dal portiere.

SUPER-MARIO NE FA ALTRI DUE, L’ATALANTA STRARIPA: i nerazzurri non paiono però sazi di un risultato già ampiamente acquisito, e così all’undicesimo arriva l’assist in verticale di Malinovskyi per Pasalic che infila il portiere con un diagonale rasoterra da destra e segna la personale doppietta che verrà arrotondata ulteriormente due minuti più tardi quando sull’azione molto ben orchestrata da Tameze e Colley è ancora superMario a spuntare e mettere dentro il sesto gol dell’Atalanta che vale la sua personale tripletta.

SPALEK ACCORCIA PER IL DEFINITIVO 6-2: con il risultato che ormai assume proporzioni enormi, la panchina del Gasp si muove ulteriormente verso la mezz’ora con gli ingressi di Bellanova, Czyborra e Piccoli al posto di Castagne, Djimsiti e Malinovskyi regalando così minuti a questi ragazzi che non trovano facilmente spazio e minutaggio durante le altre partite. Negli ultimi dieci minuti ci sarà gloria anche per il terzo portiere Rossi che prende posto tra i pali al posto di Sportiello e subisce tuttavia il gol ospite, complice una leggerezza difensiva dei nerazzurri che spalanca la strada a Spalek che firma il punto del 6-2. Pochi minuti ancora e, senza recupero, cala il sipario su un derby mai così impari nella sua storia e con un’Atalanta che si accomoda al secondo posto in attesa che le altre giochino domani e si gode l’ennesima goleada di una stagione che Papu e compagni sperano di rendere indimenticabile ad agosto quando la squadra giocherà i quarti di Champions League; ma prima c’è un campionato da finire e, perchè no, un secondo posto da provare a conquistare.

IL TABELLINO

ATALANTA-BRESCIA 6-2 (primo tempo 4-1)

RETI: 2′ Pasalic (A), 8′ Torregrossa (B), 25′ De Roon (A), 28′ Malinovskyi (A), 30′ Zapata (A), 55′ Pasalic (A), 58′ Pasalic (A), 83′ Spalek (B)

ATALANTA (3-4-1-2): Sportiello (dall’80’ Rossi); Sutalo, Caldara, Djimsiti (74′ Czyborra); Castagne (73′ Bellanova), de Roon, Tameze, Gosens; Malinovskyi (74′ Piccoli), Pasalic; Zapata (dal 46′ Colley) – A disposizione: Gollini, Toloi, Palomino, Gomez, Freuler, Da Riva, Hateboer – Allenatore: Gasperini

BRESCIA (4-4-2): Andrenacci; Semprini, Mateju, Chancellor, Mangraviti; Spalek, Viviani (dal 56′ Tonali), Dessena, Bjarnason; Torregrossa (dal 61′ Ndoj), Al. Donnarumma (dal 67′ Ayè) – A disposizione: Abbrandini, Sabelli, Gastaldello, Zmrhal, Ghezzi, Skrabb, Papetti – Allenatore: Diego Lopez

ARBITRO: Manganiello di Pinerolo

NOTE: gara di andata: Brescia-Atalanta 0-3 – match disputato a porte chiuse – ammoniti: nessuno – espulsi: nessuno – recuperi: 0′ p.t. e 0′ s.t.




Obiettivo secondo posto: l’Atalanta aspetta il Brescia per sognare in grande

BERGAMO, ORE 21.45

IL DERBY DI DUE CITTA’ UNITE DAL DOLORE

Dopo la grandissima prova di Torino contro la Juve, l’Atalanta si prepara già ad un nuovo appuntamento in questa volata finale del campionato dove i nerazzurri del Gasp puntano ad un incredibile secondo posto in classifica: per conquistarlo (almeno per una notte) i nerazzurri devono superare i cugini del Brescia in quello che è un derby che, se da un lato vede una distanza abissale in classifica tra le due squadre, dall’altro avvicina due città che durante l’emergenza-covid hanno patito dolore e tantissime vittime che ha unito due popoli troppo spesso divise da rivalità a volte esagerate. La fame di Europa della Dea (certa la partecipazione ad una coppa europea con un successo) contro le ultime speranze di salvezza di un Brescia che punterà soprattutto sull’orgoglio vista una classifica piuttosto deficitaria (penultima posizione e speranze di permanenza nella massima serie ridotte al lumicino). Ne vedremo anche oggi delle belle insomma, con la speranza di poter ancora una volta gioire insieme ai fantastici ragazzi del Gasp ed alle loro grandi imprese.

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GLI ULTIMI DUBBI DEL GASP: in vista dell’ennesima settimana impegnativa che attende la Dea, il Gasp pensa a qualche cambio rispetto a Torino. In campo potrebbero così trovar spazio gente come Tamaze e Malinovskyi dal primo minuto con Caldara che torna al centro della difesa mentre davanti uno tra il Papu e Ilicic riposerà mentre Muriel non sarà della partita dopo lo spavento per una caduta accidentale in casa con annesso trauma cranico che ha costretto il colombiano a recarsi in ospedale per accertamenti per poi venir dimesso questo pomeriggio; davanti quindi toccherà a Zapata.

LE PROBABILI FORMAZIONI

ATALANTA (3-4-2-1): Gollini; Toloi, Caldara, Palomino; Hateboer, Tameze, De Roon, Castagne; Malinovskyi, Gomez; Zapata – All.: Gasperini

BRESCIA (4-3-1-2): Joronen; Sabelli, Papetti, Chancellor, Mateju; Dessena, Tonali, Ghezzi; Zmrhal; Torregrossa, Ayè – All.: Lopez




Atalanta, che spettacolo: solo due rigori salvano la Juve: e il secondo posto è a un solo punto!

SERIE A, TRENTADUESIMA GIORNATA

JUVENTUS-ATALANTA 2-2: SOLO DUE RIGORI FERMANO LA DEA

Una beffa? Forse, ma con tanti, tantissimi aspetti positivi. Rode si, incassar il pari in una gara dominata contro la capolista del torneo per un rigore davvero ingenuo e frutto anche di un regolamento piuttosto discutibile. L’Atalanta esce però da Torino ancor più forte di prima, conscia di aver fatto veder le streghe ad una squadra che sin qui in casa aveva pareggiato solo una volta, vincendo tutte le altre; e lo fa con una prova strepitosa, azioni telecomandate e mettendo in ombra giocatori ben più quotati. Apre le danze Zapata nel primo tempo, poi nella ripresa il pari per un rigore per un fallo in area di De Roon (anch’esso davvero discutibile) che Ronaldo trasforma. Poi il Gasp cambia tutto l’attacco e Malinovskyi pesca il jolly che sembra valer i tre punti ma, al novantesimo, Muriel commette un fallo di mano sciocco che costa un altro penalty che Ronaldo trasforma nel 2-2 finale. Peccato, ma questa squadra è ora a un punto dal secondo posto e può continuare a sognare davvero in grande!

Torino: profumo di scudetto. Si, per la Juventus che ci è quasi da sempre abituata la cosa fa sicuramente poco effetto, colpisce invece che rientri nel discorso anche l’Atalanta delle meraviglie del Gasp; ce lo avessero detto qualche annetto fa, probabilmente ci saremmo messi tutti quanti a ridere. Invece è così: i nerazzurri cercano un colpaccio a Torino che manca da trent’anni per andare a meno sei dai bianconeri, salire al secondo posto (dopo l’ennesimo stop della Lazio) e far sognare una intera città. Impresa impossibile (se si considera che la Juve ne ha vinte quattordici su quindici in casa), però forse un po’ meno proibitiva del solito vista l’incredibile spinta che questi ragazzi stanno dimostrando dopo ben nove vittorie consecutive in campionato.

GASP COI TRE TENORI: senza timori particolari, mister Gasperini decide di schierar contemporaneamente Ilicic, il Papu e Zapata la davanti con lo sloveno che vince il ballottaggio con Pasalic mentre dietro ritrova Palomino al posto di Caldara con Castagne (e non Gosens che accusa un problemino durante il riscaldamento) ed Hateboer sulle fasce. Nella Juve, mister Sarri alla fine sceglie Bernardeschi e non Costa con Dybala che rientra dopo la squalifica in attacco con il temutissimo Ronaldo.

ZAPATA FA SCATTARE LA DEA: il match inizia con una breve fase di studio e poi la Dea prova a rompere gli indugi con Zapata al quinto che riceve un bel pallone da Castagne e colpisce di testa sopra la traversa, poi ci prova Ilicic all’undicesimo appena fuori dall’area di rigore ma anche lui senza precisione. La mira giusta però la trova al secondo tentativo Zapata quando la Dea spinge sempre più e il Papu mette un pallone d’oro sui piedi del colombiano che segna l’1-0 per i nerazzurri.

ATALANTA, PRIMO TEMPO SONTUOSO: l’Atalanta gioca in maniera davvero spettacolare, tiene palla ed obbliga l’avversario a non ripartire e, appena può, lo punge: alla mezz’ora Castagne mette l’ennesimo pallone in area per Zapata che di testa non ci arriva di un niente. Poi la Juve si vede un po’ nel finale, quando è Dybala a provarci ma è decisiva la conclusione di Palomino a deviare in corner la sfera. Ultimi sussulti di un grandissimo primo tempo della squadra del Gasp che chiude avanti di un gol dopo due minuti di recupero.

RIPRESA, DAL DISCHETTO RONALDO FA 1-1: nessun cambio da parte del Gasp durante l’intervallo e il match riparte così con i medesimi ventidue del primo tempo e con la Juve che pare spingere di più ed al nono De Roon tocca voltandosi con un braccio un pallone crossato in area nerazzurra: tocco sicuramente involontario ma, con le nuove regole, sanzionabile con il calcio di rigore: da Ronaldo dal dischetto e non sbaglia il pallone dell’1-1.

GASP CAMBIA L’ATTACCO: incassato il pari, mister Gasperini prova a cambiar qualcosa e muover le sue pedine in campo andando ad inserire subito Pasalic per Ilicic e, dieci minuti più tardi anche Malinovskyi e Muriel per il Papu e Zapata stravolgendo tutto l’attacco la davanti da metà ripresa. E proprio il neo entrato ucraino a ridosso della mezz’ora prova un velenoso diagonale in area bianconera che si spegne sul fondo di pochissimo; un minuto dopo ecco in campo anche Tamaze e Caldara per Freuler e Palomino.

GOLLINI PARA, MALINOVSKYI COLPISCE, 2-1!: poi è il momento di Gollini, protagonista quando Ronaldo si invola verso la porta e conclude ma il portiere nerazzurro è bravissimo a deviar la conclusione di CR7 e salvare la Dea. A dieci dalla fine però l’Atalanta mette di nuovo la freccia con la bellissima apertura di Muriel per Malinovskyi che non si fa pregare e tira deciso a rete: traiettoria angolatissima su cui nulla può Szczesny e Dea di nuovo avanti!

MANI DI MURIEL, ALTRO RIGORE DI RONALDO, 2-2: l’Atalanta vede il traguardo di una storica vittoria che manca da trent’anni in casa dei bianconeri ma la beffa arriva, a fil di sirena quando su un pallone vagante in area è netto il fallo di mano di Muriel, stavolta i dubbi sono davvero pochi per il direttore di gara che indica nuovamente il dischetto. Ronaldo concede il bis ed è 2-2.

PARI BEFFARDO, MA GRANDISSIMA ATALANTA: restano a quel punto solo tre minuti di recupero, dove però non succederà praticamente più nulla fino al fischio finale. Resta il bicchiere mezzo vuoto ad una Dea che è stata vicinissima alla grande impresa, ma rimane anche il risvolto assolutamente positivo di una squadra che ha dominato in lungo e in largo e tirato matta una delle squadre accreditate tra le favorite a quella Champions League dove i nerazzurri torneranno protagonisti nella sfida dei quarti di finale contro il PSG; e se queste sono le premesse, resta la convinzione che questa squadra ci farà davvero divertire, indipendentemente da come poi finirà. Ora però testa a questo campionato dove Papu e compagni sono stasera ad un solo punto da un secondo posto che, a questo punto, inizia davvero a stuzzicare la fantasia di tutti noi tifosi. Avanti tutta ragazzi!!!

IL TABELLINO:

JUVENTUS-ATALANTA 2-2 (primo tempo 0-1)

RETI: 17′ pt Zapata (A), 10′ st rig. Ronaldo (J), 36′ st Malinovskyi (A), 45′ st rig. Ronaldo (J)

JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; Cuadrado, De Ligt, Bonucci, Danilo (12′ st Alex Sandro); Rabiot, Bentancur, Matuidi (38′ st Ramsey); Bernardeschi (13′ st Douglas Costa), Dybala (26′ st Higuain), Ronaldo – A disposizione: Pinsoglio, Buffon, Chiellini, Pjanic, Rugani, Olivieri, Muratore – Allenatore: Sarri

ATALANTA (3-4-2-1): Gollini; Toloi, Palomino (30′ st Caldara), Djimsiti; Hateboer, De Roon, Freuler (31′ st Tameze), Castagne; Gomez (24′ st Malinovskyi), Ilicic (15′ st Pasalic); Zapata (25′ st Muriel) – A disposizione: Rossi, Sportiello, Sutalo, Czyborra, Bellanova, Colley – Allenatore: Gasperini

ARBITRO: Giacomelli di Trieste

NOTE: gara di andata: Atalanta-Juventus 1-3 – match disputato a porte chiuse – ammoniti: Bernardeschi, Cuadrado, Rabiot (J); Pasalic, Hateboer (A) – recuperi: 2′ p.t. e 3′ s.t.




Signora, eccoci! L’Atalanta nella tana della Juve a caccia della grandissima impresa

TORINO, ORE 21.45

DYBALA-PAPU,LA SUPERSFIDA DEGLI ARGENTINI

Il cinismo e la forza dei singoli di una squadra che vede ormai il traguardo dell’ennesimo scudetto contro la folle spregiudicatezza di un gruppo che, dopo nove vittorie consecutive, vuol tentare uno sgambetto che non riesce da trent’anni per andare a -6 e provare a credere addirittura nel titolo. Juventus ed Atalanta, opposti contro, due filosofie completamente diverse per portare all’ennesimo risultato: gol e vittorie con i nerazzurri che hanno il grande vantaggio di non aver nulla da perdere contro una di quelle che è senza dubbio nel novero delle squadre più forti d’Europa. Una mission-impossible, forse oggi un po’ meno impossibile del solito per Papu e compagni al cospetto di una capolista che, dopo la batosta rimediata a San Siro contro il Milan, deve provare a reagire a tutti i costi. Ne vedremo delle belle insomma, e speriamo di poter gioire ancora insieme ai nostri ragazzi!

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GLI ULTIMI DUBBI DEL GASP: recuperato a pieno Palomino, mister Gasperini dovrebbe riproporlo dal primo minuto in campo al posto di Caldara mentre per il resto squadra confermata con l’unico dubbio davanti: chi tra Ilicic e Pasalic per un posto in avanti col Papu e Zapata? Per il momento lo sloveno pare leggermente favorito sul croato.

LE PROBABILI FORMAZIONI:

JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; Cuadrado, de Ligt, Bonucci, Danilo; Bentancur, Pjanic, Rabiot; Bernardeschi, Dybala, Ronaldo – All.: Sarri

ATALANTA (3-4-1-2): Gollini; Toloi, Palomino, Djimsiti; Hateboer, Freuer, De Roon, Gosens; Ilicic (Pasalic), Gomez, Zapata – All.: Gasperini




Atalanta, la nona meraviglia vale il terzo posto: Samp piegata nella ripresa, 2-0!

SERIE A, TRENTUNESIMA GIORNATA

ATALANTA-SAMPDORIA 2-0: TOLOI E MURIEL PIEGANO I DORIANI

Infinita, incredibile, inimmaginabile: gli aggettivi ormai si sprecano per questa Atalanta che, anche in una partita complessa contro un avversario rognoso, riesce a portar a casa ancora una volta i tre punti per la nona volta consecutiva in questo campionato e si accomoda così al terzo posto in attesa che domani l’Inter giochi a Verona. C’è dell’altro comunque: la Dea non subisce reti per la terza partita di fila e arriva come meglio non si potrebbe alla grande sfida di sabato a Torino contro la Juve capolista. Il match odierno è risolto nella ripresa dalle reti di Toloi sugli sviluppi di un corner e da un bolide da fuori di Muriel che regola una Samp pimpante nel primo tempo, ma troppo chiusa e rinunciataria nella ripresa.

Bergamo: sognare una notte al terzo posto, avvicinando a due punti il secondo, chi l’avrebbe mai detto qualche annetto fa? L’Atalanta prova a non porsi più limiti e sognare obiettivi inimmaginabili fino qualche tempo fa: per riuscirci serve centrare oggi la nona vittoria consecutiva contro una Samp sicuramente più rilassata dalle ultime due vittorie contro Lecce e Spal, ma anche determinata a provare a cercare altri punti preziosi verso la salvezza.

GASP CON I TITOLARISSIMI: dopo i diversi cambi di Cagliari, il Gasp ripropone la miglior formazione possibile per provar a superare la Samp: davanti si rivede Ilicic insieme al Papu e Zapata con Pasalic più arretrato al centro al posto di De Roon e Gosens in corsia per Castagne mentre dietro non c’è Palomino per squalifica, spazio a Toloi. Nella Samp, è Gabbiadini l’unica punta con iniziale panchina per il recuperato Quagliarella mentre con Ekdal e Linetty dietro a centrocampo e Yoshida confermato in difesa.

IL RICORDO DI ENNIO MORRICONE: risuonano le note di “C’era una volta in America” all’ingresso in campo delle squadre in ricordo del maestro Ennio Morricone, scomparso pochi giorni fa seguite poi da “rinascerò, rinascerai” diventato ormai simbolo di questo terribile periodo che Bergamo e la sua gente stanno provando a lasciarsi alle spalle. Il match inizia ed al secondo sono gli ospiti ad essere pericolosi con un inserimento di Murru in area che conclude in diagonale e il pallone esce di poco. La Dea ci prova poi al sesto con una bella iniziativa di Ilicic con il pallone crossato in area dallo sloveno ma preda di Audero che para senza difficoltà.

MATCH BLOCCATO, MA IL GOLLO C’E’: la Samp chiude ogni spazio e la Dea fa davvero tanta fatica a farsi vedere in un match che, gioco forza, fa molta fatica a decollare e trovare azioni degne di tal nome alla mezz’ora un guizzo per parte: prima Zapata conclude dall’ingresso dell’area di rigore troppo debolmente con Audero che blocca, poi è Gollini sul ribaltamento di fronte a salvare sulla conclusione dalla distanza di Gabbiadini e mandar in calcio d’angolo la sfera.

ZAPATA, CHE OCCASIONE NEL FINALE!: la gara continua a mantenersi in grande equilibrio ma nell’ultimo quarto d’ora qualcosa si inizia ad intravedere: prima Zapata sciupa una grande chance ritrovatosi a tu per tu con Audero che, in uscita, salva la Samp, poi sul fronte opposto De Paoli prova una conclusione al volo che sfiora l’incrocio dei pali. Nel finale poi ancora Audero si oppone alla conclusione da fuori di Hateboer deviando in corner per quello che è il titolo di coda di un primo tempo bloccato e bruttino che termina senza alcun minuto di recupero con le due squadra inchiodate sullo 0-0.

RIPRESA, STESSO COPIONE: nessun cambio durante l’intervallo, il match riprende con i medesimi ventidue in campo e con la Dea che prova subito a spingere al secondo con Ilicic che offre un bel pallone a Toloi che conclude però sopra la traversa. Al sesto il Gasp opera il primo cambio con De Roon che entra in campo al posto di Djimsiti proprio per cercar più spinta in mezzo e cercar di aggirare il fortino blucerchiato. Poche emozioni anche in questo avvio di ripresa, ci pensano i due mister a ravvivarla con un battibecco a distanza che costa a Ranieri ed al Gasp l’ammonizione. Il tecnico blucerchiato verrà poi allontanato pochi minuti dopo per proteste dopo un brutto fallo di Linetty sul Papu.

TOLOI DI TESTA LA SBLOCCA!: si gioca il tutto per tutto il Gasp al ventitreesimo quando inserisce Muriel e Malinovskyi al posto di Ilicic e Pasalic rendendo la sua Dea ancor più offensiva che alla mezz’ora riesce a spezzare l’equilibrio sugli sviluppi di un corner dove spunta Toloi di testa nella mischia e supera Audero portando avanti la squadra del Gasp.

MURIEL, L’EX GRAFFIA E FA 2-0: sotto di un gol, la Samp prova a reagire con una conclusione di Murru a otto dal novantesimo che sorvola la traversa; la risposta della Dea è però nuovamente letale per i blucerchiati quando Muriel riceve palla dal limite dell’area e calcia un missile imprendibile per Audero nuovamente battuto. Con il gol del 2-0, il Gasp opera gli ultimi cambi inserendo Sutalo e Castagne al posto di Zapata e Gosens.

SIGNORA, STIAMO ARRIVANDO!: forte del doppio vantaggio, il match si mette in discesa negli ultimi minuti per la Dea che controlla senza troppi affanni in attesa del fischio finale che giungerà dopo cinque minuti di recupero. Si perde ormai il conto nell’elencare i numeri meravigliosi di questa squadra: nona vittoria consecutiva, terzo posto conquistato almeno per una notte in attesa di Verona-Inter di domani sera, terza gara senza subire reti (e questa si è una notizia). Insomma, un biglietto da visita niente male per presentarsi sabato alla partitissima di Torino contro la Juventus che, pensate, dista soltanto nove punti da noi. Ce l’avessero detto a inizio anno, ci saremmo messi tutti (o quasi) a ridere… grandissimi i nostri ragazzi!!!

IL TABELLINO

ATALANTA-SAMPDORIA 2-0 (primo tempo 0-0)

MARCATORI: 75′ Toloi, 85′ Muriel.

ATALANTA (3-4-1-2): Gollini; Toloi, Caldara, Djimsiti (dal 52′ de Roon); Hateboer, Pasalic (dal 69′ Muriel), Freuler, Gosens (dall’86’ Castagne); Gomez; Ilicic (dal 69′ Malinovskyi), Zapata (dall’86’ Sutalo) – A disposizione: Rossi, Sportiello, Tameze, Czyborra, Guth, Bellanova, Colley – Allenatore: Gasperini

SAMPDORIA (4-5-1): Audero; Bereszynski, Yoshida, Colley, Murru; Depaoli, Ekdal (dall’83’ Augello), Thorsby, Linetty, Jankto (dall’83’ Ramirez); Gabbiadini (dall’83’ La Gumina) – A disposizione: Seculin, Chabot, Bonazzoli, Askildsen, Maroni, Léris, Quagliarella, D’Amico, Bertolacci – Allenatore: Ranieri

ARBITRO: Giua di Olbia

NOTE: gara di andata: Sampdoria-Atalanta 0-0 – gara disputata a porte chiuse – ammoniti al 23′ Djimsiti, al 35′ Thorsby, al 55′ Jankto, al 61′ Ranieri e Gasperini e al 65′ Bereszynski – espulso al 65′ Ranieri per proteste – recupero 0′ p.t. e 5′ s.t.




L’Atalanta aspetta la Samp sognando il terzo posto (almeno per una notte)

BERGAMO, ORE 21.45

DEA A CACCIA DELLA NONA MERAVIGLIA

Sognare non costa nulla, si sa, e l’Atalanta ha l’occasione per farlo, ed in grande, almeno per una notte aspettando poi la partita dell’Inter domani a Verona: con un successo (ma anche con un pari) i nerazzurri raggiungerebbero proprio la squadra di Conte al terzo posto e rosicchierebbero addirittura punti a Lazio e Juve, entrambe clamorosamente sconfitte ieri. Per realizzar l’ennesimo capolavoro (e centrar anche la nona vittoria consecutiva ed allungar così il record di successi consecutivi) la squadra del Gasp deve però superare la Samp di mister Ranieri, che si è spesso rivelata osso duro per Gomez e compagni (all’andata riuscì a disinnescare l’atomico attacco nerazzurro) e vorrà sicuramente cercare altri punti nella corsa verso la salvezza dopo due vittorie consecutive contro Lecce e Spal. Una gara contro un avversario rognoso che i ragazzi del Gasp dovranno vincere ragionando e provando a getter come sempre il cuore oltre l’ostacolo per regalare un’altra serata da sogno a Bergamo ed alla sua gente.

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GLI ULTIMI DUBBI DEL GASP: con Palomino out per squalifica, mister Gasperini ripropone Toloi e Dijmsiti dietro mentre Gosens in corsia dovrebbe tornar titolare al posto di Castagne; grande incertezza davanti, dove è probabile il ritorno dal 1′ di Ilicic con Gomez e Zapata con Pasalic che a questo punto partirà dalla panchina.

LE PROBABILI FORMAZIONI

ATALANTA (3-4-2-1): Gollini; Toloi, Caldara, Dijmsiti; Hateboer, De Roon, Freuler, Gosens; Ilicic, Gomez; Zapata – All.: Gasperini

SAMPDORIA (4-4-2): Audero; Bereszynski, Yoshida, Colley, Murru; Thorsby, Bertolacci, Ekdal, Linetty; Gabbiadini, Ramirez – All.: Ranieri




Cambiano gli interpreti ma non il risultato: l’Atalanta centra a Cagliari l’ottava meraviglia!

SERIE A, TRENTESIMA GIORNATA

CAGLIARI-ATALANTA 0-1: DECIDE UN PENALTY DI MURIEL

Avanti tutta, anche senza i “tre tenori” per circa un’ora di gara: l’Atalanta del turnover targato Gasperini va, sbanca anche Cagliari e conquista l’ottava vittoria consecutiva e vede davanti a se l’Inter ad un solo punto di distanza e la Lazio a cinque sfruttando così al meglio gli scivoloni della seconda e terza della classe. Con, a sorpresa, Sutalo e Tamaze titolari, i nerazzurri giocano una buona partita, sciupano tantissime occasioni ma segnano quella necessaria a portarsi a casa l’intera posta in palio al ventisettesimo con Muriel su calcio di rigore che costa anche l’espulsione di Carboni per i padroni di casa. Fioccano le occasioni ma la Dea non chiude la partita e nel finale soffre più del dovuto ma restando con la porta inviolata per la seconda gara consecutiva: quasi un… record anche questo!

Cagliari: con Inter e Lazio nel mirino dopo le contemporanee battute di arresto di entrambe nei match già disputati, l’Atalanta si presenta a Cagliari forte delle sue sette vittorie consecutive da record con la voglia di migliorare ulteriormente quanto già fatto sin qui contro un Cagliari che, con la cura-Zenga, ha ritrovato vitalità e spirito giusto per risollevare i sardi e le loro ambizioni europee.

LA RIVOLUZIONE DEL GASP: mai troppo propenso al turnover, il tecnico nerazzurro stavolta sorprende tutti con diverse novità: Sportiello gioca al posto di Gollini, poi tocca agli esordi di Sutalo in difesa e Tamaze in mezzo mentre davanti sorprende la contemporanea assenza di Gomez, Ilicic e Zapata, lasciati a riposo dal mister nerazzurro. Nel Cagliari, mister Zenga davanti si affida alla vena ritrovata dal Simeone in coppia con Joao Pedro mentre è in panchina l’ex Cigarini.

SIMEONE SEGNA, IL VAR ANNULLA: l’Atalanta inizia spingendo subito e portando diverse insidie nell’area di rigore sarda dove Cragno è decisivo due volte nel giro di pochissimo su una punizione di Muriel respinta dal portiere che poi salva anche su Castagne. Tuttavia il Cagliari rischia di passare alla prima occasione quando Simeone segna un gol davvero bello che porta avanti i suoi, tuttavia prima del suo destro a giro e dell’assist di Nainggolan aveva toccato con la mano, in maniera involontaria una respinta di testa di Caldara che, regolamento alla mano, il Var non perdona.

MURIEL DAL DISCHETTO FA 1-0: scampato il pericolo, l’Atalanta riprende a controllare le operazioni e, dopo il palo clamoroso colpito da Muriel, l’equilibrio si rompe poco dopo a ridosso della mezz’ora: un devastante Malinovskyi viene steso da Carboni, rigore e espulsione del giovane difensore lanciato da Zenga. Il colombiano dal dischetto non perdona Cragno e porta così avanti la Dea: 1-0. Nel finale del primo tempo ancora nerazzurri vicini al gol: ancora Muriel vera e propria spina nel fianco della difesa del Cagliari, lo scambio con Pasalic finisce appena sopra la traversa poi c’è posto anche per una deviazione di Palomino a fil di palo prima che l’arbitro mandi tutti al riposo dopo un minuto di recupero.

RIPRESA, TOCCA AI TRE TENORI: nella ripresa la musica non cambia, al quarto Hateboer colpisce un altro palo clamoroso per la truppa nerazzurra, poi tre minuti dopo è Pasalic a sciupare un bel passaggio di Tamaze che meritava miglior sorte; poi, al quarto d’ora, Gasp cambia: dentro il tridente Ilicic, Gomez Zapata e fuori Muriel, Malinovskyi e Pasalic.

QUALCHE BRIVIDO, MA L’OTTAVA E’ SERVITA!: la Dea non la chiude e il Cagliari alla mezz’ora rischia di pareggiare quando Joao Pedro spara alto su rovesciamento di fronte con i nerazzurri che rischiano di prendere il pari in superiorità numerica. Poi nel finale la Dea prova ancora a chiuderla: prima con Caldara di testa (palla fuori di poco), poi con Zapata che chiama Cragno alla grande parata. Esce poi Sutalo per Toloi che, al primo di recupero, è decisivo in chiusura sulla conclusione di Nandez che viene deviata in corner. E’ questo l’ultimo squillo di una gara che si chiuderà di li a poco e che consegna all’Atalanta l’ottava vittoria consecutiva in campionato e che proietta Gomez e compagni a ridosso dell’Inter terza ed a cinque punti dalla Lazio seconda. Che siano i titolari o le cosiddette “seconde linee”, questa squadra conferma per l’ennesima volta di voler continuare a sognare insieme alla sua gente sempre più in simbiosi con lo spirito e la grande voglia di rialzarsi del popolo bergamasco. Avanti tutta!

IL TABELLINO

CAGLIARI-ATALANTA 0-1 (primo tempo 0-1)

RETI: 27′ Muriel su rigore

CAGLIARI (3-4-1-2): Cragno; Pisacane (75′ Klavan), Carboni, Walukiewicz; Nandez, Ionita (66′ Faragò), Rog, Lykogiannis (66′ Mattiello); Nainggolan (66′ Birsa); Joao Pedro, Simeone (75′ Ragatzu). A disposizione: Ciocci, Rafael, Boccia, Cigarini, Ladinetti, Gagliano, Paloschi – Allenatore: Zenga

ATALANTA (3-4-1-2): Sportiello; Caldara, Palomino, Sutalo (83′ Toloi); Hateboer (73′ Gosens), De Roon, Tameze, Castagne; Pasalic (60′ Ilicic); Malinovski (60′ Gomez), Muriel (60′ Zapata) – A disposizione: Gollini, Rossi, Bellanova, Czyborra, Djimsiti, Colley, Freuler – Allenatore: Gasperini

ARBITRO: La Penna di Roma

NOTE: gara di andata: Atalanta-Cagliari 0-2 – partita disputata a porte chiuse – ammoniti: Carboni (C), Pisacane (C), Palomino (A), Nandez (C), Hateboer (C) – espulsi: Carboni (C) per doppia ammonizione – recuperi: 1′ p.t. e 3′ s.t.